1.2 Come vede il Cosmo la scienza moderna?
L’idea che la coscienza influenzi la materia è la principale differenza, apparentemente inconciliabile, tra la visione del mondo della fisica classica e la nuova concezione della fisica moderna. Questa interpretazione di Wigner, Von Neumann e molti altri è tuttora contestata. Ma, come si vedrà più avanti – quando si spiegherà la questione dell’osservatore e dei tre occhi della conoscenza – potrebbe essere in realtà la visione corretta.
La fisica classica e tutte le altre scienze del vecchio paradigma derivano dalle leggi del moto e della gravità sviluppate da Isaac Newton nei suoi “Principia”. Le leggi di Newton descrivono un universo in cui tutti gli oggetti si muovono in uno spazio tridimensionale di geometria e tempo, secondo alcune leggi fisse del moto. Secondo la sua concezione, la materia era considerata inviolabile e indipendente, con i propri confini fissi. Si pensava che, per esercitare qualsiasi tipo di influenza sugli oggetti, fosse necessario applicare loro una forza fisica. Questo modo di spiegare la realtà, secondo cui le cose esistono indipendentemente l’una dall’altra, è alla base della filosofia classica, in cui la maggior parte delle persone crede ancora oggi. In generale, le persone pensano che la vita stia semplicemente accadendo intorno a loro, indipendentemente da ciò che fanno o pensano.

Questa visione meccanicistica e ordinata dell’Universo come insieme di oggetti isolati il cui comportamento sembra prevedibile è stata superata dalla fisica moderna. È stato dimostrato che i più piccoli componenti dell’Universo, che costituiscono il grande mondo oggettivo che vediamo, non si comportano affatto secondo le regole della fisica classica.
Così, gli atomi non sono come sistemi solari in miniatura, ma qualcosa di molto più complesso: piccole nubi di probabilità. Ogni particella subatomica non è un elemento solido e stabile, ma esiste come potenzialità di una qualsiasi entità futura. Questo è noto ai fisici come “sovrapposizione”, ovvero la somma di tutte le probabilità che contiene; sarebbe come se una persona si guardasse in una sala di specchi.
Una “particella quantistica” può manifestarsi sia come particella, cioè come qualcosa di solido e stabile, sia come “onda”, cioè come una vasta regione dello spazio-tempo. La realtà subatomica non assomiglia allo stato solido e affidabile descritto dalla scienza classica, ma è piuttosto una possibilità effimera di opzioni apparentemente infinite. Secondo la nuova scienza, la materia non può essere divisa in unità con esistenza indipendente, né può essere descritta nella sua interezza.
La conclusione fondamentale dei teorici dei campi quantistici è che la materia prima dell’universo è immateriale e la sua sostanza essenziale è inconsistente. Tutta la tecnologia odierna si basa su questo fatto: il computer, la radio, la televisione e molte altre cose sono possibili perché gli scienziati non credono più che l’atomo, l’unità di base della materia, sia un’entità solida. La differenza tra un atomo di piombo e uno d’argento non è a livello materiale – poiché le particelle dell’uno e dell’altro sono uguali – ma è dovuta alla disposizione e alla quantità degli impulsi di energia e di informazione che li compongono.
L’essere umano deve considerare cosa significa vivere all’interno di una “illusione” perché, secondo la nuova scienza, questo è l’Universo fisico. L’atomo, che funge da base per tutta la materia, non ha qualità fisiche, ma è composto da schemi energetici derivanti da campi invisibili. Questi campi esistono principalmente in uno stato virtuale, il che significa che non sono presenti nell’Universo fisico. Alcuni fisici direbbero che si tratta di un’ontologia diversa da quella del mondo ordinario.
Le cose non hanno senso in modo isolato, ma in una rete di interrelazioni dinamiche. I pionieri della quantistica hanno anche scoperto la sorprendente capacità delle particelle quantistiche di influenzarsi a vicenda, nonostante l’assenza di forze tra loro a velocità finita. La materia è organicamente legata a sè stessa, così che ogni oggetto è una rappresentazione diversa della stessa cosa.
