[II] pag.17. Un nuovo paradigma della realtà? > Introduzione: un cambiamento di contesto (+ testo originale, texto original)

Questo libro tratta della spiritualità nell’epoca della globalizzazione, della secolarizzazione e del materialismo riduzionista. Presenta l’ideale di vivere secondo la natura spirituale dell’essere umano. Nasce da una preoccupazione fondamentale che potrebbe essere formulata come segue: come conciliare i grandi progressi scientifici del nostro tempo con la ricerca di una vita più piena, più felice, più integrale e trascendente? Ho cercato di individuare ponti e punti di contatto tra la visione scientifica del mondo e le grandi tradizioni spirituali (sia occidentali che orientali) dell’umanità. Il mio punto di partenza è una ferma convinzione, che attraversa praticamente tutte le sezioni di quest’opera: nella varietà quasi infinita di tradizioni sapienziali prodotte dalla creatività umana nel corso della storia, ci sono elementi condivisi che rivelano verità profonde e utili sul senso della vita e sul ruolo dell’essere umano nell’Universo.

Non si tratta quindi di un’opera religiosa, filosofica o teologica, né di scienza, anche se in qualche modo tocca questioni filosofiche, teologiche, religiose e scientifiche. Il fatto è che la spiritualità attraversa, come una spada, tutte le dimensioni dell’essere umano: religiosa, politica, sociale, morale e familiare. Tuttavia, non pretende un collegamento definitivo, perché non si identifica completamente con nessuna di esse. Il lettore non deve quindi aspettarsi un trattato filosofico sistematico, né un libro scientifico, né una monografia sulla storia delle religioni. Non è stata mia intenzione scrivere un libro accademico, rivolto a studiosi e specialisti, ma lasciare fluire liberamente la mia esperienza personale, le opinioni che ho coltivato nel corso degli anni e che sono ormai mature. Ho semplicemente voluto mettere per iscritto, e in modo coerente, una serie di riflessioni, principi e argomenti che mi hanno aiutato a progredire nella conoscenza di me stesso e nella comprensione del mondo che ci circonda. Logicamente, non essendo né uno scienziato né un filosofo, il lettore troverà dei limiti nelle mie idee e nelle mie argomentazioni, ma credo che se guarderà a questo libro con uno sguardo ampio e generoso, scoprirà che non ho cercato di elaborare una teoria metafisica sistematica, un’antologia che integri in modo preciso e articolato diverse aree della conoscenza, Piuttosto, ho attinto ai principali principi scientifici, filosofici e spirituali per cercare di far luce su questioni umane essenziali, su questioni che ci affliggono tutti, su dilemmi che tutti affrontiamo e che determinano in larga misura il nostro grado di felicità nella sempre complessa e imperscrutabile esistenza umana.

Inoltre, questo libro è scritto per chiunque, che abbia o meno un credo religioso e indipendentemente dalla comunità religiosa di cui fa parte. I grandi leader religiosi, come Gesù o Buddha, saranno citati, ma nella loro unica dimensione spirituale, per il loro contributo alla spiritualità, non per il loro contributo religioso.

Credo che una delle conquiste più importanti degli ultimi decenni sia stata quella di assistere alla straordinaria espansione della conoscenza umana. Le nuove frontiere cosmiche, le onde gravitazionali, i dettagli sempre più sottili sulla struttura della materia ai suoi livelli più elementari, lo studio della genetica e dell’epigenetica, lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione… Queste pietre miliari della scienza non possono che suscitare una profonda ammirazione in chi le comprende. Tuttavia, le domande fondamentali rimangono senza risposta. “Qual è il significato di questa nuova visione scientifica dell’universo che emerge dalla fisica e dalla biologia per gli esseri umani, che anelano alla felicità e a nuove possibilità?”

Nel nostro tempo, l’abbondanza di informazioni empiriche non sempre coesiste con una percezione più profonda di come tutto si colleghi a tutto, di come i diversi livelli di complessità del reale tessano una vasta tela in cui ogni parte è indissolubilmente legata alle altre, in un insieme coerente e armonioso.

Questa visione integratrice, che cerca di dipanare il sottilissimo filo che collega ogni cosa, dovrebbe permetterci di trascendere i dettagli e di elevarci su un piano di riflessione più ampio e filosofico. Questo libro cerca di collocarsi su questo piano di riflessione più universale e più integrante, senza rinunciare a una ricerca del senso che ci proietta nella sfera del ragionamento etico: non solo come le cose sono, ma come potrebbero essere per renderci più felici e per mostrarci come tutto sia legato a tutto, e come le scoperte sulla struttura fisica dell’Universo non possano essere estranee alle preoccupazioni più profonde dell’uomo, che in fondo è parte dell’Universo e frutto dell’evoluzione organica della materia. Materia e coscienza, insomma, non possono essere contrapposte, perché si riferiscono alla stessa realtà, a un livello di comprensione più profondo.

In linea con queste riflessioni, è opportuno precisare che quando mi riferisco alla scienza alludo al concetto di scienza nel suo senso ampio, come “conoscenza valida” (che richiama il significato etimologico più genuino del termine latino ‘scientia’) e non solo in quello di scienza empirico-analitica, perché alcune delle realtà trattate nel presente libro non sono oggi sperimentabili. Di questo si parlerà più diffusamente nel capitolo ottavo della prima parte di questo libro, che affronta il problema della verifica. A titolo esemplificativo, va precisato che quando invoco il concetto di “leggi universali” mi riferisco semplicemente alle leggi che regolano l’evoluzione della coscienza; agli schemi e alle regolarità che compaiono nello sviluppo della coscienza, rivelando, a mio avviso, le proprietà essenziali di questo processo.

