[XXXI] pag. 153. Un nuovo paradigma della realtà? > Cap. 5 La coscienza e le sue manifestazioni: tre possibilità.

Per completare la comprensione della questione dei livelli di coscienza, potrebbe essere utile guardarla da un’altra prospettiva. Questo capitolo è dedicato alla descrizione dei tre principali livelli di manifestazione della coscienza nel mondo animale e umano.

La coscienza si manifesta quindi in tre livelli o stadi:

  • Coscienza semplice.
  • Autocoscienza.
  • Coscienza cosmica/unitiva/mistica.

La coscienza semplice è quella posseduta dagli animali. È solo immanente e non ha accesso alla trascendenza. In questa coscienza non si può uscire da se stessi o guardare se stessi come testimoni.

L’autocoscienza è il livello predominante degli esseri umani di oggi. Con essa inizia l’accesso alla trascendenza, perché questa coscienza è sia immanente che trascendente.

A questo livello, l’individuo non è solo consapevole del proprio corpo o degli alberi che si trovano “là fuori”, ma può riconoscere se stesso come entità indipendente dal resto dell’Universo e iniziare a osservare i propri stati e processi mentali come oggetti della coscienza, come si osserva qualsiasi altra cosa.

In qualche modo, l’essere umano può uscire da se stesso e dire: “Credo che ciò che ho pensato sia “verità”, so che è “verità” e so che so che è “verità””.

Il linguaggio complesso è intimamente legato alla coscienza del sé. È il sistema oggettivo costruito sulla soggettività di questa coscienza. Sono come due facce della stessa medaglia.

La coscienza cosmica/unitiva/mistica è un’evoluzione della coscienza del sé, così come quest’ultima è un’evoluzione della coscienza semplice. Le prime due esistono ancora, ma la coscienza cosmica le include e le trascende (si veda quanto spiegato sulla natura olonica della realtà e sulle proprietà degli olon nel capitolo 6 di questo libro).

La coscienza cosmica è unitiva – non frammentata, come quella del sé – e comprende la vita e l’ordine dell’Universo.

Spiegare questa coscienza con il linguaggio non è un compito facile: il linguaggio, come abbiamo già visto, è più adatto a trattare la coscienza del sé, perché utilizza concetti, mentre la coscienza cosmica è al di sopra dei concetti mentali.

Oltre all’intuizione dell’unità, c’è in questa coscienza un’illuminazione intellettuale che di per sé pone l’individuo su un nuovo piano o, meglio, in una nuova dimensione dell’esistenza. Si potrebbe affermare che essa rende gli esseri umani che la possiedono una nuova specie.

In effetti, la classificazione tradizionale di tre livelli – mondo vegetale, mondo animale e mondo umano – potrebbe già essere insufficiente; una classificazione di cinque livelli potrebbe essere più orientativa:

– Mondo vegetale.

– Mondo animale senza secondo strato del cervello, cioè senza capacità emotiva: insetti, alcuni uccelli, anfibi, rettili, ecc.

– Mondo animale con capacità emotiva: cani, cavalli, delfini, ecc.

– Mondo umano con coscienza semplice e autocoscienza: centauri – un essere metà animale e metà umano, usato per descrivere gli esseri umani meno evoluti, che usano ancora molto la loro parte animale, l’istinto e le emozioni, oltre alla razionalità.

– Mondo umano con coscienza cosmica.

Altri sintomi della coscienza cosmica sono l’elevazione morale, la gioia interiore, una pace quasi “masticabile”, un senso di immortalità, la comprensione della perfezione dell’intera creazione divina e dello scopo dell’universo, la perdita del dualismo mentale e anche della paura, che è l’opposto dell’amore.

Solo un’esperienza personale di convivenza con questa coscienza può spiegare bene in cosa consiste. In caso contrario, è possibile studiare gli scritti e le testimonianze di coloro che l’hanno raggiunta, per avvicinarsi alla sua comprensione.

L’espansione della coscienza cosmica negli esseri umani sta ora accelerando, in accordo con lo scopo dell’Universo (evoluzione creativa), e c’è da aspettarsi che sempre più persone vi si stabiliscano. Si può ricordare qui l’idea dei campi morfogenetici e della massa critica da raggiungere perché il cambiamento avvenga in modo più ampio nell’Umanità. Benedetto XVI ha esposto questa idea ne “Il sale della terra”; ha spiegato come un piccolo numero di persone evolute possa agire “come il lievito nella pasta”.

Si tratta della coscienza dell’intelletto soprarazionale, cioè dell’intuizione e non del concetto.

Per vedere questo aspetto in modo più dettagliato, ricordiamo che esistono quattro stadi dell’intelletto:

– Mente percettiva;

– Mente ricettiva;

Sia la mente percettiva che quella ricettiva fanno parte della coscienza semplice.

– Mente concettuale, che include le due precedenti e vi aggiunge qualcosa di nuovo: il concetto di “io-coscienza”;

– mente intuitiva, cioè la coscienza cosmica.

Quest’ultima è la mente che permette senza limitazioni la perfetta espressione dell’anima nel mondo materiale. Ha un livello vibratorio più alto delle tre precedenti.

Pertanto, l’istinto e l’emozione sono pre-razionali, il concetto è razionale e l’intuizione è post-razionale.

La coscienza cosmica non considera il Cosmo come materia morta governata da leggi rigide e senza scopo, ma come qualcosa di spirituale, immateriale e profondamente vivo; comprende che non può esistere alcun male nella Creazione, perché non è fuori dalle mani di Dio; comprende anche i processi di apprendimento dell’Universo, che non sono la stessa cosa del “male”.

Molte delle cose comprese da chi possiede la coscienza cosmica possono sembrare assurde e incomprensibili alla coscienza del sé, più ancorata alla realtà materiale percepita attraverso i sensi e la mente razionale.

La nascita della coscienza cosmica è molto simile alla nascita dell’autocoscienza sulla coscienza semplice. Nelle manifestazioni più elevate dell’autocoscienza, la mente si carica di concetti sempre più complessi e numerosi e all’improvviso, quando le condizioni sono favorevoli per manifestare questa potenzialità, avviene la fusione di alcuni di essi e dei loro elementi morali. Il risultato è un’intuizione speciale, nonché l’insediamento della persona nella mente intuitiva o, in altre parole, nella coscienza cosmica.

L’evoluzione della mente è uniforme. La mente ricettiva è composta da molte percezioni. Un concetto nasce da numerose ricezioni e l’intuizione si costruisce a partire da un gran numero di concetti.

Una persona che ha la coscienza cosmica userà quella del sé – che è ancora a sua disposizione, così come quella semplice – per funzionare praticamente nella vita e per comunicare attraverso il linguaggio, ma sempre sotto l’illuminazione di questa nuova luce.

L’accesso a questa coscienza non è arbitrario; è un “dono” disponibile per tutti, a cui si accede quando si diventa “corrispondenti” a riceverlo. Richiede una personalità evoluta e perfezionata nella coscienza di sé, che presuppone un certo grado di pace acquisita come condizione preliminare per la sua comparsa, come regola generale.

