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Indice

Sommario

Prefazione dell’autore ……………………………………………………..9

Introduzione: un cambiamento di contesto …………………….17

Capitolo 1. Una nuova visione del cosmo e della persona …29

1.1 L’evoluzione della fisica …………………………………………….29

1.2 Come la scienza attuale vede il cosmo? ………………………38

1.3 L’universo è olografico? …………………………………………….57

1.4 L’effetto “osservatore” nella fisica quantistica …………..61

1.5 La causalità dall’alto verso il basso ……………………………66

Capitolo 2. L’essere umano nel nuovo paradigma ……………77

2.1 Siamo un’anima in evoluzione …………………………………..77

Capitolo 3. I livelli della coscienza …………………………………103

3.1 I livelli della coscienza ……………………………………………..103

3.2 La felicità e il livello della coscienza …………………………114

3.3 Una descrizione più dettagliata dei livelli post-razionali …116

3.4 Alcuni esempi di come il comportamento umano si

manifesta attraverso i diversi livelli della coscienza ……..127

3.5 Le linee di crescita ………………………………………………..131

Capitolo 4. Lo sviluppo della linea cognitiva ………………….137

4.1 Il livello arcaico ……………………………………………………..138

4.2 Il livello magico …………………………………………………….138

4.3 Il livello mitico ………………………………………………………139

4.4 Il livello razionale ……………………………………………………141

4.5 La visione logica …………………………………………………….142

4.6 Il livello psichico …………………………………………………..144

4.7 Il livello sottile ………………………………………………………..146

4.8 Il livello causale ………………………………………………………148

4.9 Il livello non-duale …………………………………………………..151

Capitolo 5. La coscienza e la sua manifestazione: tre possibilità …153

Capitolo 6. Filosofia e psicologia integrale ………………………..167

6.1 La natura olonica della realtà …………………………………167

6.2 I quattro quadranti della manifestazione ……………….174

6.3 Lo sviluppo psicologico deve essere completato

prima di iniziare quello spirituale? …………………………………………183

Capitolo 7. Religione e spiritualità nel nuovo paradigma ………………185

7.1 Oggi è possibile una maggiore convergenza tra le varie religioni? …196

Capitolo 8. Verifica …………………………………………………………205

8.1 I tre occhi della conoscenza. Niente più errori categorici …205

PARTE II ……………………………………………………………………….211

Introduzione ………………………………………………………………..211

Capitolo 1. Le leggi dell’universo …………………………………..215

1.1 La legge della natura ………………………………………………..220

1.2 La legge dell’armonia ……………………………………………….221

1.3 La Legge della Corrispondenza ………………………………..223

1.4 La Legge dell’Evoluzione ………………………………………….226

1.5 La Legge della Polarità ……………………………………………..231

1.6 La Legge della Manifestazione ………………………………….232

1.7 La Legge dell’Amore ………………………………………………..232

Capitolo 2. Applicazione pratica delle Leggi nella vita quotidiana …235

2.1 La legge dell’avvertimento ………………………………………235

2.2 La legge dell’opportunità …………………………………………236

2.3 La legge del due ……………………………………………………….237

2.4 La legge del tre ……………………………………………………….238

2.5 La legge dei vasi comunicanti …………………………………239

2.6 La legge di causa ed effetto ………………………………………241

2.7 La legge della saturazione ……………………………………….241

2.8 La legge della generazione ……………………………………….242

2.9 La legge della compensazione …………………………………..243

2.10 La legge della condivisione …………………………………….243

2.11 La legge dell’affinità ……………………………………………….244

2.12 La legge delle lacune ……………………………………………..244

2.13 La legge della comprensione …………………………………244

Capitolo 3. Le dimensioni superiori e il rapporto umano con esse ……..247

3.1 Le onde di trasmissione …………………………………..…….247

3.2 La variabile dimensionale ………………………………………249

3.3 Le dimensioni della materia fisica ……………….………….251

3.4 I piani dimensionali non fisici ………………………….……..251

3.5 La grazia ………………………………………………………..……..253

3.6 L’esperienza personale del miracolo. Agire nel Nuovo Paradigma …254

Capitolo 4. Tutto ciò che accade è perfetto e necessario ..259

4.1 Accettazione, realtà e pace interiore; il problema della sofferenza …260

4.2 L’energia vitale e la zona di luce…………………………..….272

4.3 L’energia vitale, la pace interiore e la comprensione ..275

4.4 Il potere della rinuncia; imparare a lasciar andare e a perdere la propria agenda…………………………………….…….286

4.5 Libertà, rispetto e desensibilizzazione ……………………290

Capitolo 5. Il cambiamento di pensiero ………………..………297

5.1 Dematerializzazione: identificazione con l’anima o con l’ego …307

5.2 La nuova comprensione …………………………………………313

5.3 Da intrattenimento vs. introspezione a intrattenimento

“con”. introspezione all’intrattenimento “con” l’introspezione …317

5.4 Depolarizzare la mente ……………………………………….…319

5.5 Porsi come “testimone”, non come “soggetto” ………..324

5.6 Ripulire la mente inconscia ……………………………………326

Capitolo 6. Assumere la vita ………………………………………..331

6.1 Responsabilità personale ………………………………..……..335

6.2 Destino, missione e funzione ……………………………..…..340

6.3 Cultura …………………………………………………..…………….345

6.4 Accordo e conciliazione …………………………………………347

6.5 Venire a patti …………………………………………………………358

6.6 Cos’è la morte? ………………………………………………………362

Capitolo 7. Le relazioni umane nella Nuova Visione ……….367

7.1 Lo scopo e la funzione delle relazioni ……………371

7.2 Le zone del campo mentale ……………………………………..375

7.3 Cosa serve per costruire relazioni altamente soddisfacenti …377

7.4 Dare valore al risultato dell’amore …………………..379

7.5 Le relazioni d’amore …………………………………………….382

7.6 Le relazioni di destino e le relazioni consapevoli …..384

7.7 Il sentiero dell’amore ………………………………………386

7.8 Le chiavi dell’amore nelle relazioni …………………..391

7.9 Conclusioni ……………………………………………………….393

Capitolo 8. Incondizionatezza e Abbondanza ……………397

Capitolo 9. Servizio ……………………………………………………..411

9.1 Il servizio come informazione ……………………………….411

9.2 Il servizio come azione ………………………………………..412

9.3 Le regole del servizio ………………………………………….414

9.4 Vivere il servizio: i maestri ………………………………..415

9.5 La verità per l’insegnamento spirituale …………………418

9.6 L’idoneità al servizio …………………………………………….420

Capitolo 10. La pratica integrale nel nuovo paradigma.