Qual è la metodologia che ho utilizzato in questo libro? La scienza e la filosofia partono dalla ragione. È il loro grande strumento. La ragione segue regole logiche, leggi di inferenza che ci permettono di passare da una premessa a una conseguenza secondo canoni inesorabili. La ragione si limita a organizzare in modo articolato l’evidenza empirica disponibile. Tuttavia, altre sfere dell’attività umana, come l’arte e la spiritualità, sono ispirate più dall’intuizione che dalla ragione. L’immaginazione è proiettata verso l’ignoto. Piuttosto che sulla logica, si basa sull’analogia, in cui la mente passa direttamente da A a C senza necessariamente passare per B. La logica ci offre conseguenze certe, risultati sicuri e inconfutabili; l’analogia, fondamento dell’immaginazione, ci offre solo risultati probabili e discutibili. Siamo immaginativi per natura. La logica e l’analogia coesistono in noi e alcuni dei risultati più notevoli della specie umana derivano dal vigore e dall’abilità con cui si integrano. Anche l’immaginazione, l’intuizione, il cogliere direttamente e immediatamente un contenuto senza passare attraverso un processo argomentativo e sequenziale, rivela grandi e profonde possibilità della mente umana, senza le quali – forse – alcune delle nostre più grandi creazioni scientifiche e artistiche non sarebbero mai state prodotte. Questo libro unisce quindi logica e immaginazione, ragione e proiezione, dati attentamente analizzati con una prospettiva sintetica che non può offrire certezze, prove inconfutabili, ma opzioni probabili. Per questo è una grande esortazione per chi lo legge; insieme a dati contrapposti della scienza e della storia, il lettore troverà offerte, suggerimenti, riflessioni che mi hanno aiutato e che mi sento in dovere di condividere con chiunque possa esserne interessato. Naturalmente, gli itinerari individuali sono molto diversi tra loro, ed è sempre difficile cercare di ricavare regole universali sulla base di esperienze particolari. Ecco perché questo libro è soprattutto una proposta; appartiene più all’ambito dell’arte e della spiritualità – dove il soggetto si esprime liberamente – che a quello della scienza e della filosofia, discipline che cercano soprattutto ragioni oggettive, spogliate il più possibile delle tracce di soggettività che definiscono l’essenza più genuina della creazione artistica e della ricerca spirituale. Eppure, accanto a questo impulso artistico e spirituale, non ho voluto rinunciare all’integrazione dei dati fondamentali della scienza e della filosofia.

Spero quindi che il lettore comprenda che in questo libro ho cercato di offrire interpretazioni plausibili, non completamente dimostrate, a metà strada tra ragione e immaginazione, ma che possono aiutare molte persone a trovare un senso alla propria esistenza e a raggiungere l’agognata meta della felicità. I lettori con una mentalità scientifico-razionalista penseranno che mi sono lasciato trasportare da un eccesso di entusiasmo nelle capacità umane; che ogni felicità è, come diceva Freud, episodica e passeggera, impossibile da conquistare completamente; che siamo il prodotto di un cervello evoluto e che non è legittimo cercare un significato più trascendente in un mero accidente cosmico. Non posso credere a queste tesi. Credo, infatti, che la scienza stessa non risponda categoricamente a molte delle domande che gli esseri umani si pongono, ma le lasci aperte. Non credo che la scienza dimostri che siamo il frutto del caso e della contingenza cosmica. Anzi, credo che fornisca anche potenti argomenti per pensare che esista un significato universale, più sottile e profondo, più trascendente e onnicomprensivo. Credo infatti, come Keplero, che “lo scopo principale di tutte le indagini sul mondo esterno deve essere quello di scoprire l’ordine razionale e l’armonia che sono stati imposti da Dio e che Egli ci ha rivelato nel linguaggio della matematica”.

Come, in generale, esiste una morale comune a tutta l’umanità – per esempio, uccidere non è “spirituale” in Cina, né a Honolulu, né a Londra – esiste anche una spiritualità comune all’Occidente e all’Oriente, che supera ogni tipo di barriera quando ci si apre al trascendente. Questo libro si propone di unire, non di separare; di aiutare l’Umanità a elevare il suo livello di coscienza, a vivere un’esistenza di qualità superiore in conformità con la sua dimensione spirituale.

Pur non essendo di tematica religiosa, quest’opera parla dell’Assoluto, della bellezza della creazione evolutiva e della gratitudine che gli esseri umani dovrebbero provare per essere parte dell’Universo. Presenta un Assoluto trascendente e immanente, personale e impersonale allo stesso tempo, la cui presenza nell’Universo è reale. L’obiettivo non è quello di creare un nuovo dogma, ma piuttosto di vedere dove puntano alcune delle nuove conoscenze. In questo senso, il presente lavoro può risultare un po’ eclettico, in quanto affronta diverse questioni che non possono essere spiegate in modo approfondito in un unico libro.

Nella prima parte, questo libro si propone di descrivere brevemente ciò che alcuni dei principali pensatori della scienza e della filosofia stanno attualmente dicendo sulla realtà e come questa nuova visione del mondo sembra convergere con ciò che la saggezza perenne dell’umanità ha affermato nel corso della storia.

Questo libro ha anche l’obiettivo, che sarà sviluppato nella seconda parte, di cercare di capire cosa può significare per l’uomo l’esposizione a queste nuove conoscenze e quali cambiamenti all’interno di se stessi si possono fare alla luce di queste informazioni.

Questo libro può essere letto in qualsiasi ordine. Dipende da quale parte del cervello si vuole usare per prima: le persone con una mente analitica (che usano prevalentemente l’emisfero sinistro) potrebbero leggere prima la Parte I e, se sono in sintonia con essa, continuare con la Parte II. D’altra parte, le persone con una mente più intuitiva potrebbero preferire iniziare con la Parte II e, se sono in sintonia con essa, continuare con la Parte I per inquadrare meglio la comprensione acquisita o per trovare gli strumenti per spiegarla ad altri che cercano le stesse informazioni.

In definitiva, le cose devono essere verificate internamente ed esternamente. È così che si costruisce la saggezza integrale. La verifica interna è illimitata, ma non lo è quella esterna, che progredisce attraverso i livelli di conoscenza ed è limitata dalla tecnologia disponibile in un dato momento – poiché si indagano realtà non percepibili dai sensi umani, per cui sono necessari dispositivi ad alta energia -, dal paradigma mentale da cui si progetta l’indagine e dalle realtà indagate. La scienza e la logica sono confermabili, definibili e oggettive. La spiritualità, invece, è soggettiva ed esperienziale, anche se può essere confermata. Non è possibile dimostrare la verità spirituale attraverso la logica lineare, ma i suoi risultati possono essere verificati. La ricerca sulla coscienza si occupa di domini lineari e non lineari e di gettare ponti tra di essi. Tutto nella vita può essere descritto con due approcci diversi: lineare e non lineare, cioè scienza e spirito.

