4.9 Il livello non-duale
Rappresenta la fine della divisione tra Creatore e creatura. È il livello da cui Gesù ha parlato quando ha detto: “Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Meister Eckhart in Occidente, così come Chogyan Trungpa e Paramahansa Yogananda in Oriente sono alcuni degli esempi di persone che lo hanno raggiunto. È il livello della “visione beatifica” descritta da alcuni mistici cristiani.
Costituisce la fine dell’evoluzione cognitiva della coscienza umana. Da qui l’anima continuerà a evolversi, ma con esperienze in esseri non fisici.
Se il livello precedente, quello causale, è caratterizzato da una profonda pace interiore, il livello non-duale è caratterizzato da una gioia intensa o “estasi”. Non è possibile raggiungere questo livello senza prima rinunciare a tutte le polarità.
In un certo senso, si può dire che questo non è solo l’ultimo livello, ma anche la cornice all’interno della quale si sviluppano gli altri livelli fino a questo. Questa è la “resa” finale.
Ramana Maharshi, il grande mistico indù, ha scritto da questo livello:
“Il mondo è illusorio. Solo Dio (“Brahman”) è reale. Dio (“Brahman”) è il mondo”.
Le prime due linee possono rappresentare il livello causale, mentre la terza è già non-duale (l’unione della non-forma con il mondo della forma). Dio trascende tutti i mondi e li include tutti.
Al livello non-duale il mondo non è più percepito in questa o quella forma e, comunque, in un modo che possa essere descritto in termini di concetti o di linguaggio lineare. Viene percepito “direttamente”, senza “filtri” o “occhiali” di alcun colore, che inevitabilmente esistevano fino a quando non si raggiungeva questo livello.
Per entrarvi, bisogna svuotarsi di tutto per essere riempiti di Dio. Anche la polarità positivo-negativo, bene-male, deve essere trascesa per potersi affermare qui. Gli elementi sono visti come complementari nell’Unità, il Tutto.
L’intera creazione materiale ha un solo scopo: far ascendere evolutivamente le anime a questo livello.
Non nega la legittimità della legge, dell’etica o della logica sul piano fisico, purché si ricordi che queste discipline razionali sono dualistiche (e quindi intrinsecamente fallaci) e si riconosca la supremazia della coscienza e della saggezza interiore su tutto il resto.