La pratica integrale nel nuovo paradigma. I tre pilastri della crescita …425

10.1 La pratica spirituale o gestione dell’energia.

La preghiera aumenta l’energia vitale ………………426

Capitolo 11. Il concetto di Dio e la realizzazione personale di Dio …………………………………………………………….437

Capitolo 12. Abbiamo bisogno di un Maestro? ……………….443

Conclusione ………………………………………………………………….453

Bibliografia …………………………………………………………………..457

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Texto original del libro:

Contenido

Prólogo del autor ……………………………………………………………….9

Introducción: Un cambio de contexto ………………………………17

Capítulo 1. Una nueva visión del Cosmos y la persona ……..29

1.1 La evolución de la física …………………………………………29

1.2 ¿Cómo ve la ciencia actual el Cosmos? ………………….38

1.3 ¿Es el Universo holográfico? ………………………………….57

1.4 El efecto “observador” en la física cuántica …………….61

1.5 La causalidad descendente ……………………………………66

Capítulo 2. El ser humano en el Nuevo Paradigma ……………77

2.1 Somos un alma en evolución …………………………………77

Capítulo 3. Los niveles de consciencia ……………………………103

3.1 Los niveles de consciencia ……………………………………103

3.2 Felicidad y nivel de consciencia ……………………………114

3.3 Descripción más detallada de los niveles posracionales …116

3.4 Algunos ejemplos de cómo se manifiesta el comportamiento

humano a través de los distintos niveles de consciencia …127

3.5 Las líneas de crecimiento ……………………………………..131

Capítulo 4. El desarrollo de la línea cognitiva ………………….137

4.1 El nivel arcaico ……………………………………………………..138

4.2 El nivel mágico …………………………………………………….138

4.3 El nivel mítico ………………………………………………………139

4.4 El nivel racional ……………………………………………………141

4.5 La visión lógica …………………………………………………….142

4.6 El nivel psíquico …………………………………………………..144

4.7 El nivel sutil ………………………………………………………….146

4.8 El nivel causal ………………………………………………………148

4.9 El nivel no-dual …………………………………………………….151

Capítulo 5. La consciencia y su manifestación: tres posibilidades …153

[XV] pag. 116. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 3. I livelli della coscienza.

3.3 Descrizione più dettagliata dei livelli post-razionali

Di seguito vengono descritti e discussi alcuni dei punti di vista, degli atteggiamenti, delle motivazioni e delle pratiche che corrispondono all’apertura di un individuo al livello 4 (Schmedling) o al livello 500 e oltre (Hawkins).