I domini della coscienza ordinaria (lineare), riguardano la forma, la sequenza logica e la percezione che separa, divide e categorizza. Questo tipo di percezione e il suo linguaggio consentono di fare previsioni relativamente accurate. Quando gli eventi non sono prevedibili, i dati vengono spesso ignorati come rumore di fondo o caos. La debolezza di fondo di questo dominio è che proietta i meccanismi mentali della cognizione su un universo oggettivo che esiste indipendentemente dall’osservatore; è il mondo degli effetti e dell’interazione delle forze. Questo dominio non riconosce il substrato cruciale della soggettività, che è la base di ogni esperienza e osservazione. La sua pretesa oggettività si basa sulla soggettività. La semplice affermazione che l’oggettività esiste è già un’affermazione soggettiva; è il dominio di tutto ciò che è concettuale, mentale e sensoriale (fisica, filosofia, matematica, teologia ecc.).

In contrasto con il mondo tangibile e visibile, c’è il dominio infinito e “onnicomprensivo” che viene chiamato non lineare. La scienza ha recentemente iniziato a occuparsi di questo aspetto attraverso lo studio della coscienza, della teoria del caos e delle dinamiche non lineari. Tutta la vita nella sua essenza è non lineare, non misurabile e non definibile; è puramente soggettiva. Il dominio non lineare è quello della capacità di fare esperienza, senza la quale la conoscenza non avrebbe valore. Finora la scienza lo ha ignorato come qualcosa di secondario, relegandolo allo studio della filosofia, della teologia o della mistica. Tuttavia, il mondo del potere e della creazione (o dell’emergere) si trova nei domini non lineari, che possono dare origine a forme attraverso l’esercizio della volontà, che a sua volta ha la capacità di attivare possibilità e opzioni. Il non lineare è il mondo dello spirito, quello che non ha dualità; è l’esperienza mistica e l’ispirazione creativa, che non è condizionata da concetti appresi.

Il lineare è contenuto nel non lineare. Non sono due regni diversi, ma un unico regno visto da due prospettive diverse. Si può parlare di specifico contro olistico; di dualità contro non dualità; di visibile contro invisibile; di definizione contro significato; di forza contro potere; di duraturo contro eterno; di luogo contro non luogo; di qualità contro essenza; di sapere “su” contro essere; di materiale contro spirituale; di illusione contro realtà; di “o” l’altro contro “e” l’altro; di diviso contro unito e di finito contro infinito. In breve, di Cesare contro Dio.

Qualsiasi informazione deve essere interpretata da chi la riceve in un determinato contesto. È così che viene interiorizzata e successivamente vissuta. La nuova visione del mondo, o Nuovo Paradigma, amplia il contesto della mente umana, consentendo di comprendere più profondamente l’antica filosofia, di ridefinire lo scopo della vita e, soprattutto, di cambiare la propria determinazione, che è il motore di ogni progresso evolutivo. La comprensione, quindi, non deriva dal semplice esame dei dati, ma dal farlo in un determinato contesto. Quando questo contesto cambia, le spiegazioni intellettuali del precedente non valgono più.

La realtà è sempre interpretata. Tutti i concetti mentali sono provvisori per natura propria. Essere consapevoli di questa limitazione è una qualità necessaria per la saggezza. Questa possiede una componente di umiltà e un’altra di flessibilità; vede tutta la conoscenza come provvisoria e soggetta a modifiche, non solo nel suo significato, ma anche nel suo valore. Si potrebbe definire la saggezza con una formula matematica: saggezza = conoscenza + Amore o, meglio espresso come conoscenza “nell’Amore”.

Un paradigma è un contesto generalizzato, un punto di vista. Può anche significare “campo generale”. Un paradigma, quindi, determina in anticipo la gamma delle possibili esperienze o scoperte, ed è un fattore di cui la coscienza ordinaria non ha conoscenza.

Un paradigma è come gli “occhiali” che si usano per “vedere” il mondo. Questo libro ha lo scopo di aiutare le persone a cambiare le lenti degli occhiali, in modo che possano vedere cosa accadrebbe quando lo fanno.

Grazie alle recenti scoperte, oggi è possibile mantenersi all’interno della logica e della razionalità e allo stesso tempo comprendere le realtà spirituali, sostenute in molteplici verifiche. Il Nuovo Paradigma ha ampliato il contesto esistente per includere le realtà scientifiche e spirituali allo stesso tempo, piuttosto che una o l’altra. L’espansione del paradigma facilita sempre la risoluzione dei conflitti.

Come si vedrà in seguito, tutto ciò che esiste è un “olon” (un tutto/parte) e quindi è un paradigma. Come tale, è soggetto alle proprietà degli olon. Una di queste è quella di trascendere e includere; non di trascendere e dissociare, perché questo porterebbe alla patologia. Pertanto, qualsiasi nuovo paradigma deve trascendere e includere il vecchio, e non solo negarlo.

La maggior parte degli esseri umani siamo “affiliati” a un certo paradigma e presumiamo che la nostra personale percezione/esperienza rappresenti la realtà. Aprirsi a un nuovo modo di pensare e di intendere la vita è allo stessi tempo sia una cattiva che una buona notizia: la cattiva notizia è che può far paura, perché ciò implica l’abbandono della sicurezza del “conosciuto”; la buona notizia è che quando questo nuovo paradigma della realtà viene compreso e verificato, è sorprendente la rapidità con cui può trasformare la vita delle persone.