Questo non vuol dire che non ci possano essere eccezioni nell’Universo, perché tutto è possibile nell’Universo. Prendiamo, ad esempio, il caso di San Paolo.Se il racconto storico è vero, San Paolo era nella coscienza di sé, con molto da perfezionare, e fu buttato giù da cavallo da un fulmine che apparentemente lo accecò per alcuni giorni. Quando si rialzò, era già installato nei livelli superiori della coscienza cosmica. Con le conoscenze odierne sul funzionamento dell’Universo, si potrebbe ipotizzare che questo fascio di luce sia stato una “illuminazione” che ha avuto l’effetto di aumentare artificialmente e improvvisamente la sua frequenza vibrazionale, portando così alla sua manifestazione corrispondente (coscienza cosmica) senza passare per il solito processo.

Inoltre, questo fatto, che poteva sembrare ingiusto per le conoscenze precedenti, ora può essere compreso, perché oggi si sa che nel Cosmo non esistono né il caso né l’arbitrio, ma corrispondenze matematicamente esatte. Come ogni altra cosa, anche questo fatto era “perfetto e necessario”, altrimenti non sarebbe accaduto. Si sa anche che il futuro possiede un potere causale sul presente pari a quello del passato, per cui è possibile ipotizzare che la dedizione futura di San Paolo, nota a Dio ma non agli uomini, possa averlo fatto corrispondere a questo “salto”. Inoltre, questo non è l’unico caso simile conosciuto nella storia.

Le persone con coscienza cosmica possiedono un magnetismo speciale, percepibile e percepito dagli altri; la loro presenza modifica il campo energetico di tutti e la loro alta energia vibrazionale è molto contagiosa, più dell’influenza.

Con l’apparizione di questa coscienza, alcune facoltà mentali inferiori, come il senso del peccato, la paura della morte o i desideri di ricchezza, potere, ecc.

La coscienza cosmica è la prima apertura del Regno di Dio interiore di cui parla il Vangelo. Le persone che vi entrano sperimentano una serie di trasformazioni fisiche: gli altri le definiscono spesso “radiose”, c’è una grande riduzione delle malattie fisiche e il processo di invecchiamento viene rallentato.

Non si deve pensare che, essendo entrati nella coscienza cosmica, si sia infallibili. In un certo senso, le persone che si aprono per la prima volta ad essa diventano un po’ “bambini”, nel senso che lasciano il terreno “conosciuto” del vecchio e si aprono a una nuova fase in cui molte cose devono essere reimparate. Questo è il senso del comando evangelico di “diventare come bambini” per entrare nel Regno.

Gli esseri umani non hanno ancora sviluppato la maestria in questa coscienza, tranne un piccolo numero di individui isolati nel corso della storia.

Anche a questo livello è necessario distinguere la saggezza dall’ignoranza, come è stato necessario ai livelli precedenti. Ciò che accade è che nella coscienza cosmica tutto va molto più veloce, allo stesso modo in cui quando un razzo viene lanciato nello spazio, all’inizio è necessaria la massima quantità di energia, ma quando il razzo acquista velocità e lascia l’atmosfera, i motori possono essere spenti perché c’è meno resistenza.

Questo livello, come tutto il resto dell’Universo, è un processo e progredisce attraverso percorsi di purificazione successivi molto rapidi. Una volta raggiunto, c’è ancora spazio per il perfezionamento, come in una personalità disfunzionale che si trova nella coscienza di sé. Sebbene nella coscienza cosmica vi sia una totale (o quasi) scomparsa dell’ego, anche l’assenza di ego deve essere perfezionata.

Il potere della coscienza cosmica può essere utilizzato solo quando è allineato con lo scopo dell’Universo e scompare se l’intenzione è contaminata. L’elevazione morale che caratterizza questo livello non permette a nessun’altra opzione di apparire possibile o attraente.

Lo sapeva bene il mistico Sant’Agostino quando pronunciò la sua famosa frase: “Ama e fai ciò che vuoi”. In altre parole, mettetevi nella coscienza cosmica, da lì non si può fare nulla di “cattivo”.

Un altro aspetto importante è sapere che nessuno raggiunge questo livello di coscienza solo attraverso l’ortodossia. La porta d’accesso non è l’osservanza di regole di comportamento, per quanto rigide possano essere; al contrario, finché una persona non si eleva al di sopra dell’ortodossia e delle convenzioni, non può accedere a questo livello.

I prerequisiti per l’ingresso sono la pace interiore, l’intenzione di servizio, il coraggio di aprirsi a un’esperienza psichica interiore diversa – cioè di aprirsi alla Grazia, all’attrazione esercitata dalle energie vibrazionali più alte su quelle più dense – l’apertura del cuore e l’umiltà di diventare bambini e di reimparare.

Gli studiosi di questo argomento sostengono che non si è mai verificato un caso di persone che abbiano avuto accesso a questo livello quando lo scopo principale della loro vita era solo il progresso materiale. Sembra che la chiave d’accesso non sia basata sul possesso di grandi facoltà nella precedente coscienza, quella del sé, ma sull’uso intenzionale di tali facoltà. L’intenzione è il motore che spinge in questa coscienza.

Nessuno che sia nella coscienza del sé può capire ciò che accade a questo livello; allo stesso modo, chi è ancora nella coscienza semplice non può capire chi ha raggiunto la coscienza del sé. Tuttavia, chi è già arrivato al livello della coscienza cosmica può comprendere entrambi i fenomeni, ed è quindi l’unico che può adattarsi ad essi.

La saggezza dell’autocoscienza è di scarsa utilità per chi è entrato nella coscienza cosmica. A sua volta, ciò che sembra ovvio per quest’ultima può talvolta essere sconcertante, sconcertante e assurdo per chi rimane nella coscienza del sé.

Dalla coscienza cosmica l’esperienza dell’essere umano sulla terra è vista come necessaria per l’evoluzione del suo essere spirituale.

Un’altra caratteristica di questo livello è la ricerca di periodi di silenzio e di raccoglimento. Sembra che le cose del mondo precedente non siano più interessanti, o non lo siano più come un tempo. Ci si concentra maggiormente su ciò che era la porta d’ingresso: la purezza dell’intenzione, la pace e il desiderio di servizio.

Dio fornisce sempre gli strumenti (interiori ed esteriori) a chi si mette al “servizio” con la giusta intenzione: l’Universo ci mostra la sua Legge. Questa fiducia è stata riscontrata nei grandi leader spirituali della storia, che spesso hanno iniziato i loro progetti con poche o nessuna risorsa, sapendo che sarebbero “apparsi” al momento giusto.