A livello subatomico, il cambiamento è determinato da modifiche dinamiche dell’energia. Questi piccoli pacchetti di energia vibrazionale si scambiano costantemente energia attraverso “particelle virtuali” che danno origine a un vasto strato energetico sottostante nell’Universo.
Inoltre, la materia subatomica è coinvolta in un costante scambio di informazioni, causando un continuo perfezionamento attraverso sottili alterazioni. L’Universo non è un deposito di oggetti separati e statici sospesi nello spazio, ma un unico organismo di campi energetici interconnessi in uno stato permanente di probabilità di diventare qualcosa; in un continuo stato di trasformazione.
L’unico fattore che sembra trasformare questa nuvola di probabilità in qualcosa di solido e misurabile è il coinvolgimento di un “osservatore”. Si potrebbe pensare che questa interpretazione sia troppo idealistica, ma ci sono prove sempre più evidenti, come si vedrà in seguito, che gli oggetti materiali – per esempio, una palla – e gli oggetti mentali – come il pensiero di una palla – sono entrambi oggetti della coscienza. D’altra parte, in un esperimento c’è anche il soggetto, lo sperimentatore.
La coscienza vivente – o campo di coscienza – apportando l’influenza dell’osservatore, trasforma in qualche modo la “possibilità di qualcosa” in “qualcosa di reale”. Questo suggerisce che l’ingrediente più importante nella creazione dell’Universo è la coscienza che lo osserva. Molte delle figure centrali della fisica quantistica affermano che l’Universo è democratico e partecipativo, uno sforzo congiunto tra gli osservatori e gli osservati. La realtà non è fissa, ma fluida e mutevole, e quindi esposta ad altre influenze.
Per comprendere queste influenze, è necessario sapere che la maggior parte della materia e dell’energia dell’Universo esiste in dimensioni che non possono essere esplorate esternamente dalla nostra dimensione. L’85% della materia dell’Universo, chiamata “materia oscura”, non è mai stata osservata.
Cosa ancora più strana, questa “materia” o “energia” universale è fondamentale per la formazione di pianeti e galassie. Senza di essa non esisterebbe nulla della realtà osservabile; è una forza che lega tutto insieme per formare strutture ed è essenziale per l’esistenza della materia osservabile. Sorprendentemente, nell’Universo c’è una quantità di “sostanza” invisibile nove volte superiore a quella osservabile.
Gli esseri umani non solo non sono al centro dell’Universo, ma non sono nemmeno fatti della stessa sostanza che costituisce gran parte dell’Universo.
È stato dimostrato che la “materia oscura” non è costituita da neutrini, poiché questi viaggiano molto velocemente, il che non consente la formazione di strutture su larga scala.
Cos’è dunque questa particella esotica che costituisce la materia oscura? È davvero una particella? La scienza la chiama WIMP, ovvero “particella massiva debolmente interagente”. Attualmente sono in corso tentativi di trovare le WIMP presso l’acceleratore di particelle di Ginevra.
Un numero crescente di scienziati sostiene che questa materia oscura non sia un nuovo elemento ma, piuttosto, un nuovo luogo: nuove dimensioni che avrebbero un effetto sulla nostra. Ciò non è così strano se si considera che all’interno dell’atomo si trova un vasto territorio più complesso dell’Universo osservabile.
In questo contesto, è possibile affermare che la mente e la coscienza non sono un epifenomeno del cervello, ma che la coscienza è ora vista come la realtà fondamentale, il contesto in cui si manifestano tutti gli eventi.
In un certo senso, quando gli scienziati hanno cercato di spiegare il funzionamento della natura in base ai nuovi dati, hanno finito per imbattersi nientemeno che in un Universo più simile a quello descritto dai mistici; infatti, i nuovi modelli di coscienza la ritraggono come un’entità capace di trascendere i limiti fisici di ogni tipo. L’intenzione sembra essere qualcosa di simile a un diapason la cui vibrazione fa risuonare altri diapason nell’Universo alla stessa frequenza.
Prima ancora che venisse sviluppata la fisica quantistica, Albert Einstein disse:
“Un essere umano sperimenta se stesso, i suoi pensieri e sentimenti, come qualcosa di separato dal resto; una sorta di illusione ottica della sua coscienza”.