  • Si comincia a vedere che tutto ciò che accade nell’Universo è “perfetto e necessario”; ma lo è dal punto di vista dell’evoluzione delle anime, individualmente e collettivamente, e non necessariamente, come sapete, dal punto di vista limitato della mente, che ha le sue preferenze personali. Se tutto è perfetto e necessario, si comincia a capire che non ci può essere alcun problema. Ogni evento viene visto – senza stress o resistenza – come un’opportunità per un ulteriore avanzamento, altrimenti non accadrebbe, perché il Cosmo è estremamente efficiente e non spreca energia.
  • Si sviluppa un atteggiamento di gratitudine verso tutto.
  • Si comprende che sono io, e solo io, a generare gli eventi esterni, in quanto si manifestano in relazione ai miei bisogni di crescita. Pertanto, si può tornare a possedere il proprio potere accettando la piena responsabilità della propria vita e smettendo di incolpare qualsiasi cosa e persona all’esterno, come si fa con il paradigma della vittima.
  • La motivazione si sposta dal successo materiale alla crescita consapevole e al servizio agli altri. – Si comincia a vedere chiaramente che il Cosmo ha uno scopo e che l’unica opzione valida è quella di allinearsi ad esso, perché qualsiasi altra cosa sarebbe non solo inefficace, ma anche inutile.
  • Poiché lo scopo evolutivo dell’Universo non è solo individuale ma collettivo, ogni anima ha un destino e una missione in ogni esperienza fisica. Questo destino è la somma delle esperienze che un’anima deve trascendere in ogni vita per realizzare il proprio apprendimento e la propria evoluzione. Questi eventi sono spesso difficili e provocano resistenza e reattività, ma sono quelli che hanno un valore evolutivo. La missione è quella in cui ciascuno contribuisce alla progressione degli altri ed è facilmente risolvibile, perché non è altro che l’espressione di vecchi comportamenti appresi.
  • Resta inteso che ogni anima accetta volontariamente il copione iniziale e l’insieme di circostanze che accompagnano ogni esperienza e che sono ideali e matematicamente corrispondenti alle esigenze specifiche dell’evoluzione.
  • Si comprende che tutte le anime sono inizialmente create innocenti e devono progredire attraverso diversi livelli gerarchici di comprensione della verità fino a quando possono incorporare nel loro file di coscienza tutte le informazioni dell’Universo e infine unirsi con Dio, la fonte e la destinazione finale.
  • Ci si rende conto che il perdono non è solo un mandato spirituale, ma l’unica opzione valida. Si comincia a vedere che ci sono due livelli di perdono: uno superficiale e uno profondo. Nel primo, pensate ancora che qualcosa o qualcuno “là fuori” vi abbia “fatto” qualcosa ma, per quello che siete, scegliete di perdonare, il che significa in realtà che scegliete di non vendicarvi o reagire. Il perdono profondo, invece, implica la comprensione che niente o nessuno vi ha davvero “fatto” qualcosa, ma piuttosto che ciò che vi accade è generato dai vostri bisogni evolutivi e l’agente esterno coinvolto nella manifestazione di quell’evento è solo uno strumento dello scopo evolutivo del Cosmo per la crescita di tutti.
  • Si comincia a vedere che tutte le difficoltà derivano dalla resistenza o dal “non fluire” che l’ego, o mente inferiore, oppone al piano universale per l’evoluzione dell’anima. La mente inferiore vede gli eventi che si verificano come desiderabili o indesiderabili, piuttosto che neutrali.
  • Si comincia a passare dall’autoidentificazione con il corpo-mente all’autoidentificazione con l’anima.
  • Nasce la fiducia nel flusso della vita. In questo modo, il bisogno dell’ego di controllare i risultati esterni diminuisce, consentendo una maggiore pace.
  • Poiché la felicità si trova all’interno, indipendentemente dalle fonti esterne, anche il bisogno di approvazione e riconoscimento dell’ego inizia a dissolversi. La persona si rende conto di essere al punto in cui si trova sul cammino evolutivo e che nessuna opinione degli altri, positiva o negativa, cambierà questo fatto, liberandola così dalla dipendenza dalle opinioni altrui.
  • Si comincia a capire che, poiché la Legge dell’Evoluzione e la Legge di Corrispondenza governano l’Universo, non è molto utile sforzarsi di cambiare le circostanze esterne, ma lavorare per cambiare se stessi in modo che, attraverso la Legge di Corrispondenza, le circostanze esterne vengano cambiate senza sforzo.
  • Aumenta la capacità di mantenere pensieri ad alta vibrazione in modo volontario e diretto; questi sostituiscono i pensieri negativi, che sono fisicamente più pesanti e portano con sé, come sottoprodotto, sentimenti negativi corrispondenti. In un certo senso, si può dire che la qualità della propria vita sarà la qualità dei propri pensieri. Ai livelli inferiori di coscienza, un’alta percentuale di pensieri sorge involontariamente, poiché la mente funziona come un ricevitore radio sintonizzato sul modello d’onda corrispondente.
  • Si comincia a dimenticare la propria volontà o “agenda personale” per abbandonarsi alla volontà dello scopo evolutivo di “Dio”. In questo modo è molto più probabile che le proprie intenzioni si manifestino e si comincia a verificare il fatto che le sincronicità cominciano a verificarsi frequentemente intorno a noi.
  • Si comincia anche a consumare meno energia, poiché ogni dispendio di energia è associato a una mancanza di “resa” alla volontà dell’Assoluto. Tutte le difficoltà umane hanno origine nella divergenza tra la “mia” volontà – preferenze, attaccamenti, avversioni – e la volontà dell’Assoluto per l’evoluzione delle anime, sia a livello individuale che collettivo.
  • Si comincia ad affidarsi all’intuizione. L’essere umano, come già detto, possiede quattro corpi – cinque se si considerano gli stati mistici – per elaborare gli input. Può percepire, sentire, ragionare e intuire. Come abbiamo visto, l’intuizione è associata al corpo a più alta vibrazione.

L’intuizione è vissuta come una capacità di cogliere direttamente le informazioni, senza passare attraverso i processi logici lineari in cui si impegna la mente razionale (AgBgC). È l’unico strumento con cui si possono sperimentare – e non solo “conoscere” – realtà non lineari.

Le persone che utilizzano prevalentemente l’emisfero sinistro del cervello hanno difficoltà ad affidarsi all’intuizione: non è che non riescano a distinguerla dalla ragione, semplicemente non riescono a distinguerla dall’istinto senza una qualche educazione o formazione.

Gli individui sanno bene quando stanno ragionando o pensando, se non altro perché consumano energia e si stancano, e perché si tratta di un processo sequenziale – A porta a B, che a sua volta porta a C. Ma gli istinti appaiono in modo molto più rapido e diretto, così come l’intuizione – l’apprensione diretta della realtà senza passare attraverso un processo sequenziale. Ma gli istinti appaiono in modo molto più rapido e diretto, così come l’intuizione – apprensione diretta della realtà senza passare attraverso un processo sequenziale.

Quasi tutti comprendono il vantaggio evolutivo della ragione rispetto all’istinto e la maggior parte dei sistemi educativi ci ha addestrato a “filtrare” gli istinti attraverso la ragione, per cui la maggior parte delle persone ha imparato che usare la ragione produce risultati migliori che non farlo. Dal canto loro, tutte le scale di coscienza sembrano dimostrare che vivere con la ragione è un passo evolutivo necessario nella progressione verso la coscienza, rispetto a vivere con gli istinti o le emozioni.

Attraverso l’osservazione si impara che il modo migliore per distinguere l’intuizione – di cui ci si può fidare – dall’istinto – che deve essere filtrato – è la presenza di un senso di “pace e certezza” quando la comprensione arriva attraverso l’intuizione, in quanto si manifesta da un campo energetico o da un’attrazione vibratoria più elevata rispetto alla ragione.