In definitiva, più che un nuovo paradigma in senso stretto e letterale, il lettore troverà qui delle linee guida su come rompere con i paradigmi consolidati e forgiare il proprio paradigma, un paradigma che lo aiuti a cogliere dimensioni più profonde della realtà e a elevarsi spiritualmente ed eticamente verso una coscienza più piena e integrativa. L’intento non è altro che quello di aiutare gli esseri umani a prendere coscienza del loro valore, della loro dignità e delle loro possibilità. La realtà supera ogni concetto umano. Per dirla con le parole dell’eminente matematico svizzero Leonhard Euler: “Le opere del Creatore superano infinitamente le produzioni dell’abilità umana” (Lettera del 2 dicembre 1760). In questo libro, più che esporre una teoria in quanto tale, desidero ispirare, esortare alla riflessione e vedere come gli insegnamenti della scienza, della filosofia e delle grandi tradizioni spirituali possano aiutarci a migliorare, crescere e progredire.

La nuova scienza vede un disegno intelligente in tutto l’Universo. La fisica quantistica ha rivoluzionato la conoscenza della realtà. Tutti gli scienziati sono ora consapevoli degli “enigmi” quantistici, ma non tutti sono d’accordo su come interpretarli. Questo libro offre un’interpretazione che può contribuire a spiegarli. Si basa sull’idea di “scienza della coscienza”. La coscienza, infatti, non è solo uno dei misteri più profondi della conoscenza, ma anche l’attributo più sconcertante dell’essere umano. Senza coscienza non saremmo in grado di percepire la realtà che ci circonda e la nostra stessa esistenza. Senza coscienza, la creatività umana non sarebbe fiorita. Non a caso il biologo britannico Sir Julian Huxley, primo direttore generale dell’UNESCO, scrisse: “Come risultato di un miliardo di anni di evoluzione, l’Universo sta diventando consapevole di se stesso, capace di capire qualcosa della sua storia passata e del suo possibile futuro. A mio avviso, ciò che vediamo è una coscienza in evoluzione, una mente che progredisce per capire e amare di più”. Nel corso di questo scritto risulterà evidente come questa interpretazione sia quella che più si avvicina alla visione della realtà che è stata offerta sia dalla saggezza perenne dell’umanità sia dagli insegnamenti dei grandi Maestri spirituali nel corso della storia.

Jung già disse che Freud e molti altri pensatori del suo tempo non erano stati in grado di liberarsi dal materialismo scientifico del loro tempo, e quindi cercavano di chiarire tutta la complessa creazione spirituale secondo un’immagine meccanicistica dell’Universo.

In tempi recenti esiste la possibilità di dire molto di più e da una prospettiva più nuova di quanto la cultura esistente sia stata finora in grado di offrire. Tuttavia, è necessario avvertire che ciò che viene presentato qui può sembrare, forse, più fantascienza che scienza. Almeno questo è ciò che è sembrato a me, come autore, quando la mia mente ha iniziato ad aprirsi ad alcune di queste idee, che, tuttavia, mi hanno portato pace ancor prima di poterle verificare.

Un nuovo paradigma dovrebbe integrare le tre modalità di acquisizione della conoscenza a disposizione dell’anima: la conoscenza trascendente, la conoscenza razionale e la scienza. Questa integrazione deve anche riconoscere l’ordine gerarchico di questi tre “occhi” – non si può ridurre il superiore all’inferiore – e i loro ambiti di applicazione per evitare errori categoriali.

Forse il modo migliore per sfruttare al meglio questo libro è fare in modo che la mente del lettore nè accetti nè rifiuti le idee in esso contenute, ma che si apra una finestra “ipotetica” nella mente che dica: “Se tutto ciò che viene detto qui fosse vero, come cambierebbe la mia vita e il mio atteggiamento verso le cose? Da quel momento in poi ci sarebbe solo un ultimo, più semplice lavoro da fare: verificare il grado di verità delle idee proposte.

Per semplicità, in questo libro verranno utilizzate alcune scale numeriche. Il lettore deve essere consapevole che quando si tratta di argomenti come l’energia, le onde energetiche e le diverse frequenze vibrazionali, qualsiasi divisione numerica artificiale e le sue suddivisioni diventano molto più sottili. Gli esperti possono dividere i livelli di coscienza in quattro, quaranta o quattrocento, a seconda della precisione con cui vogliono descriverne le differenze. Ciò che conta è il concetto di fondo. Per esempio, la vibrazione non è altro che la qualità della nostra facoltà percettiva, non nel senso puramente sensoriale, ma nel senso più strettamente associato al concetto di “intellectus” (dal latino intus-legere, “leggere dentro”). Pertanto, la vibrazione non va interpretata in senso puramente fisico e meccanico (come numero di oscillazioni al secondo), ma in una prospettiva più metaforica e analogica.

D’altra parte, bisogna sempre tenere presente che “la mappa non è il territorio”; ciò significa che conoscere il concetto non equivale a sperimentarlo.

È impossibile sviluppare in dettaglio tutti gli argomenti trattati in questo libro. Il suo scopo è piuttosto quello di offrire alcune pennellate su temi importanti, nel tentativo di sintetizzare molte delle discipline del sapere attuale. Questo lavoro di sintesi ha ancora molta strada da fare. Potrebbe essere oggetto di un secondo libro per esplorare più dettagliatamente come alcune delle idee qui presentate possano essere meglio integrate.

Quello che segue è una breve presentazione dei capitoli della Parte I del libro, in modo che il lettore possa dirigere la sua attenzione su ciò che gli interessa maggiormente.

Il primo capitolo si occupa delle basi scientifiche del Nuovo Paradigma.

Nel paragrafo 1.1 viene fornita una breve rassegna dell’evoluzione della fisica, partendo dalla fisica classica (meccanicistica) per arrivare a una concezione cosmologica aperta alla spiritualità e all’odierna teoria delle stringhe. Si vedrà come molti scienziati oggi concepiscano un Universo multidimensionale, in cui ogni dimensione rappresenta una diversa frequenza vibrazionale e, sicuramente, anche un mondo diverso, non percepibile dai nostri sensi.