L’esistenza di questo campo di coscienza, chiamato “campo A” dai fisici e “campo akashico” dai mistici, implica che tutta la materia dell’Universo è connessa a livello subatomico attraverso una costante danza di scambio di energia quantistica.
Altre prove hanno dimostrato che, al livello più elementare, ogni essere umano è anche un fascio di energia pulsante che interagisce costantemente con questo vasto campo energetico che è l’Universo. Gli esperimenti scientifici suggeriscono che la coscienza è una sostanza al di fuori dei confini del corpo umano; un’energia altamente ordinata con la capacità di cambiare la materia fisica. Il potere della mente sulla materia sembra trascendere il tempo e lo spazio.
Gli scienziati hanno scoperto che il pensiero orientato partecipa in qualche modo alla creazione della realtà. Indirizzare intenzionalmente i pensieri sembra produrre un’energia abbastanza potente da cambiare la realtà fisica(*) Ogni pensiero è un’energia tangibile con il potere di trasformare. Un pensiero è un’entità reale, come un tavolo, ma più sottile, cioè con una frequenza vibratoria più alta. I pensieri hanno peso e sostanza a livello sottile e possono influenzare tutte le altre cose.
(*) L’esperimento dell’intenzione. Lynne McTaggart
In sintesi, si può dire che alcune delle nuove teorie scientifiche presentano le seguenti premesse di base:
- Viviamo in un Universo dotato di intelligenza propria: logos, autoregolazione e creatività.
- La coscienza precede il cervello, ha creato la vita e ha poi creato il cervello stesso.
- La coscienza è primaria nel mondo; la materia è secondaria.
- L’evoluzione è consapevole e quindi creativa. Non funziona per caso.
- All’origine della Creazione, la scienza trova un campo di pura coscienza.
- La coscienza pura è la fonte di tutte le qualità che si manifestano nell’Universo.
Queste nuove scoperte degli scienziati e dei pensatori di oggi ribaltano le idee con cui sono state educate le generazioni precedenti, che sono le seguenti:
- La visione newtoniana del primato dell’universo fisico-meccanico.
- La convinzione che la genetica controlli la biologia.
- L’idea che l’evoluzione sia spinta o diretta dalla lotta per la sopravvivenza del “più adatto”.
- La convinzione che l’evoluzione sia il risultato di mutazioni genetiche casuali.
Ecco un’altra sintesi delle differenze tra il vecchio paradigma e la nuova visione della realtà:
Vecchio Paradigma
- Siamo disconnessi dalla nostra fonte primordiale e da tutto ciò che esiste al di fuori di noi nello spazio-tempo.
- Il mondo è costituito da materia visibile ed energia invisibile
- La realtà è ciò che può essere percepito attraverso i sensi o le loro estensioni.
- Mente e materia sono sostanze separate e distinte.
- Il corpo fisico è una macchina che in qualche modo ha imparato a pensare.
- Gli esseri umani sono entità definite con confini corporei.
- I nostri bisogni sono separati da quelli degli altri organismi viventi.
- Il mondo esterno è reale perché esiste nello spazio-tempo. Il mondo interiore non è reale perché esiste nell’immaginazione degli esseri umani.
- Esistiamo in un Universo “locale”, cioè con una localizzazione spazio-temporale, ed esistiamo indipendentemente dall’atto dell’osservazione.
- La mente pensante si trova nel cervello e nel sistema nervoso.
- Il tempo è un fenomeno assoluto ed esiste anche indipendentemente dall’osservatore.
- Le cose accadono in una sequenza lineare di causa ed effetto.
- Il modo in cui si interpreta la propria esperienza del tempo non ha alcun effetto sulla biologia.
- Esistiamo in un Universo oggettivo.
- L’osservazione è un fenomeno automatico. I sensi interpretano oggettivamente una realtà che è anch’essa oggettiva.
- Il mondo interno ed esterno dipende dalle proprie relazioni, dall’ambiente e dalle circostanze esterne.
Nuovo paradigma
- Siamo totalmente connessi alla nostra sorgente e a tutti gli altri esseri viventi.
- Il mondo è composto da campi di energia e di informazione che si manifestano nell’infinita diversità dell’Universo.