In termini generali, e per riassumere, si possono elencare alcune delle cose da aspettarsi quando si cresce nella coscienza e si inizia ad entrare nei livelli superiori:

  • Si vuole “servire” di più e si ha bisogno di “ricevere” meno.
  • Si è meno timorosi, ansiosi o bisognosi.
  • La mente diventa più sciolta, meno focalizzata sulla materialità.
  • Ci vuole meno tempo per “lasciare andare” le cose.
  • Le persone o le cose che prima provocavano conflitti scompaiono.
  • Si iniziano ad avere più esperienze “miracolose” (sincronicità).
  • Tutto ciò che accade non viene visto come un problema, ma come un dono, un’opportunità di crescita.
  • Si percepisce e si discerne meglio, ma in modo meno critico; così, quando “si discerne” non si incorpora il proprio bagaglio emotivo, come quando si giudica.
  • I conflitti cominciano a risolversi da soli.
  • Si sviluppa l’intuizione.
  • La calma aumenta e si perde l’interesse per attività o divertimenti precedentemente piacevoli.
  • Si preferisce parlare di crescita e gli altri argomenti diventano meno importanti.
  • Non ci si lascia più trasportare dai pettegolezzi e dalle chiacchiere come un tempo.
  • Si inizia a non voler più cambiare le persone e le cose come prima. Si sviluppa una maggiore accettazione.
  • Si percepisce il mondo e tutto ciò che contiene come una perfetta creazione di Dio.
  • Il corpo emotivo comincia a calmarsi.
  • Ci si interessa più al contesto che al contenuto.
  • Si smette di parlare male di qualsiasi cosa o persona.
  • Cominciate ad avere bisogno di più tempo per voi stessi, in silenzio.
  • Fluite con l’energia della Creazione e imparate a usarla per il vostro progresso.
  • Diventate più morbidi e gentili per evitare di causare danni emotivi agli altri.
  • Si impara a rispettare la vita nella sua totalità e a vedere tutti gli esseri viventi come creature di Dio.

Per concludere questa spiegazione, passiamo ora all’analisi di Hawkins su ciò che accade a questi livelli della scala. Innanzitutto, la descrizione del livello precedente.

[XIV] pag. 114. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 3. I livelli della coscienza

3.2 Felicità e livelli di coscienza

Tutti gli esperti di ricerca sulla coscienza sostengono che esiste un’equazione matematica che tutti dovrebbero conoscere:

Felicità = Livello di coscienza

È facile capire che la motivazione di base di tutte le decisioni personali è la ricerca della felicità. Nel vecchio paradigma si cercava di convincere le persone che sarebbero state felici se tutte le cose esterne fossero state di loro gradimento. Ma le circostanze esterne cambiano continuamente e se si concepisce la felicità in questo modo si è sempre in balia di ciò che accade all’esterno, che sfugge al proprio controllo.

Il Nuovo Paradigma mostra che la felicità si trova solo all’interno. All’origine della felicità non ci sono gli eventi, ma l’atteggiamento nei loro confronti. La felicità non si realizza nel “quando” – “quando avrò i soldi, quando mi laureerò, quando troverò un partner” – ma nel “mentre”, e dipende da quanto si è connessi alla propria fonte interiore. Essere felici indipendentemente da qualsiasi motivo esterno è la sfida. Il paradosso è che più una persona è in questo stato interiore, più facilmente i suoi desideri saranno soddisfatti. È come se l’Universo rispondesse all’atteggiamento interiore in questo senso attraverso le sincronicità. In molte tradizioni spirituali questo è stato chiamato “stato di Grazia”; uno stato in cui si sente una connessione speciale con il potere creativo dell’Universo.

La proposta, quindi, è di imparare a cercare la felicità interiore direttamente e non attraverso gli eventi esterni, che per natura sono mutevoli ed effimeri.

Hawkins sviluppa questa idea in modo approfondito in tutta la sua opera e nel grafico seguente mostra come il livello generale di felicità sia direttamente correlato al livello di coscienza.

Figura 9. Livelli di coscienza e percentuale di felicità. Preso da “La spiritualità e l’uomo moderno”, D. Hawkins

Come è stato spiegato, l’evoluzione è inevitabile nel lungo periodo. Si è anche visto come i livelli di felicità corrispondano ai livelli di coscienza; l’unica cosa in gioco è quanto tempo si soffre nel processo. È come uno studente che sa di dover completare la sua formazione universitaria, ma è libero di decidere quanto sforzo è disposto a fare per finire prima. La nostra felicità è una nostra responsabilità; è un viaggio soggettivo di realizzazione; si tratta di lasciare andare l’ego e di connettersi con il Sé attraverso qualsiasi metodo o linguaggio si voglia usare. La connessione con il Sé non è una questione intellettuale, ma esperienziale. La felicità permanente non si ottiene attraverso gli oggetti del mondo, ma attraverso la realizzazione della propria essenza.

[XIII] pag. 103. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 3. I livelli della coscienza

3.1 I livelli di coscienza

Prima di iniziare a sviluppare questa sezione, è essenziale chiarire che i livelli di coscienza non devono essere confusi con le diverse dimensioni dell’universo. Le dimensioni sono mondi energetici di diversa frequenza vibrazionale, mentre i livelli di coscienza sono livelli di evoluzione della coscienza nel regno umano.

Poiché il campo energetico della coscienza è invisibile e non lineare, non è mai stato considerato un elemento importante da studiare, se non da alcuni saggi illuminati. Negli ultimi decenni, tuttavia, alcuni importanti progressi scientifici nello studio della fisica quantistica, come il principio di indeterminazione di Heisenberg e l’esperimento della doppia fenditura, hanno indotto gli scienziati a iniziare a studiare questo campo. È stato dimostrato, come già detto, come la semplice osservazione di un esperimento ne abbia cambiato il risultato – facendo collassare la funzione d’onda dell’elettrone dalla potenzialità alla realtà – e di conseguenza, per la prima volta, il tema della coscienza stessa, così come quello dell’intenzione, è entrato a far parte della discussione e della ricerca scientifica. Anche se si tratta di scienza in senso lato e non di scienza empirico-analitica, perché ciò che viene indagato oggi non è sperimentabile.

Sebbene la filosofia e la psicologia avessero già esplorato il contenuto mentale della coscienza – la mente – non avevano affrontato lo studio della coscienza stessa, o consapevolezza, che è il substrato di base della mente, attraverso il quale la mentalizzazione può essere percepita e sperimentata soggettivamente.