Un’altra caratteristica di questo livello è che il matrimonio o la partnership, concepiti a partire dalla coscienza del sé, diventano privi di significato. Le persone a questo livello di solito non hanno un partner e, se ce l’hanno, si concentrano solo sulla crescita e sulla libertà del loro partner; è impossibile a questo livello sperimentare il desiderio di possesso, la gelosia o la dipendenza. Il sesso non è più necessario, anche se è possibile come libera scelta, impegnata, esclusiva e stabile, sempre all’interno di un forte legame spirituale.

Sembra, quindi, che sia possibile pensare all’esistenza di tre mondi diversi:

– Mondo dell’azione naturale: non è fisso né nella sua essenza né nelle sue proprietà.

– Mondo della comprensione spirituale: è fisso nella sua essenza, ma variabile nelle sue proprietà.

– Mondo divino o mondo dell’amore: è fisso sia nella sua essenza che nelle sue proprietà.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, la scienza occidentale ha iniziato a studiare con metodo scientifico le caratteristiche della coscienza cosmica, la cui conoscenza era stata finora riservata ai mistici.

Va inoltre notato che tra i limiti della coscienza del sé e l’inizio della coscienza cosmica può esserci una sorta di “zona nebulosa” in cui la coscienza cosmica fa più o meno luce fino a quando non ci si trova pienamente in essa. L’esperienza personale in questa fase “nebulosa” è come avere un piede nella coscienza del sé e un piede nella coscienza cosmica, e appoggiarsi su un piede o sull’altro a seconda del momento particolare e della questione su cui è fissata la propria attenzione. In questi momenti iniziali della nuova coscienza, alla comparsa della minima sollecitazione, si ritorna rapidamente al “piede” della coscienza dell’io.

Dalla coscienza cosmica, Dio è visto come colui che non ha un secondo. Nulla esiste al di fuori di Dio. Isaia ha detto: “Io sono Dio e non c’è altro”. Se esistesse qualcosa al di fuori di Dio, lo limiterebbe immediatamente, perché allora sarebbe “Uno al di fuori di un secondo, e non Uno senza un secondo”.

Nella coscienza cosmica non esistono la condanna, il peccato, il male o la morte. Questo può essere un confronto con la coscienza di sé, ma è chiaro per la coscienza cosmica.

È ben riassunto da una frase di San Paolo:

“La legge dello spirito di vita, che è in Cristo Gesù, mi ha liberato dalla legge del peccato e dalla morte”. (Romani 8,2).

Un altro aspetto importante da notare nella descrizione della coscienza cosmica è il fatto che quando appare porta sempre con sé corrispondenti cambiamenti fisici e mentali negli individui che la raggiungono. Alcuni o tutti i seguenti sintomi fisici e mentali accompagnano la comparsa di questa coscienza:

– Sensazione di luminosità esterna e interna. La persona percepisce l’esterno e il proprio interno come immersi in una luminosità più intensa.

– Sensazione travolgente di stupore e di estasi.

– Convinzione assoluta della realtà dell’esperienza.

– Senso di infinito e conoscenza non limitata alla costruzione mentale.

– Certezza della propria immortalità.

– Rafforzamento sostanziale del sistema immunitario.

– Illuminazione intellettuale.

– Stasi del corpo emotivo.

– Sensazione chiara e vivida di un incontro con l’intelligenza suprema di un essere divino e onnisciente.

Indipendentemente dal fatto che l’esperienza comprenda o meno delle visioni, essa produce una profonda alterazione della personalità e dei canali di osservazione dell’individuo. Si apre una nuova zona di percezione all’interno della quale la coscienza inizia a percepire se stessa.

È sbagliato pensare che gli stati alterati di coscienza raggiunti con l’LSD e altre sostanze abbiano qualcosa a che fare con la vera esperienza mistica. Sebbene quest’ultima sia inspiegabile attraverso i concetti e il linguaggio, assomiglia a una combinazione di Grazia, bellezza, armonia, pace, grandezza, rottura, stupore, beatitudine e Amore, tutti di un’intensità tale che la mente è paralizzata dall’impatto dell’estasi. Le esperienze indotte da sostanze, invece, possono essere eccitanti, ma spesso disorientano piuttosto che ispirare e non si integrano con la personalità; piuttosto spingono l’ego verso percezioni distorte e tendono a creare dipendenza piuttosto che trasformazione.

Quando si verifica un’autentica esperienza mistica, essa ha un effetto importante sulla mente che porta a una trasformazione della vita dell’individuo; produce una certezza assoluta dell’esistenza e della presenza di Dio, anche nelle menti più scettiche.

La falsa idea che l’esperienza mistica avvenga in modo diverso per le persone di diverse tradizioni – cristiani, buddisti, indù, sufi, ebrei, eccetera – ha generato confusione su questo tema e ha storicamente limitato gli scritti dei ricercatori a una particolare tradizione. È necessario approfondire la ricerca in questo campo, esaminando ciò che è unico e ciò che è comune alle esperienze dei mistici di diverse tradizioni. Ciò che è certo è che il cervello, la mente e il sistema nervoso di tutti coloro che hanno sperimentato questo processo sono diventati più risonanti, con un tipo di intelligenza più sottile a cui i cervelli e le menti più ordinari non rispondono.

La progressione dell’umanità verso questo tipo di coscienza è predestinata nel suo percorso evolutivo, così come lo è stato l’emergere della coscienza dell’Io rispetto alla coscienza semplice.

Poiché è dimostrato che tutte le idee e i concetti religiosi, così come tutti i rituali e le forme di preghiera, devono la loro esistenza a un impulso evolutivo all’interno dell’essere umano, l’umanità entrerà in risonanza con un certo stato mentale. In questa risonanza, le leggi che regolano questo processo spirituale saranno comprese e la loro osservanza diventerà comune come quella delle regole di igiene corporea di oggi. Gli esseri umani comprenderanno sempre più come il mondo spirituale sia governato da leggi proprie, così come il mondo della materia ha le sue.