- Questo campo di intelligenza è la mente quando viene vissuta soggettivamente; quando viene vissuta oggettivamente diventa gli oggetti esterni.
- Gli oggetti “solidi” non sono affatto solidi, né sono separati l’uno dall’altro nello spazio-tempo.
- Mente e materia sono essenzialmente la stessa cosa. Entrambe sono espressioni distinte del campo di coscienza che produce ogni manifestazione.
- La coscienza crea la mente e il corpo affinché la mente possa esprimersi.
- Al livello più essenziale della natura non esistono confini definiti tra il proprio corpo e tutto il resto dell’Universo. Il corpo e la mente sono modelli pulsanti e mutevoli di quel campo di coscienza nello spazio-tempo che si ricreano costantemente.
- I bisogni dell’uomo sono interdipendenti con quelli di tutti gli esseri viventi dell’Universo.
- Sia il mondo interiore che quello esteriore sono proiezioni di un’unica fonte. Entrambi sono modelli di movimento energetico all’interno del campo infinito della coscienza.
- Viviamo in un universo non locale. Nulla può essere confinato in un singolo punto dello spazio-tempo.
- La localizzazione nello spazio-tempo dipende dalla percezione dell’osservatore.
- La mente non è localizzata nel cervello, ma fa parte di un vasto campo di intelligenza che si estende oltre il Cosmo.
- Viviamo in un Universo senza tempo. Il tempo è un fenomeno relativo; i fisici non parlano più di tempo, ma di un continuum spazio-temporale. Tutto accade simultaneamente e tutto è correlato a tutto il resto.
- Il campo unificato della coscienza determina che viviamo in un Universo soggettivo. Il mondo esterno non esiste senza un osservatore; è una risposta all’atto di osservazione.
- Viviamo in un Universo partecipativo. I nostri mondi interni ed esterni emergono in modo interdipendente, a seconda del livello vibrazionale della propria anima.
La fisica quantistica sottolinea che il regno invisibile dell’energia, chiamato collettivamente “il campo”, (“the field”), è la forza primaria che governa il regno materiale. “Il campo” è definibile come l’insieme delle forze motrici invisibili che influenzano il mondo fisico. È la stessa definizione utilizzata per il concetto di “spirito”. Si può dire, quindi, che la nuova fisica offre una versione moderna di ciò che era già noto nell’antica spiritualità: in un Universo fatto di energia consapevole, tutto è interconnesso e tutto è uno.
La fisica quantistica e l’epigenetica forniscono nuove conoscenze sul mistero della connessione mente-corpo-spirito. Mentre la fisica classica e la teoria genetica non riconoscono il potere della mente umana, la nuova scienza ammette che la coscienza conferisce alle persone potenti capacità creative per plasmare le loro vite e il loro mondo.
Secondo le nuove scoperte della scienza, tutti gli organismi viventi emettono continuamente radiazioni di luce che formano un campo di coerenza e comunicazione. La parte visibile del corpo si trova semplicemente si trova – o è osservabile – proprio nel punto in cui l’attività delle onde è più intensa. Le onde quantiche invisibili si propagano da ogni persona e penetrano in tutti gli altri organismi. Allo stesso modo, ogni persona riceve le onde energetiche di tutti gli altri esseri, con le quali sono intrecciate le proprie.
La prospettiva di un Universo “vivo” invita a passare dall’indifferenza, dalla paura e dal cinismo alla curiosità, all’amore e alla meraviglia. Vedere noi stessi come parte di una creazione ininterrotta risveglia un senso di connessione, appartenenza e compassione verso la vita nella sua totalità. Da quel momento inizia ad avere senso che ogni essere umano abbia un’esperienza diretta di comunione e di affetto per il benessere degli altri.
Come si può vedere, l’umanità sta subendo un cambiamento di paradigma guidato dall’accumulo di osservazioni che non rientrano nelle teorie comunemente accettate e che non rientrerebbero nemmeno se queste teorie venissero ampliate.