Una qualità unica della coscienza, nel senso del termine inglese consciousness, è la conoscenza di sé, attraverso la quale nasce una capacità unica di “sapere”. Senza consapevolezza un essere umano è ma, paradossalmente, non sa di essere.

A differenza del QI, il livello individuale di consapevolezza, che esiste già dalla nascita, può crescere in seguito a fattori favorevoli, come l’influenza di insegnanti spirituali e il lavoro individuale consapevole.

Questi fattori influenzano biologicamente la funzione cerebrale e la dominanza emisferica, nonché i modelli neurali, la connettività e la chimica cerebrale – ricordate la causalità verso il basso: dal sottile al denso. Pertanto, l’importanza del quoziente intellettivo può essere messa in ombra dai progressi del livello di coscienza, che a sua volta riflette tendenze ereditarie, intenzioni volontarie e scelte.

Ogni livello di coscienza rappresenta un campo energetico predominante come conseguenza del suo “campo di attrazione” concordante, che agisce in modo simile ai campi magnetici o gravitazionali. Si tratta di campi di forza progressiva, e quelli che rappresentano un grado di energia superiore a un certo livello di coscienza – 200 nel livello di Hawkins, o terzo livello medio nel modello di Schmedling – come si vedrà in seguito, attraggono ciò che è positivo (vero, amorevole e vitale) e respingono ciò che è negativo; mentre i livelli inferiori a tale limite respingono il positivo e attraggono il negativo, falso e distruttivo. Questi campi energetici, finora non rilevati, dominano e influenzano profondamente tutte le scelte umane: il comportamento, la percezione, la cultura, la religione e la comprensione, così come la gamma di capacità emotive e i tipi di “tentazioni” che sperimentiamo.

È importante sottolineare il grande limite di comprensione che esiste ai livelli inferiori di coscienza, equivalente alla difficoltà di insegnare la fisica della meccanica quantistica a bambini piccoli o a persone con carenze educative o intellettualmente limitate. Ad esempio, essere “gentili” sembra normale per le persone al di sopra di un certo livello, mentre al di sotto di esso potrebbe essere considerato una debolezza, quasi un insulto, e quindi inefficace come sistema di comunicazione.

Ogni livello di coscienza ha una visione diversa di ciò che è reale e di ciò che è prioritario. Ogni livello ha i propri ideali e la propria percezione del valore. I livelli di coscienza non sono direttamente correlati al QI, ma piuttosto alla capacità di distinguere l'”essenza” dall'”apparenza”.

La struttura della mente umana è stata paragonata a un computer, in quanto è fondamentalmente simile all’hardware di un computer e il suo contenuto al software (Hawkins). In questo contesto è possibile affermare che la mente ha uno scarso controllo sul contenuto della programmazione, per cui l’essere umano è allo stesso tempo responsabile e autore, ma innocente.

Anche la stessa fisiologia del cervello è un riflesso del livello di coscienza, come illustrato nel diagramma seguente:

Figura 6: la funzione del cervello e la sua fisiologia. Preso da David R. Hawkins > Realtà, spiritualità e uomo moderno.

Mente inferiore < 200

Mente superiore > 200

È importante notare che lo sforzo e l’intenzione spirituale modificano la funzione cerebrale e la fisiologia corporea, contribuendo entrambi alla creazione di un’area specifica per le informazioni spirituali, situata nella corteccia prefrontale destra del cervello e nel “cervello eterico”.

Da questa evidenza si evince che l’allineamento con lo scopo della “Sorgente Universale” aumenta la funzione cerebrale e la capacità mentale di discernere la vera essenza della realtà.

Pertanto, la risposta alla domanda “Qual è lo scopo della vita in questo mondo?” dipende principalmente dal livello di coscienza e dalla fisiologia del cervello. In generale, si osserva che più alto è il livello di coscienza, maggiore è la capacità di discernere la verità, l’essenza e la realtà dall’illusione e dalle percezioni errate.

In sintesi, come spiegato sopra, il mondo soggettivo dell’esperienza è una conseguenza del livello di coscienza che nasce all’interno dell’individuo ed è indipendente dagli eventi esterni. Pertanto, è impossibile determinare con precisione la vera realtà del mondo, perché essa viene sperimentata solo nel momento in cui viene percepita. Se visto dal più alto livello di coscienza, il mondo è perfetto così com’è, perché offre ogni opportunità e possibilità di crescita evolutiva. Da questo punto di vista, quindi, tutto ciò che accade è “perfetto e necessario” per questo scopo e l’unica opzione valida è l’allineamento con esso.

Come si è visto in precedenza, la comprensione è una conseguenza del contesto e il livello di coscienza stesso fornisce il contesto ultimo in cui l’apparentemente oscuro diventa ovvio. Questa stratificazione di campi attrattori, in base ai corrispondenti livelli di coscienza, fornisce un nuovo paradigma per ricontestualizzare l’esperienza umana attraverso i secoli. Le scale e i livelli di coscienza sono stati attinti dalla psicologia, dalla filosofia, dalla fisica quantistica, dalla “catena classica” dell’essere (Lovejoy) e dalla Saggezza perenne (Huxley, Wilber, Hawkins, Schmedling, Marquier, Aurobindo, ecc.).

Due esempi di scale di coscienza, quelle di Hawkins e Schmedling, sono brevemente esaminate di seguito, seguite da un approfondimento dei livelli superiori o post-razionali, che precedono l’illuminazione.