In evidenza

Indice

Sommario

Prefazione dell’autore ……………………………………………………..9

Introduzione: un cambiamento di contesto …………………….17

Capitolo 1. Una nuova visione del cosmo e della persona …29

1.1 L’evoluzione della fisica …………………………………………….29

1.2 Come la scienza attuale vede il cosmo? ………………………38

1.3 L’universo è olografico? …………………………………………….57

1.4 L’effetto “osservatore” nella fisica quantistica …………..61

1.5 La causalità dall’alto verso il basso ……………………………66

Capitolo 2. L’essere umano nel nuovo paradigma ……………77

2.1 Siamo un’anima in evoluzione …………………………………..77

Capitolo 3. I livelli della coscienza …………………………………103

3.1 I livelli della coscienza ……………………………………………..103

3.2 La felicità e il livello della coscienza …………………………114

3.3 Una descrizione più dettagliata dei livelli post-razionali …116

3.4 Alcuni esempi di come il comportamento umano si

manifesta attraverso i diversi livelli della coscienza ……..127

3.5 Le linee di crescita ………………………………………………..131

Capitolo 4. Lo sviluppo della linea cognitiva ………………….137

4.1 Il livello arcaico ……………………………………………………..138

4.2 Il livello magico …………………………………………………….138

4.3 Il livello mitico ………………………………………………………139

4.4 Il livello razionale ……………………………………………………141

4.5 La visione logica …………………………………………………….142

4.6 Il livello psichico …………………………………………………..144

4.7 Il livello sottile ………………………………………………………..146

4.8 Il livello causale ………………………………………………………148

4.9 Il livello non-duale …………………………………………………..151

Capitolo 5. La coscienza e la sua manifestazione: tre possibilità …153

Capitolo 6. Filosofia e psicologia integrale ………………………..167

6.1 La natura olonica della realtà …………………………………167

6.2 I quattro quadranti della manifestazione ……………….174

6.3 Lo sviluppo psicologico deve essere completato

prima di iniziare quello spirituale? …………………………………………183

Capitolo 7. Religione e spiritualità nel nuovo paradigma ………………185

7.1 Oggi è possibile una maggiore convergenza tra le varie religioni? …196

Capitolo 8. Verifica …………………………………………………………205

8.1 I tre occhi della conoscenza. Niente più errori categorici …205

PARTE II ……………………………………………………………………….211

Introduzione ………………………………………………………………..211

Capitolo 1. Le leggi dell’universo …………………………………..215

1.1 La legge della natura ………………………………………………..220

1.2 La legge dell’armonia ……………………………………………….221

1.3 La Legge della Corrispondenza ………………………………..223

1.4 La Legge dell’Evoluzione ………………………………………….226

1.5 La Legge della Polarità ……………………………………………..231

1.6 La Legge della Manifestazione ………………………………….232

1.7 La Legge dell’Amore ………………………………………………..232

Capitolo 2. Applicazione pratica delle Leggi nella vita quotidiana …235

2.1 La legge dell’avvertimento ………………………………………235

2.2 La legge dell’opportunità …………………………………………236

2.3 La legge del due ……………………………………………………….237

2.4 La legge del tre ……………………………………………………….238

2.5 La legge dei vasi comunicanti …………………………………239

2.6 La legge di causa ed effetto ………………………………………241

2.7 La legge della saturazione ……………………………………….241

2.8 La legge della generazione ……………………………………….242

2.9 La legge della compensazione …………………………………..243

2.10 La legge della condivisione …………………………………….243

2.11 La legge dell’affinità ……………………………………………….244

2.12 La legge delle lacune ……………………………………………..244

2.13 La legge della comprensione …………………………………244

Capitolo 3. Le dimensioni superiori e il rapporto umano con esse ……..247

3.1 Le onde di trasmissione …………………………………..…….247

3.2 La variabile dimensionale ………………………………………249

3.3 Le dimensioni della materia fisica ……………….………….251

3.4 I piani dimensionali non fisici ………………………….……..251

3.5 La grazia ………………………………………………………..……..253

3.6 L’esperienza personale del miracolo. Agire nel Nuovo Paradigma …254

Capitolo 4. Tutto ciò che accade è perfetto e necessario ..259

4.1 Accettazione, realtà e pace interiore; il problema della sofferenza …260

4.2 L’energia vitale e la zona di luce…………………………..….272

4.3 L’energia vitale, la pace interiore e la comprensione ..275

4.4 Il potere della rinuncia; imparare a lasciar andare e a perdere la propria agenda…………………………………….…….286

4.5 Libertà, rispetto e desensibilizzazione ……………………290

Capitolo 5. Il cambiamento di pensiero ………………..………297

5.1 Dematerializzazione: identificazione con l’anima o con l’ego …307

5.2 La nuova comprensione …………………………………………313

5.3 Da intrattenimento vs. introspezione a intrattenimento

“con”. introspezione all’intrattenimento “con” l’introspezione …317

5.4 Depolarizzare la mente ……………………………………….…319

5.5 Porsi come “testimone”, non come “soggetto” ………..324

5.6 Ripulire la mente inconscia ……………………………………326

Capitolo 6. Assumere la vita ………………………………………..331

6.1 Responsabilità personale ………………………………..……..335

6.2 Destino, missione e funzione ……………………………..…..340

6.3 Cultura …………………………………………………..…………….345

6.4 Accordo e conciliazione …………………………………………347

6.5 Venire a patti …………………………………………………………358

6.6 Cos’è la morte? ………………………………………………………362

Capitolo 7. Le relazioni umane nella Nuova Visione ……….367

7.1 Lo scopo e la funzione delle relazioni ……………371

7.2 Le zone del campo mentale ……………………………………..375

7.3 Cosa serve per costruire relazioni altamente soddisfacenti …377

7.4 Dare valore al risultato dell’amore …………………..379

7.5 Le relazioni d’amore …………………………………………….382

7.6 Le relazioni di destino e le relazioni consapevoli …..384

7.7 Il sentiero dell’amore ………………………………………386

7.8 Le chiavi dell’amore nelle relazioni …………………..391

7.9 Conclusioni ……………………………………………………….393

Capitolo 8. Incondizionatezza e Abbondanza ……………397

Capitolo 9. Servizio ……………………………………………………..411

9.1 Il servizio come informazione ……………………………….411

9.2 Il servizio come azione ………………………………………..412

9.3 Le regole del servizio ………………………………………….414

9.4 Vivere il servizio: i maestri ………………………………..415

9.5 La verità per l’insegnamento spirituale …………………418

9.6 L’idoneità al servizio …………………………………………….420

Capitolo 10. La pratica integrale nel nuovo paradigma.

La pratica integrale nel nuovo paradigma. I tre pilastri della crescita …425

10.1 La pratica spirituale o gestione dell’energia.

La preghiera aumenta l’energia vitale ………………426

Capitolo 11. Il concetto di Dio e la realizzazione personale di Dio …………………………………………………………….437

Capitolo 12. Abbiamo bisogno di un Maestro? ……………….443

Conclusione ………………………………………………………………….453

Bibliografia …………………………………………………………………..457

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Texto original del libro:

Contenido

Prólogo del autor ……………………………………………………………….9

Introducción: Un cambio de contexto ………………………………17

Capítulo 1. Una nueva visión del Cosmos y la persona ……..29

1.1 La evolución de la física …………………………………………29

1.2 ¿Cómo ve la ciencia actual el Cosmos? ………………….38

1.3 ¿Es el Universo holográfico? ………………………………….57

1.4 El efecto “observador” en la física cuántica …………….61

1.5 La causalidad descendente ……………………………………66

Capítulo 2. El ser humano en el Nuevo Paradigma ……………77

2.1 Somos un alma en evolución …………………………………77

Capítulo 3. Los niveles de consciencia ……………………………103

3.1 Los niveles de consciencia ……………………………………103

3.2 Felicidad y nivel de consciencia ……………………………114

3.3 Descripción más detallada de los niveles posracionales …116

3.4 Algunos ejemplos de cómo se manifiesta el comportamiento

humano a través de los distintos niveles de consciencia …127

3.5 Las líneas de crecimiento ……………………………………..131

Capítulo 4. El desarrollo de la línea cognitiva ………………….137

4.1 El nivel arcaico ……………………………………………………..138

4.2 El nivel mágico …………………………………………………….138

4.3 El nivel mítico ………………………………………………………139

4.4 El nivel racional ……………………………………………………141

4.5 La visión lógica …………………………………………………….142

4.6 El nivel psíquico …………………………………………………..144

4.7 El nivel sutil ………………………………………………………….146

4.8 El nivel causal ………………………………………………………148

4.9 El nivel no-dual …………………………………………………….151

Capítulo 5. La consciencia y su manifestación: tres posibilidades …153

[XX] pag. 131. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 3. I livelli della coscienza. 3.5 Le linee di crescita.