Ad esempio, è ormai noto che il vuoto risulta essere un mezzo cosmico che trasporta onde fotoniche (luce) e onde di densità-pressione; ed è questo vuoto che conferisce alle particelle la “massa”. Tale mezzo non è un’entità teorica astratta; non è nemmeno un vuoto, ma qualcosa con una piena realtà fisica. Il vuoto quantistico è il meccanismo di informazione olografica che registra l’esperienza storica della materia.
Perché si parla di “campo akashico”? Nella cultura sanscrita, Akasha è un mezzo onnicomprensivo che è allo stesso tempo base di tutte le cose e che si trasforma in esse. È reale, ma così sottile che non può essere percepito finché non diventa la diversità delle cose che popolano il mondo manifesto. I sensi corporei non registrano l’Akasha, ma la si può raggiungere attraverso la pratica e l’addestramento spirituale.
La visione akashica di un Universo ciclico – di un “metaverso” che crea un universo dopo l’altro – è essenzialmente la visione attualmente fornita dalla cosmologia moderna. Nella nuova fisica, il vuoto reale è l’equivalente dell’Akasha. È il campo originario da cui sono emersi particelle e atomi, stelle e pianeti, corpi umani e animali e, in generale, tutta la realtà che si può vedere e toccare. È un mezzo dinamico, pieno di energia in continua fluttuazione. Il vuoto è l’Akasha e il Prana, la matrice di tutta la “materia” e di tutta la “forza” dell’Universo. Nella letteratura sanscrita, il Prana è come l’aria ispirata, l’energia cosmica che dà forza a tutto. Il campo akashico diventa materia quando il Prana, l’energia cosmica, agisce su di esso. Quando l’azione cessa, la materia scompare e ritorna al campo akashico.
Energia + informazione
Una delle scoperte scientifiche più importanti e rivoluzionarie è l’idea che alla radice più recondita della realtà non ci sia solo l’energia, ma anche un fattore molto sottile ma altrettanto fondamentale: l’informazione attiva ed efficace. Questa informazione lega tra loro tutte le cose dell’Universo, atomi, galassie, organismi e menti. Questa scoperta trasforma la visione frammentaria del mondo della cultura occidentale di oggi in una visione olistica e integrale. Inoltre, questa informazione non è un artefatto umano, ma, come già dicevano i saggi e come ora riscoprono gli scienziati, è presente nell’Universo, indipendente dalla volontà e dall’azione umana.
Grazie alle informazioni che il campo akashico conserva e trasmette, l’Universo ha una coerenza straordinaria. Nulla è “locale”, limitato al luogo e al momento in cui accade, ma tutto è globale e interconnesso. La memoria di tutte le cose si estende a tutti i luoghi e a tutti i tempi.
L’informazione è qualcosa di simile a una connessione sottile, quasi istantanea, nè effimera nè energetica tra oggetti e realtà che si trovano in luoghi diversi dello spazio e in tempi diversi. Tali connessioni sono chiamate “non locali” nelle scienze naturali e “transpersonali” nella ricerca sulla coscienza.
Nel corso della sua vita, un essere umano cambia quasi tutti gli atomi che compongono il suo corpo. Questi sono già stati altrove, ma finché la struttura dell’informazione rimane, “sono ancora io”. Questo vuoto quantistico, l’energia sottile e l’informazione che sta alla base di tutta la “materia” dell’Universo, non ha avuto origine con il big bang che ha prodotto l’Universo conosciuto, e non scomparirà quando le particelle create dall’esplosione torneranno alla loro origine.
L’Universo multidimensionale e la frequenza vibrazionale
Cosa dice il nuovo paradigma scientifico sulla natura ultima della realtà? La risposta a questa domanda è relativamente facile dalla prospettiva della scienza nella coscienza: l’elemento essenziale della realtà è il vuoto quantistico, l’energia e la piena consapevolezza che sottendono, generano e interagiscono con l’Universo e con gli altri universi che possono esistere nel passato e nel futuro. Questa risposta corrisponde a un’idea antica: l’Universo che osserviamo e in cui viviamo è un prodotto del mare di energia che era qui prima che esistesse qualsiasi cosa. Le cosmologie cinese e induista hanno sempre sostenuto che gli oggetti e gli esseri che esistono nel mondo sono una concretizzazione o un distillato dell’energia di base del Cosmo e che discendono dalla loro sorgente originaria. Il mondo fisico è un riflesso delle vibrazioni energetiche dei mondi più sottili – con una frequenza vibrazionale più alta – che, a loro volta, sono un riflesso dei campi energetici ancora più sottili che esistono in una realtà multidimensionale.