Figura 7. Scala dei livelli di coscienza. Presa da “Potere vs forza: le determinanti latenti del comportamento umano”, D. Hawkins

Come si vede nella Figura 7, e secondo Hawkins, la calibrazione della coscienza è identificata da un valore numerico che indica la predominanza di un campo energetico, che a sua volta determina la percezione. Nelle parole dell’autore:

“È molto importante ricordare che le cifre di calibrazione non seguono una progressione aritmetica, ma logaritmica. Pertanto, il livello di vibrazione 300 non è il doppio dell’ampiezza di 150, ma è 10 alla 300esima potenza (10300). Un aumento di pochi punti rappresenta un grande progresso in termini di potenza; il tasso di aumento della potenza man mano che si sale nella scala è enorme.

Il punto di risposta critico sulla scala della coscienza è calibrato al 200° livello, che è il livello associato all’integrità e al coraggio. Tutti gli atteggiamenti, i pensieri, i sentimenti, le associazioni, le entità o i personaggi storici al di sotto di questo livello di calibrazione rendono una persona debole; i soggetti che si calibrano più in alto rendono le persone intorno a loro più forti. Questo è il punto di equilibrio tra attrattori deboli e forti, tra influenza negativa e positiva.

A livelli inferiori a 200, il primo impulso è la sopravvivenza personale, anche se all’estremità inferiore della scala – la zona della disperazione e della depressione – anche questa motivazione viene meno. I livelli di paura e rabbia sono caratterizzati da pulsioni egocentriche derivanti dall’istinto di sopravvivenza personale. Al livello dell’orgoglio, l’istinto di sopravvivenza può essere esteso per comprendere la sopravvivenza degli altri. Quando si supera la linea di demarcazione tra influenza negativa e positiva al livello del coraggio, il benessere degli altri diventa sempre più importante. A livello di 500, la felicità degli altri emerge come forza motivante.

essenziale. Gli alti 500 sono caratterizzati dall’interesse per la consapevolezza spirituale, sia per se stessi che per gli altri, e al livello 600 il bene dell’Umanità e la ricerca dell’illuminazione sono gli obiettivi principali. Dal 700 al 1000 la vita è dedicata alla salvezza di tutta l’umanità.”

Secondo Hawkins, la maggior parte delle persone utilizza le proprie esperienze di vita per elaborare ed esprimere piccole variazioni sul livello di coscienza presente alla nascita; è raro che una persona superi il proprio livello energetico. In media, i livelli di coscienza aumentano solo di cinque punti in ogni vita (Hawkins, “Power vs. Force”). Questo è più facile da capire se si comprende che è la motivazione-scopo-intenzione a definire il livello. La motivazione deriva dal significato e dal senso, e il significato è un’espressione del contesto individuale. Pertanto, il successo è limitato dal contesto che, se allineato con la motivazione, determina il potere relativo di ogni individuo.

Tuttavia, è possibile fare improvvisi salti positivi, aumentando anche di centinaia di punti. Se si riesce a sfuggire all’attrazione egocentrica dei campi attrattori dei livelli inferiori al 200, scegliendo consapevolmente un approccio gentile, amorevole, sincero e perdonante, ed eventualmente compiendo atti di carità verso se stessi e verso gli altri, si può certamente raggiungere l’ascensione ai livelli superiori. Tuttavia, ciò richiede una grande forza di volontà. L’evoluzione della coscienza passa dalla forma egoica a quella transpersonale e unitiva.

Wilber, nella sua magnifica opera “Psicologia integrale”, afferma che per passare da uno stadio di sviluppo umano a un altro è necessario integrare lo stadio precedente. Ad esempio, l’attuale “era mentale” in cui si trova l’evoluzione della mente razionale deve integrare l’evoluzione raggiunta nell’era precedente, quella della mente vitale. È necessario integrare l’elaborazione del sentimento e del significato.

Secondo Hawkins, nell’infinito campo di potenziale senza fine – la coscienza stessa – esiste un potentissimo campo di attrazione che organizza i comportamenti umani innati, o intrinseci. All’interno di questo gigantesco campo di attrazione, ve ne sono altri sequenziali con sempre meno energia e potere. Questi, a loro volta, definiscono il comportamento rendendo coerenti i modelli di condotta in tutte le culture e in tutti i tempi, cioè nella storia umana. Anche i regni animale e vegetale sono controllati da campi attrattori di potenza gerarchici.

Un altro modo più semplice per comprendere i livelli di coscienza è utilizzare un’altra scala, quella di Schmedling.

Questo autore inizia mostrando come qualsiasi cosa possa essere divisa e suddivisa a piacimento (ad esempio, 1 metro = 100 cm = 1.000 mm). Pertanto, qualsiasi classificazione può essere migliorata o ampliata. Per semplificare le cose, suggerisce che ci sono tre livelli principali di coscienza rappresentati nella popolazione umana di oggi (Figura 8).

Figura 8. Livelli di coscienza secondo la scala di Schmedling

Come si può notare, sia questa scala che la scala Hawkins descrivono essenzialmente la stessa realtà. Il livello 2 della scala Schmedling corrisponde ai livelli da 1 a 200 della scala Hawkins; il livello 3 della scala Schmedling corrisponde ai livelli da 200 a 500 della scala Hawkins, mentre il livello 4 corrisponde ai livelli da 500 a 999.

Secondo Schmedling, il livello 2 è quello della violenza fisica, del crimine, del terrorismo, delle bande, della violenza domestica, delle disfunzioni, del traffico di droga, ecc. Anche se solo il 25% dell’umanità opera a questo livello, quei pochi fanno molto rumore, causano la maggior parte dei problemi e sono sempre sulla bocca di tutti. Questo è il livello della legge del più forte e della legge del taglione – “occhio per occhio, dente per dente”, delle guerre e della lotta per il potere. A questo livello, i conflitti vengono risolti con la violenza fisica – come Al Capone, che non sporge querela ma commissiona un assassinio. I governi sono dittatoriali e non viene generata molta tecnologia, anche se quella esistente viene acquistata e utilizzata.