Attraverso i livelli di base, o onde della Grande Catena dell’Essere, scorrono circa due dozzine di linee o flussi di sviluppo relativamente indipendenti. Queste includono la moralità, gli affetti, l’identità, la psicosessualità, la cognizione, le idee di bene, l’assunzione di ruoli, la capacità sociale ed emotiva, la creatività, l’altruismo, la cura, l’apertura, la preoccupazione e l’interesse, la fede religiosa, gli stadi della meditazione, la gioia, la perfezione comunicativa, le forme dello spazio e del tempo, le visioni del mondo, le competenze logico-matematiche, le abilità cinestetiche e l’empatia, per citare alcune delle linee di sviluppo più importanti per le quali esistono prove empiriche.

Queste linee sono “relativamente indipendenti”, il che significa che, per la maggior parte, possono svilupparsi indipendentemente l’una dall’altra, a velocità diverse, con dinamiche diverse e in momenti diversi. Una persona può essere molto avanzata lungo alcune linee, moderatamente avanzata lungo altre e non ancora avanzata lungo altre ancora, tutto allo stesso tempo. Pertanto, lo “sviluppo complessivo” – che è la somma di queste diverse linee – non segue necessariamente uno sviluppo lineare o sequenziale.

Tuttavia, la maggior parte delle ricerche sull’argomento conclude che ogni linea di sviluppo tende ad evolversi in modo sequenziale e olarchico: gli stadi superiori di ogni linea seguono la tendenza a usare o incorporare gli stadi precedenti; gli stadi non possono essere saltati ed emergono in un ordine che non può essere alterato dal condizionamento ambientale o dal rinforzo sociale.

Inoltre, secondo Wilber, questi stadi di sviluppo possono essere raggruppati in livelli, tenendo conto del fatto che quelli superiori sono transpersonali. Tali livelli sarebbero quattro: sensomotorio, convenzionale, postconvenzionale e “postpostconvenzionale”.

Questi quattro livelli generali non sono altro che una versione semplificata della Grande Catena dell’Essere, della Saggezza perenne. Essi trattano in successione dal corpo (sensoriale) alla mente (convenzionale e postconvenzionale) e dalla mente allo spirito (post-post-convenzionale).

Figura 10. Presa da “Psicologia Integrale”, Ken Wilber

In altre parole, il motivo per cui la maggior parte delle linee di sviluppo procede in una sequenza ampiamente universale, invariante e olarchica è che segue l’universalità e l’invarianza della Grande Olarchia dell’Essere; e anche il campo morfogenetico generale, così chiaramente suggerito nei grafici. La Grande Catena è fondamentalmente quel campo morfogenetico generale o spazio di sviluppo. Rappresenta semplicemente alcune delle onde di base della realtà che sono disponibili per le persone; così che, man mano che i diversi talenti, capacità e abilità emergono negli individui, essi tendono a seguire, in modo generale, i contorni della Grande Catena dall’interno verso l’esterno. Anche in questo caso, non si tratta di livelli prestabiliti, ma solo di alcune delle correnti più forti del “grande fiume della vita”. Le potenzialità individuali che emergono nello sviluppo umano tendono a seguire queste correnti, che a loro volta seguono le increspature della Grande Olarchia. Questo, almeno, è ciò che l’evidenza empirica ha suggerito in modo schiacciante.

Figura 11. Psicogramma integrale. Presa da “Psicologia Integrale”, Ken Wilber

Secondo Wilber, tutto questo può essere rappresentato come nel grafico qui sopra, che è lo “psicogramma integrale”. Sull’asse verticale sono indicati i livelli della Grande Catena, attraverso i quali “corrono” le varie “linee”. Delle circa due dozzine di linee, cinque sono elencate a titolo di esempio: cognitiva, morale, interpersonale, spirituale e affettiva. Sia il livello più alto di ogni linea che una linea di sviluppo separata sono stati chiamati “spirituali”, riflettendo le due definizioni più comuni di spiritualità.

Questo non significa che tutti o la maggior parte degli aspetti importanti dello sviluppo siano gerarchici. In questo sistema, ogni onda o struttura di base consiste in realtà sia di gerarchia – o potenziamento delle capacità olistiche – sia di eterarchia – o interazione non gerarchica tra elementi reciprocamente equivalenti. La relazione “tra” i livelli è gerarchica, cioè ogni livello superiore trascende e include i livelli inferiori, ma non viceversa; è come il fatto che le molecole contengono atomi, ma non viceversa, e le cellule contengono molecole, ma non viceversa. Questo “non viceversa” stabilisce una gerarchia asimmetrica, nel senso che una dimensione superiore comprende le dimensioni inferiori ma non viceversa, in modo che la dimensione superiore sia più integrale e onnicomprensiva. Tuttavia, “all’interno” di ogni livello, gli elementi esistono come modelli reciprocamente equivalenti e interattivi. Gran parte dello sviluppo, almeno la metà, coinvolge vari tipi di processi eterarchici e non gerarchici.

L’olarchia comprende quindi un equilibrio tra gerarchia – livelli qualitativamente classificati – ed eterarchia – dimensioni reciprocamente collegate.

Il Sé naviga e attraversa questi livelli e queste linee. Tutti e tre gli elementi – cioè i livelli, le diverse linee o correnti e il Sé come “navigatore” di entrambi – sembrano essere fondamentali per qualsiasi modello di filosofia e psicologia integrale.

È importante notare che il Sè che naviga tra i livelli e le correnti ha due varianti. C’è una sorta di Io-osservatore, soggetto interiore o testimone, e c’è anche un Io-osservato, che sono le cose oggettive che si possono vedere o conoscere su di esso; per esempio, avere i capelli biondi o un certo peso. La prima di queste varianti è vissuta come un “io”, la seconda come un “mio”. Il primo è chiamato “sé prossimo” e il secondo “sé distante”. Questa distinzione è importante perché durante lo sviluppo psicologico l’io di un momento diventa il “mio” del momento successivo. In altre parole, il soggetto di uno stadio diventa l’oggetto di quello successivo. I livelli con cui ci si identifica in una determinata fase dello sviluppo tendono a essere superati e trascesi in quella successiva, in modo che questa fase possa essere vista nel modo più oggettivo possibile, con una certa distanza e distacco. Per quanto riguarda l’approccio dell’integrazione, il Sé è responsabile dell’equilibrio e dell’integrazione di tutti i livelli, linee e stati dell’individuo.