Ogni elemento esistente nell’Universo è costituito da energia e informazione. L’energia si misura in base alla sua frequenza di vibrazione – hertz o ripetizione di cicli al secondo -: più è alta, più informazioni può contenere. Imparare o capire significa aumentare la propria frequenza di vibrazione.
Tutto nell’Universo è energia più informazione; pertanto, così come l’unico modo per misurare un oggetto è il peso, la densità o la dimensione, l’unico modo per misurare l’energia è la frequenza della sua vibrazione. Esistono energie a bassa frequenza vibrazionale ed energie ad altissima frequenza di vibrazione, ed esiste il principio che più alta è la vibrazione, più informazioni può contenere.
Se le persone vogliono aumentare la loro capacità di immagazzinare più informazioni sulla Verità, devono aumentare la loro frequenza di vibrazione. Se si potesse inventare una macchina che, collegata al corpo, aumentasse la propria vibrazione, tutte le informazioni sarebbero incluse e il processo naturale di crescita evolutiva della comprensione ci sarebbe risparmiato. Ma poiché non esiste una macchina di questo tipo, la crescita della vibrazione deve avvenire attraverso l’aumento del livello di coscienza, che ne è la causa. Un livello di coscienza più elevato sarà sempre accompagnato da una vibrazione maggiore, come effetto inseparabile.
Si comincia così a concepire un Universo multidimensionale. Ogni dimensione ha una frequenza di vibrazione diversa, che la caratterizza. In questo modello si può immaginare che l’Universo multidimensionale aumenti progressivamente di frequenza di dimensione in dimensione, fino a raggiungere la massima grandezza, che è l’Assoluto. In esso la frequenza della vibrazione è infinitamente veloce e quindi il tempo è zero e può contenere tutte le informazioni dell’Universo. L’Assoluto comprende tutto, anche le frequenze più basse della manifestazione.
Poiché le dimensioni al di sotto dell’Assoluto riducono la loro frequenza di vibrazione, è lecito supporre che anche in esse manchino alcune informazioni e che si percepisca il trascorrere del tempo. Pertanto, fino a quando non sarà raggiunta l’unificazione totale, caratteristica della dimensione ultima, può essere logico supporre che in tutte queste dimensioni vi siano coscienze individualizzate. Ciò implica la probabilità che in esse vi siano esseri non fisici che sperimentano. Diverse culture hanno chiamato questi esseri con vari nomi: Angeli, Maestri, illuminati, ecc. Non ci occupiamo qui di come chiamarli, perché questo non cambierà ciò che sono, e a loro non interessa. È importante solo sottolineare che, in questa concezione dell’Universo, la loro esistenza è data come più che probabile, e si comprende che esistono diverse gerarchie di esseri non fisici che salgono attraverso le diverse dimensioni, fino a fondersi con l’Assoluto. Di fatto, e sempre secondo questo modello, ciò è il “futuro” delle esperienze delle anime umane quando avranno completato l’assunzione di informazioni, o l’apprendistato, nel regno umano.
La creazione e tutta l’esistenza successiva sono una progressione verso il basso e verso l’esterno della fonte primordiale, in un processo prima discendente e poi ascendente. La via dell’ascesa dai “molti” all’”Uno” è la via della saggezza, che consiste nel vedere che dietro tutte le forme e la diversità dei fenomeni si nasconde l’”Uno”. La via della discesa è la via della compassione, perché tutte le forme di vita provengono dall’Uno e devono quindi essere trattate con uguale rispetto. La compassione permette di vedere che la vacuità è forma e la saggezza aiuta a capire che la forma è vacuità. La corrente ascendente o trascendentale della saggezza (eros) deve essere armonizzata dalla corrente discendente o immanente della compassione (agape). L’unità di eros e agape costituisce il substrato di tutta la vera saggezza.