Il livello 3 è quello in cui si trova attualmente la maggior parte dell’umanità. Se vista dallo spazio, la Terra sarebbe considerata un pianeta di livello 3. Qui le persone operano ancora con il richiamo del guadagno personale – denaro, sesso, relazioni, potere, giocattoli, divertimento, piacere dei sensi, ecc. Le regole e le leggi degli esseri umani sono codificate e applicate con la forza sotto il dominio del denaro, dell’individualismo e della lotta all’interno della libera competizione. Le caratteristiche di questo livello sono la riflessione, la discussione di opinioni diverse e la democrazia per risolverle. La violenza fisica è stata superata e i conflitti vengono risolti di comune accordo o in tribunale quando l’accordo non è possibile. I sistemi di governo sono democratici, ma sono ancora violenti perché sono il dominio della maggioranza contro la minoranza. Si tenta di selezionare la saggezza perché non è ancora facilmente riconoscibile e le menti non ne distinguono chiaramente l’essenza. Infine, si genera molta tecnologia; andare a New York o a Tokyo non è la stessa cosa che andare in Somalia, per fare un esempio dei diversi livelli di democrazia e tecnologia nei vari luoghi.

A questo livello si trovano molti professionisti di tutti i ceti sociali che non sono distruttivi per la società – come lo sono le persone al livello 2 – ma che non hanno ancora fatto dello spostamento della coscienza in domini non lineari uno stile di vita prevalente e non hanno il servizio come intenzione predominante.

Al livello 4 si verifica il cambiamento più importante nell’intenzione-motivazione e inizia a comparire la comprensione dell’ordine dell’Universo. L’intenzione-motivazione si sposta da “ottenere” a “servire” perché a questo livello si è più “pieni” e c’è meno desiderio o bisogno di “ottenere” qualcosa nel mondo esterno. È il primo livello in cui si verifica uno spostamento di polarità e l’individuo capisce che, invece di lottare contro il mondo, deve lavorare su se stesso.

A questo livello non esistono i conflitti e le situazioni sono decise dal punto di vista della Legge – che è al di sopra dell’accordo, come spiegato nella seconda parte di questo libro. Quale conflitto potrebbe avere Teresa di Calcutta con Gandhi? Come verrebbe risolto? I sistemi di governo a questo livello sono basati sul consenso, o sul Consiglio dei Saggi, non eletto ma riconosciuto.

A tutte le scale di livelli di coscienza c’è una direzionalità. In generale, l’evoluzione si muove sempre verso livelli più potenti. Così, mentre la personalità può regredire, il file della coscienza, che, come spiegato sopra, è incorruttibile, non lo fa, assicurando così la direzione verso l’alto dell’evoluzione dell’anima.

È un dato di fatto che tutte le anime progrediscono attraverso questi livelli, che sono di per sé impersonali ed esistevano molto prima dell’uomo. È attraverso l’intenzione-motivazione e la volontà che le persone possono aumentare la velocità di questa evoluzione, con la cooperazione dell’energia cosmica o Grazia.

[X] pag. 77. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 2. L’essere umano nel nuovo paradigma. 2.1 siamo un’anima in evoluzione.

I quattro corpi

Sia la saggezza perenne dell’umanità (ad esempio, gli Upanishad, Zohar, ecc.) che la nuova scienza ritengono che gli esseri umani possiedano un corpo fisico e altri corpi sottili. L’anima umana ha quattro corpi o filtri per interagire con il mondo della materia. Questi filtri determinano l’esperienza propria e il livello di coscienza determina come e in che percentuale vengono utilizzati. I quattro corpi sono:

Un corpo fisico che può essere visto e toccato. In questo corpo si sperimentano le sensazioni.

Un corpo vitale, legato a particolari processi vitali. In questo corpo si sperimentano le emozioni che vengono poi regolate dal mesencefalo.

Un corpo mentale con diverse forme individualizzate di di attività mentale. In esso si sperimenta il ragionamento mentale sequenziale. Questo corpo è chiamato anche “mente inferiore”.

Un corpo sovramentale che contiene gli aspetti appresi dei movimenti della mente. Questa è la radice dell’intuizione. È chiamato anche “mente superiore”, “corpo sopramentale” o “cervello etereo”.

Figura 5. I cinque corpi della coscienza. Tratto da Goswami, “La fisica dell’anima”.

Nell’immagine qui sopra sono rappresentati questi quattro corpi, più il quinto: quello che è incluso nella filosofia perenne, chiamato corpo della Grazia o della Gioia ed è usato per la connessione con il Divino. La scienza, al momento non ha raggiunto questo quinto corpo.

La scienza all’interno della Coscienza ci permette di postulare l’esistenza di altri corpi oltre al corpo fisico senza cadere nel dualismo. Non è necessario che questi corpi interagiscano tra loro o con il corpo fisico. È invece la Coscienza a mediare le loro interazioni e a mantenere il loro parallelismo.

Il biologo Rupert Sheldrake giunge alla stessa conclusione quando osserva che i geni non hanno i programmi necessari per la morfogenesi o la creazione di forme. Secondo la terminologia di Sheldrake, la morfogenesi (lo sviluppo di forme o organi che svolgono funzioni biologiche) negli organismi viventi è guidata da campi morfogenetici, extrafisici e non locali. Ciò che sperimentiamo come “sensazioni” non è che il risultato dell’azione di campi morfogenetici, che non sono altro che le descrizioni equivalenti del corpo vitale. I campi morfogenetici (morpho = forma) sono schemi o strutture che danno ordine a tutto ciò che esiste, siano essi cristalli, molecole o animali.

Allo stesso modo, il biologo Robert Sperry, il filosofo John Searle, il matematico Roger Penrose e il ricercatore di intelligenza artificiale Ranan Banerji hanno sottolineato che il cervello, se fosse pensato in modo simile a un computer, non potrebbe elaborare i significati, cosa a cui noi umani teniamo molto, dato che le nostre vite ruotano intorno ai significati. Da dove vengono questi ultimi? I computer elaborano simboli, ma il significato dei simboli deve necessariamente provenire dall’esterno. È la mente che dà significato ai simboli che il cervello genera. Ci si può chiedere perché non esistano altri simboli diversi per i significati – chiamiamoli simboli di significato – . Ma allora sarebbero necessari altri simboli per il significato del significato, e così via all’infinito (Sperry 1983; Searle 1992; Penrose 1989; Banjeri 1994).