Ciò che accade nello sviluppo meditativo e contemplativo è che l’ego diventa l’oggetto dell’anima. L’anima è ora il soggetto, e non il suo sfondo irrealizzato.

Per quanto riguarda l’attaccamento nel regno ordinario, forse il problema non è l’ego, ma l’identificazione esclusiva con esso. L’ego è ora “il mio ego”; è passato dall’essere “io” al diventare “mio”.

Per la persona centrata sull’anima, il sé, il corpo e il mondo emergono nella coscienza come oggetti in modo sano, e potrebbe dire: “Non mi identifico con nessuno di essi, ma emergono nella mia coscienza”.

Infine, quando la coscienza avanza verso gli stadi mistici superiori, dal sottile al causale, l’anima diventa l’oggetto dell’Io/Essere.

[XV] pag. 116. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 3. I livelli della coscienza.

3.3 Descrizione più dettagliata dei livelli post-razionali

Di seguito vengono descritti e discussi alcuni dei punti di vista, degli atteggiamenti, delle motivazioni e delle pratiche che corrispondono all’apertura di un individuo al livello 4 (Schmedling) o al livello 500 e oltre (Hawkins).

  • Si comincia a vedere che tutto ciò che accade nell’Universo è “perfetto e necessario”; ma lo è dal punto di vista dell’evoluzione delle anime, individualmente e collettivamente, e non necessariamente, come sapete, dal punto di vista limitato della mente, che ha le sue preferenze personali. Se tutto è perfetto e necessario, si comincia a capire che non ci può essere alcun problema. Ogni evento viene visto – senza stress o resistenza – come un’opportunità per un ulteriore avanzamento, altrimenti non accadrebbe, perché il Cosmo è estremamente efficiente e non spreca energia.
  • Si sviluppa un atteggiamento di gratitudine verso tutto.
  • Si comprende che sono io, e solo io, a generare gli eventi esterni, in quanto si manifestano in relazione ai miei bisogni di crescita. Pertanto, si può tornare a possedere il proprio potere accettando la piena responsabilità della propria vita e smettendo di incolpare qualsiasi cosa e persona all’esterno, come si fa con il paradigma della vittima.
  • La motivazione si sposta dal successo materiale alla crescita consapevole e al servizio agli altri. – Si comincia a vedere chiaramente che il Cosmo ha uno scopo e che l’unica opzione valida è quella di allinearsi ad esso, perché qualsiasi altra cosa sarebbe non solo inefficace, ma anche inutile.
  • Poiché lo scopo evolutivo dell’Universo non è solo individuale ma collettivo, ogni anima ha un destino e una missione in ogni esperienza fisica. Questo destino è la somma delle esperienze che un’anima deve trascendere in ogni vita per realizzare il proprio apprendimento e la propria evoluzione. Questi eventi sono spesso difficili e provocano resistenza e reattività, ma sono quelli che hanno un valore evolutivo. La missione è quella in cui ciascuno contribuisce alla progressione degli altri ed è facilmente risolvibile, perché non è altro che l’espressione di vecchi comportamenti appresi.
  • Resta inteso che ogni anima accetta volontariamente il copione iniziale e l’insieme di circostanze che accompagnano ogni esperienza e che sono ideali e matematicamente corrispondenti alle esigenze specifiche dell’evoluzione.
  • Si comprende che tutte le anime sono inizialmente create innocenti e devono progredire attraverso diversi livelli gerarchici di comprensione della verità fino a quando possono incorporare nel loro file di coscienza tutte le informazioni dell’Universo e infine unirsi con Dio, la fonte e la destinazione finale.
  • Ci si rende conto che il perdono non è solo un mandato spirituale, ma l’unica opzione valida. Si comincia a vedere che ci sono due livelli di perdono: uno superficiale e uno profondo. Nel primo, pensate ancora che qualcosa o qualcuno “là fuori” vi abbia “fatto” qualcosa ma, per quello che siete, scegliete di perdonare, il che significa in realtà che scegliete di non vendicarvi o reagire. Il perdono profondo, invece, implica la comprensione che niente o nessuno vi ha davvero “fatto” qualcosa, ma piuttosto che ciò che vi accade è generato dai vostri bisogni evolutivi e l’agente esterno coinvolto nella manifestazione di quell’evento è solo uno strumento dello scopo evolutivo del Cosmo per la crescita di tutti.
  • Si comincia a vedere che tutte le difficoltà derivano dalla resistenza o dal “non fluire” che l’ego, o mente inferiore, oppone al piano universale per l’evoluzione dell’anima. La mente inferiore vede gli eventi che si verificano come desiderabili o indesiderabili, piuttosto che neutrali.
  • Si comincia a passare dall’autoidentificazione con il corpo-mente all’autoidentificazione con l’anima.
  • Nasce la fiducia nel flusso della vita. In questo modo, il bisogno dell’ego di controllare i risultati esterni diminuisce, consentendo una maggiore pace.
  • Poiché la felicità si trova all’interno, indipendentemente dalle fonti esterne, anche il bisogno di approvazione e riconoscimento dell’ego inizia a dissolversi. La persona si rende conto di essere al punto in cui si trova sul cammino evolutivo e che nessuna opinione degli altri, positiva o negativa, cambierà questo fatto, liberandola così dalla dipendenza dalle opinioni altrui.
  • Si comincia a capire che, poiché la Legge dell’Evoluzione e la Legge di Corrispondenza governano l’Universo, non è molto utile sforzarsi di cambiare le circostanze esterne, ma lavorare per cambiare se stessi in modo che, attraverso la Legge di Corrispondenza, le circostanze esterne vengano cambiate senza sforzo.
  • Aumenta la capacità di mantenere pensieri ad alta vibrazione in modo volontario e diretto; questi sostituiscono i pensieri negativi, che sono fisicamente più pesanti e portano con sé, come sottoprodotto, sentimenti negativi corrispondenti. In un certo senso, si può dire che la qualità della propria vita sarà la qualità dei propri pensieri. Ai livelli inferiori di coscienza, un’alta percentuale di pensieri sorge involontariamente, poiché la mente funziona come un ricevitore radio sintonizzato sul modello d’onda corrispondente.
  • Si comincia a dimenticare la propria volontà o “agenda personale” per abbandonarsi alla volontà dello scopo evolutivo di “Dio”. In questo modo è molto più probabile che le proprie intenzioni si manifestino e si comincia a verificare il fatto che le sincronicità cominciano a verificarsi frequentemente intorno a noi.
  • Si comincia anche a consumare meno energia, poiché ogni dispendio di energia è associato a una mancanza di “resa” alla volontà dell’Assoluto. Tutte le difficoltà umane hanno origine nella divergenza tra la “mia” volontà – preferenze, attaccamenti, avversioni – e la volontà dell’Assoluto per l’evoluzione delle anime, sia a livello individuale che collettivo.
  • Si comincia ad affidarsi all’intuizione. L’essere umano, come già detto, possiede quattro corpi – cinque se si considerano gli stati mistici – per elaborare gli input. Può percepire, sentire, ragionare e intuire. Come abbiamo visto, l’intuizione è associata al corpo a più alta vibrazione.