Il paragrafo 1.2 si sofferma un po’ di più sull’attuale visione scientifica della realtà e spiega che tutto ciò che esiste è composto da energia “non formata”. Viene discusso il primato della coscienza nella manifestazione del mondo della forma e viene descritta la possibilità della scienza all’interno della Coscienza. Viene inoltre descritto un Universo dotato di intelligenza e scopo.

La sezione 1.3 tratta una delle più recenti linee di ricerca scientifica che investiga se l’Universo è olografico, con tutte le implicazioni che ciò comporterebbe.

La sezione 1.4 descrive l’effetto osservatore nella fisica quantistica e spiega come non sia possibile separare la realtà materiale dalla Coscienza che la osserva e la causa.

Nel paragrafo 1.5 viene spiegato il concetto di causalità discendente e si vedrà come il mondo tridimensionale sia un mondo di effetti piuttosto che di causa ed effetto. In questa sezione si dimostrerà che la causa di tutto ciò che si manifesta si trova nelle dimensioni invisibili, che hanno una frequenza vibrazionale più alta e quindi possono contenere più informazioni. Da questa idea ne deriva un’altra molto potente: tutto ciò che accade è perfetto e necessario, altrimenti non accadrebbe. Si vedrà anche come tutto ciò che accade sia allineato con lo scopo universale.

Il capitolo 2 tratta della nuova visione integrale dell’essere umano.

La sezione 2.1 offre la nuova visione dell’essere umano come essere spirituale in evoluzione. Si argomenterà che l’essere umano è un essere spirituale che sperimenta la crescita nei mondi fisici, e non un essere fisico che vive un’esperienza spirituale. Si parlerà anche dei quattro corpi o filtri che l’anima utilizza per interagire con la realtà. Allo stesso modo, verranno esaminati i tre archivi che contengono le informazioni nell’essere umano e le differenze tra di essi.

Il capitolo 3 tratta dei livelli di coscienza. È qui che converge tutto ciò che è stato detto finora ed è una delle chiavi della crescita personale.

Il paragrafo 3.1 introduce un concetto nuovo e molto importante per la ricerca scientifica: quello di livello di coscienza. Il livello di coscienza è un campo di attrazione energetica che determina la visione della vita e il comportamento di ciascuno. Verranno presentate alcune scale descrittive di tali livelli e ne verranno studiate le caratteristiche. Verranno inoltre discussi alcuni strumenti disponibili per ascendere a questi livelli. Si vedrà come la conoscenza dei livelli di coscienza serva a migliorare la comprensione dei problemi individuali e sociali e come aiuti a distinguere le cause primarie da quelle secondarie.

Il paragrafo 3.2 illustra la correlazione diretta tra il livello di coscienza e l’esperienza interiore della felicità.

La sezione 3.3 fornisce una descrizione dettagliata dei livelli di coscienza che si trovano al di sopra dei livelli razionali e discute come cambia la realtà quando viene percepita da questi livelli. Verrà analizzato il salto quantico tra lineare e non lineare, tra ragione e amore.

La sezione 3.4 descrive la manifestazione del comportamento umano attraverso i diversi livelli di coscienza. A questo scopo sono stati scelti due argomenti che interessano quasi tutti: il lavoro professionale e il sesso. Verrà mostrato il comportamento umano in questi due ambiti, a seconda del livello di coscienza raggiunto.

Il paragrafo 3.5 esamina le diverse linee di sviluppo e come il livello di coscienza sia il “punteggio medio” per tutte. Si noterà come queste linee siano relativamente indipendenti, ma anche che si sviluppano tutte “olarchicamente”.

Il capitolo 4 traccia la progressione “olarchica” di una delle linee di sviluppo, quella cognitiva. Mostrerà come progredisce, sia nell’individuo che nella società, e come passa attraverso la visione arcaica, magica, mitica, razionale, logica e, infine, i quattro livelli mistici successivi.

Il capitolo 5 tratta le tre grandi forme di manifestazione della coscienza nei regni animale e umano. Descrive la coscienza semplice (regno animale) e le due principali possibilità di manifestazione della coscienza nel regno umano: la coscienza del sé e la coscienza cosmica o mistica.

Il capitolo 6 esplora la filosofia integrale e la natura “olonica” della realtà. Mostrerà come i quattro quadranti di ogni manifestazione possano eliminare la visione riduzionista della realtà. Mostrerà inoltre se sia necessario o meno un certo sviluppo psicologico prima di poter perseguire lo sviluppo spirituale.

Il capitolo 7 analizza la differenza tra spiritualità e religione in questo nuovo paradigma e la diversa funzione di ciascuna. Si esaminerà la differenza tra l’attività di “traduzione” e l’attività di “trasformazione” della realtà. Si esaminerà anche l’opportunità che sia la nuova scienza che la coscienza mistica offrono per una maggiore convergenza tra le diverse credenze religiose nel mondo di oggi.

Infine, il capitolo 8 tratta della verifica, dei tre diversi “occhi” che le persone hanno per indagare la realtà e di come prevenire ulteriori errori categoriali nell’indagine della conoscenza.

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Texto original del libro:

Introducción:

Un cambio de contexto Este libro trata sobre la espiritualidad en la era de la globalización, la secularización y el materialismo reduccionista. Presenta el ideal de vivir conforme a la naturaleza espiritual del ser humano. No es, pues, una obra religiosa, ni de filosofía o teología; tampoco sobre ciencia, aunque de alguna forma toque cuestiones filosóficas, teológicas, religiosas y científicas. Y es que la espiritualidad atraviesa, como si de una espada se tratase, todas las dimensiones del ser humano: la religiosa, la política, la social, la moral, la familiar. Sin embargo, no exige una conexión definicional, pues no se identifica plenamente con ninguna de ellas.

Este libro está escrito para cualquier persona, tenga creencias religiosas o no, y con independencia de la comunidad religiosa de la que forme parte. Se mencionará a grandes líderes religiosos, como Jesús o Buda, pero en su exclusiva dimensión espiritual, por su contribución a la espiritualidad, no por su contribución religiosa.

Es conveniente señalar que al hacer referencia a la ciencia se estará hablando del concepto de ciencia en su sentido amplio de conocimiento válido, y no sólo en el de ciencia empírico-analítica, porque algunas de las realidades tratadas en el presente libro no son experimentables hoy en día. Esto se verá con más detalle en el capítulo 8 de la primera parte de este libro, que trata sobre el problema de la verificación.