Le sensazioni alla base delle funzioni vitali di un organismo vivente provengono dal corpo vitale della coscienza. Essa traccia le funzioni vitali sotto forma dei vari organi del corpo fisico utilizzando il suo corpo vitale.

Poiché solo la coscienza può “iniettare” significato nel mondo fisico, sarebbe sensato ipotizzare che la coscienza “scriva” i programmi mentali di significato nel cervello. Quando qualcuno programma il software di un personal computer, utilizza un’idea mentale di ciò che vuole ottenere con la programmazione. Allo stesso modo, la coscienza deve usare il corpo mentale per creare il “software” mentale, cioè le rappresentazioni dei significati che la mente elabora, nel cervello.

Riassumendo il comportamento della materia non vivente esiste per legge, ma il comportamento di ciò che è vivo e di ciò che pensa funziona come un programma. Quindi, la logica suggerisce che si possiede tanto un corpo vitale come un corpo mentale di coscienza; quest’ultima utilizza l’hardware (fisico) per creare rappresentazioni software del vitale e del mentale.

Quali argomenti possono essere addotti per confermare l’esistenza del sovramentale? Goswami solleva la questione a partire dal concetto di creatività:

“Che cos’è la creatività? Non ci vuole molta riflessione per rendersi conto che la creatività è legata alla scoperta o all’invenzione di qualcosa di nuovo e di valore. Ma che cos’è il nuovo? Ciò che è nuovo nella creatività si riferisce a un nuovo significato o a nuovi contesti per esplorare un nuovo significato. Quando creiamo un nuovo significato facendo uso di contesti passati e già noti, lo chiamiamo invenzione o, più formalmente, creatività situazionale. Per esempio, partendo dalla teoria nota delle onde elettromagnetiche, Marconi inventò la radio. La radio ha dato un nuovo significato a una particolare porzione dello spettro elettromagnetico, ma il contesto per questa invenzione era già presente.

Al contrario, la creatività di Clerk Maxwell, che ha scoperto la teoria delle onde elettromagnetiche, è una creatività fondamentale, perché implica la scoperta di un nuovo contesto per il pensiero o le invenzioni successive.”

In alcune persone la creatività può essere in anticipo sui tempi. Consideriamo Nicola Tesla, il precursore della corrente alternata. Egli era in anticipo sui tempi in molti campi della conoscenza e, in relazione agli argomenti trattati in questo libro, disse:

“Se volete scoprire i segreti dell’Universo, dovete pensare in termini di energia, frequenza e vibrazione.”

Quindi, il fatto che le persone abbiano due tipi di creatività – situazionale e fondamentale, invenzione e scoperta – rende necessaria l’ipotesi di un corpo di intelletto sovramentale che elabori il contesto del significato mentale.

Con un po’ di riflessione è possibile andare oltre. Il corpo mentale non solo dà significato agli oggetti fisici della propria esperienza, ma viene anche utilizzato dalla persona per dare significato alle sensazioni del corpo vitale. Allo stesso modo, il sovramentale non è usato solo per fornire contesti di significato mentale, ma anche per i movimenti del vitale e del fisico. In altre parole, l’intelletto sovramentale è il corpo dei temi archetipici che dà forma ai movimenti del fisico, del mentale e del vitale.

Lo stesso si può osservare nei postulati della saggezza antica. saggezza antica. Quindi, come detto sopra, si riteneva che gli esseri umani avessero cinque corpi, essendo
il corpo fisico il più denso di essi (anamaya); il successivo sarebbe il corpo vitale (pranamaya); il successivo, persino più sottile dei precedenti, il corpo mentale del movimento della mente e del pensiero, il movimento della mente e del pensiero, o l’uomo. movimento della mente e del pensiero, o manomaya. Infine, se ci atteniamo ai quattro corpi di cui la scienza ammette l’esistenza, ci sarebbe il cosiddetto corpo dell’intelligenza sovramentale (vijnanamaya).

Appare quindi chiaro che la visione scientifica e quella della saggezza antica sono molto simili. Tuttavia, la Saggezza perenne aggiunge un quinto corpo all’equazione: anandamaya, il corpo della Grazia e della Gioia, fatto di letizia spirituale, estasi e felicità.

[IX] pag. 77. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 2. L’essere umano nel nuovo paradigma.


2.1 Siamo un’anima in evoluzione

La definizione di essere umano secondo il vecchio paradigma potrebbe essere la seguente: l’essere umano è un animale – con un corpo fisico – che ha anche un cervello razionale – con una neocorteccia che gli altri animali non hanno – e un’anima – quest’ultima viene accettata solo se si è spirituali/religiosi. Così, l’essere umano è visto come un animale razionale con la capacità di trascendenza; in sintesi, come un essere fisico che fa un’esperienza spirituale, piuttosto che come un essere spirituale che fa un’esperienza di apprendimento nel mondo fisico. Secondo questa definizione, la mente è un epifenomeno del cervello; in sostanza, è il cervello (materia inanimata) che causa la mente o, in altri termini, che fa esistere la mente.

Tuttavia, l’attuale visione emergente considera l’essere umano come un essere spirituale. La realtà più “reale”, più significativa dell’essere umano risiede nell’anima, che ha un’esistenza eterna. L’anima vive un’esperienza evolutiva e temporanea in un corpo fisico e in una personalità individuale, al fine di acquisire comprensioni allineate alla Verità e allo scopo del piano evolutivo universale. È possibile intendere l’anima come un fascio di energia individualizzato con informazioni.