La nuova visione scientifica della realtà corrisponde alla saggezza perenne dell’umanità. Secondo l’antico pensiero indù, nel campo akashico tutti gli attributi del mondo manifesto sorgono in uno stato che è al di là degli attributi: lo “stato di Brahman”. Pur essendo indifferenziato, Brahman è dinamico e creativo. Dal suo “Essere” ultimo provoca la manifestazione temporale del mondo della materia. I cicli del samsara, dal Sé alla manifestazione e dalla manifestazione al Sé, sono il lila di Brahman e la sua opera di creazione e dissoluzione incessante. In questa filosofia, la realtà assoluta è la realtà di Brahman. Il mondo manifesto gode di una realtà derivata, secondaria, e viene quindi confuso con l’illusione chiamata maya. La realtà assoluta è Brahman, che con la realtà derivata del mondo manifesto costituisce un insieme co-creato e costantemente co-creante: questo è l’Avaitavada, la non-dualità dell’Universo.
Come nelle filosofie antiche, quello che la nuova fisica descrive come il vuoto unificato – la realtà di tutti i campi e le forze del mondo fisico – è, in realtà, l’elemento più fondamentale e reale dell’Universo. Ciò che viene considerato materia non è altro che un raggruppamento semi-stabile di energie che emergono da questo vuoto. In definitiva, la materia è una perturbazione del campo quasi-infinito di energia e informazione che è il campo connesso.
Anche dal punto di vista dell’epigenetica si stanno sviluppando nuove idee. Il dottor Bruce Lipton, biologo cellulare dell’Università di Stanford, nel suo interessantissimo lavoro “The Biology of Belief”, afferma che la vita di una cellula è governata dall’ambiente fisico ed energetico – compreso il sistema di convinzioni – e non dai geni; questi non sono altro che modelli molecolari utilizzati per la costruzione di cellule, tessuti e organi.
Al contrario, è l’ambiente che agisce come un ” contraente” che legge e interpreta queste mappe energetiche. È la percezione dell’ambiente da parte della singola cellula, non i suoi geni, a mettere in moto il meccanismo della vita.
Secondo Lipton, e molti altri ricercatori di oggi, il profilo dell’esistenza di un essere umano non è determinato dai suoi geni, ma dalla sua risposta ai segnali ambientali che alimentano la vita.
Questa nuova visione della natura della vita fu uno sconvolgimento all’epoca, poiché per più di due decenni agli studenti di medicina era stato inculcato il “dogma” cardine della biologia: la convinzione che la vita sia controllata dai geni.
Se si pensa alle persone come a qualcosa di più che fragili macchine biochimiche controllate dai geni, ci si rende conto che esse sono potenti artefici della propria vita e del mondo in cui vivono.
Il corpo e la mente, e quindi la vita, non sono controllati dagli ormoni e nemmeno dai neurotrasmettitori prodotti dai geni, ma dalle convinzioni; i segnali energetici sono cento volte più efficaci e infinitamente più rapidi dei segnali chimici.
Secondo Lipton, tutti gli organismi, compresi gli esseri umani, comunicano e interpretano il loro ambiente analizzando i campi energetici.
La nuova visione della meccanica dell’Universo rivela che il corpo fisico può essere influenzato dalla mente intangibile. I pensieri, che sono l’energia della mente, influenzano direttamente il controllo del cervello sulla fisiologia del corpo. L’”energia” dei pensieri può attivare o inibire la produzione di proteine nella cellula attraverso un’interferenza costruttiva o distruttiva. Per questo motivo, quando si compie il primo passo per cambiare la propria vita, la priorità è quella di studiare con attenzione gli aspetti per cui si spende l’energia mentale. È necessario esaminare i risultati dell’energia spesa nel pensiero con la stessa attenzione con cui si esamina l’energia utilizzada per rafforzare il corpo fisico.
Trattandosi della traduzione di un testo a volte molto complesso, ringrazio fin da ora – e per tutta la durata del progetto che culminerà con la pubblicazione del libro in italiano – qualsiasi suggerimento per migliorare la comprensione dei temi trattati. Sarà un piacere condividere questo percorso.
"Mi piace"Piace a 1 persona