Como, en general, existe una moral común a toda la Humanidad —por ejemplo, matar no es “espiritual” en China, como en Honolulu o en Londres—, existe también una espiritualidad común para Occidente y Oriente, que traspasa todo tipo de barreras cuando uno se abre a lo trascendente. Este libro pretende unir, no separar; ayudar a la Humanidad a elevar su nivel de consciencia, para vivir una existencia de mayor calidad en conformidad con su dimensión espiritual.

Aunque no sea de temática religiosa, la presente obra habla de Dios, de la belleza de la creación evolutiva y de la gratitud que debe sentir el ser humano por formar parte del Universo. Se presenta a un Dios trascendente e inmanente, personal e impersonal al mismo tiempo, cuya presencia en el Universo es real. No se pretende crear una nueva dogmática, sino más bien ver hacia dónde apuntan algunos de los nuevos conocimientos. En este sentido, la presente obra puede resultar algo ecléctica, pues trata sobre distintos asuntos que no pueden ser explicados en profundidad en un solo libro.

El propósito de este libro, en su primera parte, es describir brevemente qué dicen actualmente algunos de los principales pensadores de la ciencia y la filosofía acerca de la realidad, y cómo esta nueva visión del mundo parece estar convergiendo con lo que la Sabiduría perenne de la Humanidad ha afirmado a lo largo de la historia.

Este libro también tiene el objetivo, que se desarrollará en su segunda parte, de tratar de entender lo que puede suponer para los humanos la exposición a este nuevo conocimiento, y cuáles son los cambios en el interior de uno mismo que cualquiera puede llevar a cabo a la luz de esta información.

La presente obra se puede leer en cualquier orden. Depende de que parte del cerebro se quiera usar primero: las personas con mente analítica (uso predominante del hemisferio izquierdo) podrían leer primero la Parte I, y si sintonizan con ella, continuar con la Parte II. Por otro lado, las personas de mente más intuitiva podrían preferir comenzar por la Parte II, y si sintonizan con ella, continuar con la Parte I para encuadrar mejor la comprensión adquirida, o para encontrar herramientas con las que explicarla a otros que busquen la misma información.

En definitiva, las cosas hay que verificarlas interna y externamente. Así se construye la sabiduría integral. La verificación interna es ilimitada, no así la externa; esta progresa a través de niveles de conocimiento y se ve limitada por la tecnología disponible en cada momento —ya que se investigan realidades no perceptibles por los sentidos humanos, por lo que se necesitan dispositivos de gran energía—, por el paradigma mental desde el que se diseña la investigación, y por las realidades investigadas. La ciencia y la lógica son susceptibles de ser confirmadas, y son definibles y objetivas. En cambio, la espiritualidad es subjetiva y experiencial, aunque también se puede confirmar. No es posible probar la verdad espiritual a través de la lógica lineal, pero se pueden verificar sus resultados. La investigación de la consciencia se ocupa de los dominios lineales y no lineales, y sirve de puente entre ellos. Todo en la vida se puede describir desde dos enfoques distintos: lineal frente a no lineal, o sea, ciencia frente a espíritu.

Los dominios de la consciencia ordinaria (lineales), tienen que ver con la forma, la secuencia lógica y la percepción, que separa, divide y establece categorías. Este tipo de percepción y su lenguaje permiten realizar predicciones relativamente acertadas. Cuando los acontecimientos caen fuera de lo predecible, los datos se suelen ignorar como ruido de fondo o caos. La debilidad subyacente de este dominio es que proyecta los mecanismos mentales de la cognición sobre un Universo objetivo que existe con independencia del observador; es el mundo de los efectos y de la interacción de fuerzas. Este dominio no consigue reconocer el crucial sustrato de subjetividad, que es la base de toda experiencia y observación. Su pretendida objetividad descansa sobre la subjetividad. El mero hecho de afirmar que la objetividad existe es ya una afirmación subjetiva; es el dominio de todo lo conceptual, mental y sensorial (física, filosofía, matemáticas, teología etc.).

En contraste con el mundo tangible y visible, existe el dominio infinito y “omniabarcante” que se denomina no lineal. La ciencia ha comenzado a abordarlo recientemente a través del estudio de la consciencia, la teoría del caos y la dinámica no lineal. La vida entera en su esencia es no lineal, no mensurable y no definible; es puramente subjetiva. El dominio no lineal es el de la capacidad de experimentar, sin la cual no tendría valor alguno el conocimiento. Hasta ahora, la ciencia lo había ignorado como algo menor, y lo había relegado al estudio de la filosofía, la teología o el misticismo. Sin embargo, el mundo del poder y de la creación (o emergencia) se halla en los dominios no lineales, que pueden dar lugar a la forma a través del ejercicio de la voluntad, la cual, a su vez, dispone de la capacidad de activar posibilidades y opciones. Lo no lineal es el mundo del espíritu, lo que no tiene dualidad; es la experiencia mística y la inspiración creativa, que no está condicionada por los conceptos aprendidos.

Lo lineal esta contenido dentro de lo no lineal. No son dos reinos diferentes, sino un único reino visto desde dos perspectivas distintas. Se puede hablar de específico frente a holístico; de dualidad frente a no dualidad; de visible frente a invisible; de definición frente a significado; de fuerza frente a poder; de duradero frente a eterno; de localización frente a no localización; de cualidad frente a esencia; de saber “acerca de” frente a Ser; de material frente a espiritual; de ilusión frente a realidad; de eso “o” lo otro frente a eso “y” lo otro; de dividido frente a unido y de f inito frente a infinito. En resumen, de César frente a Dios.

Toda información ha de ser interpretada por el receptor en un contexto determinado. Así es como se interioriza y posteriormente se experimenta. La nueva visión del mundo, o Nuevo Paradigma, amplía el contexto en la mente humana, lo cual permitirá a las personas comprender más profundamente la filosofía ancestral, redefinir el propósito de la vida y, sobre todo, cambiar la propia intención, que es el motor de todo progreso evolutivo. Así pues, el entendimiento no surge simplemente de examinar los datos, sino de hacerlo en un determinado contexto. Al cambiar éste, las explicaciones intelectuales del anterior ya no encajan.