L’intuizione è vissuta come una capacità di cogliere direttamente le informazioni, senza passare attraverso i processi logici lineari in cui si impegna la mente razionale (AgBgC). È l’unico strumento con cui si possono sperimentare – e non solo “conoscere” – realtà non lineari.

Le persone che utilizzano prevalentemente l’emisfero sinistro del cervello hanno difficoltà ad affidarsi all’intuizione: non è che non riescano a distinguerla dalla ragione, semplicemente non riescono a distinguerla dall’istinto senza una qualche educazione o formazione.

Gli individui sanno bene quando stanno ragionando o pensando, se non altro perché consumano energia e si stancano, e perché si tratta di un processo sequenziale – A porta a B, che a sua volta porta a C. Ma gli istinti appaiono in modo molto più rapido e diretto, così come l’intuizione – l’apprensione diretta della realtà senza passare attraverso un processo sequenziale. Ma gli istinti appaiono in modo molto più rapido e diretto, così come l’intuizione – apprensione diretta della realtà senza passare attraverso un processo sequenziale.

Quasi tutti comprendono il vantaggio evolutivo della ragione rispetto all’istinto e la maggior parte dei sistemi educativi ci ha addestrato a “filtrare” gli istinti attraverso la ragione, per cui la maggior parte delle persone ha imparato che usare la ragione produce risultati migliori che non farlo. Dal canto loro, tutte le scale di coscienza sembrano dimostrare che vivere con la ragione è un passo evolutivo necessario nella progressione verso la coscienza, rispetto a vivere con gli istinti o le emozioni.

Attraverso l’osservazione si impara che il modo migliore per distinguere l’intuizione – di cui ci si può fidare – dall’istinto – che deve essere filtrato – è la presenza di un senso di “pace e certezza” quando la comprensione arriva attraverso l’intuizione, in quanto si manifesta da un campo energetico o da un’attrazione vibratoria più elevata rispetto alla ragione.

In termini generali, e per riassumere, si possono elencare alcune delle cose da aspettarsi quando si cresce nella coscienza e si inizia ad entrare nei livelli superiori:

  • Si vuole “servire” di più e si ha bisogno di “ricevere” meno.
  • Si è meno timorosi, ansiosi o bisognosi.
  • La mente diventa più sciolta, meno focalizzata sulla materialità.
  • Ci vuole meno tempo per “lasciare andare” le cose.
  • Le persone o le cose che prima provocavano conflitti scompaiono.
  • Si iniziano ad avere più esperienze “miracolose” (sincronicità).
  • Tutto ciò che accade non viene visto come un problema, ma come un dono, un’opportunità di crescita.
  • Si percepisce e si discerne meglio, ma in modo meno critico; così, quando “si discerne” non si incorpora il proprio bagaglio emotivo, come quando si giudica.
  • I conflitti cominciano a risolversi da soli.
  • Si sviluppa l’intuizione.
  • La calma aumenta e si perde l’interesse per attività o divertimenti precedentemente piacevoli.
  • Si preferisce parlare di crescita e gli altri argomenti diventano meno importanti.
  • Non ci si lascia più trasportare dai pettegolezzi e dalle chiacchiere come un tempo.
  • Si inizia a non voler più cambiare le persone e le cose come prima. Si sviluppa una maggiore accettazione.
  • Si percepisce il mondo e tutto ciò che contiene come una perfetta creazione di Dio.
  • Il corpo emotivo comincia a calmarsi.
  • Ci si interessa più al contesto che al contenuto.
  • Si smette di parlare male di qualsiasi cosa o persona.
  • Cominciate ad avere bisogno di più tempo per voi stessi, in silenzio.
  • Fluite con l’energia della Creazione e imparate a usarla per il vostro progresso.
  • Diventate più morbidi e gentili per evitare di causare danni emotivi agli altri.
  • Si impara a rispettare la vita nella sua totalità e a vedere tutti gli esseri viventi come creature di Dio.

Per concludere questa spiegazione, passiamo ora all’analisi di Hawkins su ciò che accade a questi livelli della scala. Innanzitutto, la descrizione del livello precedente.

Pensieri fulminanti personali: l’essenza della Coscienza

E se la Coscienza fosse come una struttura similare al nostro cervello, in cui i neuroni sarebbero i nostri stessi cervelli, di tutti gli umani, connessi come in una rete internet universale? Incluso gli animali e le piante, flora, fauna e umani connessi? Questa teoria chiarirebbe perchè il cervello è il centro del nostro funzionamento, creato a misura di uno gigantesco che ci racchiude tutti e che sarebbe l’origine? Potrebbe permetterci di viaggiare nel tempo attraverso le tracce lasciate da chi ci ha preceduto? Folle idea?

Estaba disfrutando con esta maravilla y de repente… zas

[IX] pag. 77. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 2. L’essere umano nel nuovo paradigma.


2.1 Siamo un’anima in evoluzione

La definizione di essere umano secondo il vecchio paradigma potrebbe essere la seguente: l’essere umano è un animale – con un corpo fisico – che ha anche un cervello razionale – con una neocorteccia che gli altri animali non hanno – e un’anima – quest’ultima viene accettata solo se si è spirituali/religiosi. Così, l’essere umano è visto come un animale razionale con la capacità di trascendenza; in sintesi, come un essere fisico che fa un’esperienza spirituale, piuttosto che come un essere spirituale che fa un’esperienza di apprendimento nel mondo fisico. Secondo questa definizione, la mente è un epifenomeno del cervello; in sostanza, è il cervello (materia inanimata) che causa la mente o, in altri termini, che fa esistere la mente.

Tuttavia, l’attuale visione emergente considera l’essere umano come un essere spirituale. La realtà più “reale”, più significativa dell’essere umano risiede nell’anima, che ha un’esistenza eterna. L’anima vive un’esperienza evolutiva e temporanea in un corpo fisico e in una personalità individuale, al fine di acquisire comprensioni allineate alla Verità e allo scopo del piano evolutivo universale. È possibile intendere l’anima come un fascio di energia individualizzato con informazioni.

In evidenza

[Inclusa nella prefazione] Pag. 14. La lettera che “probabilmente” scrisse Albert Einstein a sua figlia. Se anche non fosse sua, merita il riconoscimento al valore universale che contiene (+ testo originale, texto original).

Alicante novembre 2022

La veridicità della sua provenienza non è stata effettivamente confermata, ma se non è dello scienziato, merita di esserlo.