La realidad es siempre interpretada. Todos los conceptos mentales son provisionales por naturaleza. Ser consciente de esa limitación es una cualidad necesaria para la sabiduría. Ésta posee un componente de humildad y otro de flexibilidad; ve todo conocimiento como provisional y sujeto a modificación, no sólo en su significado, sino también en su valor. Se podría definir la sabiduría con una fórmula matemática: sabiduría = conocimiento + Amor o, mejor dicho, conocimiento “en” Amor.

Un paradigma es un contexto generalizado, un punto de vista. También puede significar “campo general”. Un paradigma, por lo tanto, determina de antemano el rango de posibles experiencias o descubrimientos, y es un factor sobre el que la consciencia ordinaria no tiene conocimiento.

Un paradigma es como las “gafas” que se usan para “ver” el mundo. Este libro tiene la intención de ayudar a las personas a cambiar los cristales de esas gafas, para que puedan ver qué ocurriría al hacerlo.

Debido a los descubrimientos recientes, hoy es posible mantenerse dentro de la lógica y la racionalidad y al mismo tiempo comprender las realidades espirituales, sustentadas en múltiples verificaciones. El Nuevo Paradigma ha expandido el contexto existente para incluir las realidades científicas y espirituales al mismo tiempo, en vez de unas u otras. La expansión de paradigma siempre facilita la resolución de conflictos.

Como se verá más adelante, todo lo que existe es un “holón” (una totalidad/parte), y un paradigma también lo es. Como tal, está sujeto a las propiedades de los holones. Una de ellas es la de trascender e incluir; no trascender y disociar, porque esto provocaría una patología. Así pues, todo nuevo paradigma debe trascender e incluir el anterior, y no sólo negarlo.

La mayoría de los seres humanos estamos “afiliados” a un paradigma determinado, y suponemos que nuestra propia percepción/experiencia representa la realidad. Abrirse a una nueva forma de pensar y de entender la vida supone una mala noticia y una buena: la mala es que puede asustar, puesto que hacerlo implica abandonar la seguridad de lo “conocido”; la buena es que cuando este nuevo paradigma de la realidad se comprende y se verif ica, es sorprendente cuán rápido puede transformar las vidas de las personas.

La nueva ciencia ve un diseño inteligente en todo el Universo. La física cuántica ha revolucionado el conocimiento sobre la realidad. Todos los científicos son conscientes en la actualidad de los “enigmas” cuánticos, pero no todos están de acuerdo en cuanto a la forma de interpretarlos. En este libro se ofrece una interpretación que puede llegar a explicarlos. Esta se basa en la idea de la “ciencia dentro de la consciencia”. A lo largo del presente trabajo se hará evidente cómo esta interpretación es la que más se asemeja a la visión de la realidad que han ofrecido tanto la Sabiduría perenne de la Humanidad como las enseñanzas de las grandes maestros espirituales a través de la historia.

Ya decía Jung que Freud y otros muchos pensadores de su tiempo no habían podido librarse del materialismo científico imperante en su época, por lo que intentaron esclarecer toda creación espiritual compleja con arreglo a una imagen mecanicista del Universo.

En estos últimos tiempos es posible decir mucho más, y desde una perspectiva más novedosa que la que hasta ahora ha podido ofrecer la cultura existente. Ahora bien, es necesario advertir que lo que aquí se presenta podrá parecer, posiblemente, más ciencia-ficción que ciencia. Al menos es lo que me pareció, como autor, cuando mi mente comenzó a abrirse a alguna de estas ideas, que, sin embargo, me trajeron paz incluso antes de poder verificarlas.

En el epígrafe 3.1 se introduce un concepto novedoso y muy importante para la investigación científica: el de los niveles de consciencia. El nivel de consciencia es un campo de atracción energética que determina la propia visión de la vida y los propios comportamientos. Se presentarán algunas escalas descriptivas de tales niveles, y se estudiarán sus características. También se comentarán algunas de las herramientas disponibles para ascender por esos niveles. Se verá cómo el conocimiento de los niveles de consciencia sirve para mejorar la comprensión de los problemas individuales y sociales, y de qué manera ayuda a distinguir las causas primarias de las secundarias.

Un nuevo paradigma debería integrar utilizando los tres modos de adquirir conocimiento disponibles para el alma: conocimiento trascendente, conocimiento racional y ciencia. Esta integracion debe tambien reconocer el orden jerárquico de estos tres “ojos” —no se puede reducir el superior en el inferior— y sus ámbitos de aplicación para eludir errores categoriales.

Quizás la mejor manera de aprovechar el presente libro es procurar que la mente del lector ni acepte ni deje de aceptar las ideas contenidas en el mismo, sino que se abra una ventana “hipotética” en la mente que manifieste: «Si todo lo que aquí se dice fuese cierto, ¿cómo cambiaría mi vida y mi actitud ante las cosas?». A partir de ese punto solo quedaría un último trabajo, más fácil de realizar: verificar el grado de verdad de las ideas expuestas.

Por razones de simplicidad, se utilizarán en este libro algunas escalas numéricas. El lector debe saber que cuando se tratan temas como la energía, las ondas energéticas y diferentes frecuencias vibratorias, cualquier división numérica artificial y sus subdivisiones se hacen mucho más sutiles. Los expertos pueden dividir los niveles de consciencia en cuatro, en cuarenta o en cuatrocientos, en función de lo precisos que quieran ser en la descripción de sus diferencias.

Por otro lado, siempre hay que tener en cuenta que “el mapa no es el territorio”; con esto se quiere decir que conocer el concepto no es lo mismo que experimentarlo.

Es imposible desarrollar con detalle todos los temas que se tratan en esta obra. Su propósito es más bien ofrecer algunas pinceladas sobre temas importantes, para intentar hacer una síntesis de muchas de las disciplinas del saber actual. Este trabajo de síntesis tiene todavía mucho camino por delante. Podría ser el objeto de un segundo libro explorar más en detalle cómo se pueden integrar mejor algunas de las ideas que aquí se presentan.

A continuación se presenta un breve recorrido por los capítulos de la Parte I del libro, de manera que el lector pueda dirigir su atención a lo que más le interese:

El primer capítulo trata sobre el fundamento científico del Nuevo Paradigma:

En el epígrafe 1.1 se hace un pequeño repaso a la evolución de la física, comenzando por la física clásica (mecanicista) hasta llegar a una concepción cosmológica abierta a la espiritualidad y la teoría de cuerdas actual. Se verá cómo muchos científicos conciben en la actualidad un Universo multidimensional, en el que cada dimensión representa una frecuencia vibratoria diferente y, seguramente, también un mundo diferente, no susceptible de ser percibido por nuestros sentidos.

El epígrafe 1.2 se detiene un poco más en la visión científica actual sobre la realidad, y explica que todo lo que existe está compuesto de energía “in-formada”. Se habla acerca de la primacía de la consciencia en la manifestación del mundo de la forma, y se describe en qué consiste la posibilidad de llevar a cabo una ciencia dentro de la consciencia. También se describe un Universo con inteligencia y propósito.

En el epígrafe 1.3 se analiza una de las más recientes líneas de investigación científica que trata de determinar si el Universo es holográfico, con todas las implicaciones que ello traería consigo.

En el epígrafe 1.4 se describe el efecto del observador en la física cuántica, y se explica cómo no es posible separar la realidad material de la consciencia que la observa y la causa.

En el epígrafe 1.5 se explica el concepto de causalidad descendente, y se verá cómo el mundo tridimensional es un mundo de efectos y no de causa y efecto. Se expondrá en este apartado que la causa de todo lo que se manifiesta recae en las dimensiones no visibles que tienen mayor frecuencia vibratoria y, por tanto, pueden contener más información. De esta idea se deriva otra muy poderosa: todo lo que ocurre es perfecto y necesario, o no ocurriría. También se podrá ver cómo todo lo que ocurre está alineado con el propósito universal.

El capítulo 2 trata de la nueva visión integral del ser humano.

En el epígrafe 2.1 se ofrece la nueva visión del ser humano como un ser espiritual en evolución. Se expondrán argumentos según los cuales el ser humano es un ser espiritual que está experimentando un crecimiento en los mundos físicos, y no un ser físico teniendo una experiencia espiritual. Se hablará también sobre los cuatro cuerpos o f iltros que utiliza el alma para interactuar con la realidad. Del mismo modo, se examinarán los tres archivos que contienen la información en el ser humano, y las diferencias entre ellos.

El capítulo 3 versa sobre los niveles de consciencia. En este punto converge todo lo dicho hasta el momento, y es una de las claves a tener en cuenta en el crecimiento personal.

En el epígrafe 3.1 se introduce un concepto novedoso y muy importante para la investigación científica: el de los niveles de consciencia. El nivel de consciencia es un campo de atracción energética que determina la propia visión de la vida y los propios comportamientos. Se presentarán algunas escalas descriptivas de tales niveles, y se estudiarán sus características. También se comentarán algunas de las herramientas disponibles para ascender por esos niveles. Se verá cómo el conocimiento de los niveles de consciencia sirve para mejorar la comprensión de los problemas individuales y sociales, y de qué manera ayuda a distinguir las causas primarias de las secundarias.

En el epígrafe 3.2 se analiza la correlación directa entre el nivel de consciencia y la experiencia interna de felicidad.

El epígrafe 3.3 ofrece una descripción detallada de los niveles de consciencia que están situados por encima de los niveles racionales, y se comenta cómo cambia la realidad cuando es percibida desde esos niveles. Se hará un análisis del salto cuántico entre lo lineal y lo no lineal, entre la razón y el Amor.

En el epígrafe 3.4 se describe la manifestación del comportamiento humano a través de los distintos niveles de consciencia. Para ello se han elegido dos temas que resultan de interés para casi todas las personas: el trabajo profesional y el sexo. Se verá cómo es el comportamiento humano en estos dos ámbitos, dependiendo del nivel de consciencia que se haya alcanzado.

En el epígrafe 3.5 se estudian las distintas líneas de desarrollo, y cómo el nivel de consciencia es la “nota media” de todas ellas. Se observará cómo estas líneas son relativamente independientes, pero también que todas se desarrollan de forma “holárquica”.

El capítulo 4 realiza un recorrido por la progresión “holárquica” de una de las líneas del desarrollo, la cognitiva. Se verá en él cómo va avanzando, tanto en el individuo como en la sociedad, y cómo pasa por los niveles arcaico, mágico, mítico, racional, de la visión lógica y, finalmente, por los cuatro niveles místicos subsiguientes.

En el capítulo 5 se habla sobre las tres formas amplias de manifestación de la consciencia en los reinos animal y humano. Se describirán la consciencia simple (reino animal) y las dos grandes posibilidades de la manifestación de la consciencia en el reino humano: la consciencia del yo y la consciencia cósmica o mística.

En el capítulo 6 se estudia la filosofía integral, y también la naturaleza “holónica” de la realidad. Se expondrá en él cómo los cuatro cuadrantes de toda manifestación pueden acabar con la visión reduccionista de la realidad. También se verá si es necesario o no contar con un cierto desarrollo psicológico antes de pretender el desarrollo espiritual.

En el capítulo 7 se analiza la diferencia entre la espiritualidad y la religión desde este nuevo paradigma, y la diferente función de cada una de ellas. Se observará en qué consiste la diferencia entre la actividad de “traducción” y la de “transformación” de la realidad. También se verá la oportunidad que tanto la nueva ciencia como la conciencia mística ofrecen para lograr una mayor convergencia entre las distintas creencias religiosas existentes en el mundo actual.

Por último, el capítulo 8 trata acerca de la verificación, de los tres “ojos” diferentes de que disponen las personas para investigar la realidad, y de cómo impedir que se cometan más errores categoriales en la investigación del conocimiento.