Esiste una forza estremamente potente per la quale la scienza non ha ancora trovato una spiegazione formale. È una forza che include e governa tutte le altre, ed è addirittura alla base di ogni fenomeno che opera nell’Universo, anche se non è stata ancora identificata da noi. Questa forza universale è l’Amore.

Quando proposi la teoria della relatività, ben pochi mi capirono, e anche ciò che ora ti rivelerò per trasmetterlo all’umanità incontrerà l’incomprensione e i pregiudizi del mondo. Ti chiedo, tuttavia, di custodirlo per tutto il tempo necessario: anni, decenni, fino a quando la società non sarà sufficientemente progredita da abbracciare ciò che ti spiegherò di seguito.

Quando gli scienziati cercavano una teoria unificata dell’Universo hanno dimenticato la più invisibile e potente di tutte le forze.

L’amore è luce, perché illumina chi lo dà e chi lo riceve; l’amore è gravità, perché fa sì che alcune persone si sentano attratte da altre; l’amore è potenza, perché moltiplica il meglio che abbiamo e permette all’umanità di non estinguersi nel suo cieco egoismo; l’amore rivela e svela; attraverso l’amore viviamo e moriamo; l’amore è Dio e Dio è amore.

Questa forza lo spiega tutto e dà un senso, a lettere maiuscole, alla vita. È la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo, forse per paura, perché è l’unica energia dell’Universo che l’uomo non ha imparato a gestire a suo piacimento.

Per rendere visibile l’Amore, ho fatto una semplice sostituzione nella mia equazione più famosa. Se invece di E=mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l’Amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, arriveremo alla conclusione che l’Amore è la forza più potente che esista, perché non ha limiti.

Dopo il fallimento dell’umanità nell’utilizzare e controllare le altre forze dell’Universo, che si sono rivoltate contro di noi, è urgente alimentarsi con un altro tipo di energia. Se vogliamo che la nostra specie sopravviva, se vogliamo trovare un senso alla vita, se vogliamo salvare il mondo e che ogni essere senta di abitarlo, l’Amore è l’unica e ultima risposta.

Forse non siamo ancora pronti a costruire una bomba d’amore, un dispositivo abbastanza potente da distruggere tutto l’odio, l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta. Tuttavia, ogni individuo porta dentro di sé un piccolo ma potente generatore d’Amore, la cui energia attende di essere liberata.

Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, cara Lieserl, vedremo che l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché è la quintessenza della vita.

Mi dispiace profondamente di non averti potuto esprimere quello che c’è nel mio cuore, che ha battuto silenziosamente per te in tutta la mia vita. Forse è troppo tardi per chiederti perdono; ma poiché il tempo è relativo, ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te ho raggiunto la risposta definitiva.

Tuo padre, Albert Einstein.”

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Texto original del libro:

«Cuando propuse la teoría de la relatividad, muy pocos me entendieron, y lo que te revelaré ahora para que lo transmitas a la Humanidad también chocará con la incomprensión y los prejuicios del mundo. Te pido, aun así, que la custodies todo el tiempo que sea necesario: años, décadas, hasta que la sociedad haya avanzado lo suficiente para acoger lo que te explico a continuación.

Hay una fuerza extremadamente poderosa para la que hasta ahora la ciencia no ha encontrado una explicación formal. Es una fuerza que incluye y gobierna a todas las otras, y que incluso está detrás de cualquier fenómeno que opera en el Universo aunque aún no haya sido identificado por nosotros. Esta fuerza universal es el Amor.

Cuando los científicos buscaban una teoría unificada del Universo olvidaron la más invisible y poderosa de las fuerzas.

El Amor es luz, dado que ilumina a quien lo da y lo recibe; el Amor es gravedad, porque hace que unas personas se sientan atraídas por otras; el Amor es potencia, porque multiplica lo mejor que tenemos, y permite que la Humanidad no se extinga en su ciego egoísmo; el Amor revela y desvela; por amor se vive y se muere; el Amor es Dios, y Dios es Amor.

Esta fuerza lo explica todo y da sentido en mayúsculas a la vida. Ésta es la variable que hemos obviado durante demasiado tiempo, tal vez porque nos da miedo, ya que es la única energía del Universo que el ser humano no ha aprendido a manejar a su antojo.

Para dar visibilidad al Amor he hecho una simple sustitución en mi ecuación más célebre. Si en lugar de E=mc2 aceptamos que la energía para sanar el mundo puede obtenerse a través del Amor multiplicado por la velocidad de la luz al cuadrado, llegaremos a la conclusión de que el Amor es la fuerza más poderosa que existe, porque no tiene límites.

Tras el fracaso de la Humanidad en el uso y control de las otras fuerzas del Universo, que se han vuelto contra nosotros, es urgente que nos alimentemos de otra clase de energía. Si queremos que nuestra especie sobreviva, si nos proponemos encontrar un sentido a la vida, si queremos salvar el mundo y que cada ser sienta que habita en él, el Amor es la única y la última respuesta.

Quizás aún no estemos preparados para fabricar una bomba de Amor, un artefacto lo bastante potente para destruir todo el odio, el egoísmo y la avaricia que asolan el planeta. Sin embargo, cada individuo lleva en su interior un pequeño pero poderoso generador de Amor, cuya energía espera ser liberada.

Cuando aprendamos a dar y recibir esta energía universal, querida Lieserl, comprobaremos que el Amor todo lo vence, todo lo trasciende y todo lo puede, porque es la quintaesencia de la vida.

Lamento profundamente no haberte sabido expresar lo que alberga mi corazón, que ha latido silenciosamente por ti toda mi vida. Tal vez sea demasiado tarde para pedir perdón; pero como el tiempo es relativo, necesito decirte que te quiero y que gracias a ti he llegado a la última respuesta.

Tu padre, Albert Einstein».

Mis mentores, my mentors, mentori

Gonzalo Rodríguez Fraile

Es la respuesta a todas mis inquietudes y una fuente inagotable de nuevos estímulos.

Guida spirituale

Rappresenta e personifica tutte le risposte alle mie domande: dove, quando, come, perchè e molte altre. Un gigante della comprensione.

❤️

Nazareth Castellanos

Mi espejo del alma, es como si viviera en mi interior. Como estudiante de psicología soñaba con investigar el cerebro, me impactó sobre todo el descubrimiento de las hormonas y me veo reflejado en ella. Una vez obtenido el título seguí mi Ego y me dediqué a los negocios, pero Freud y la mente siguen despertando pasiones en mi interior más profundo; gracias a ella puedo alimentar y, al mismo tiempo, apagar ese fuego que me consuma. Gracias❣️

Neurociencientífica

Rappresenta l’essenza dei miei migliori slanci, cristallina bellezza motivante. Una fiamma ondulante, ma sempre verticale, come aspiro ad essere io.

❤️

Mario Alonso Puig

Un médico que me gusta, que prefiere las preguntas a las respuestas.

Médico cirujano investigador del cerebro

Con lui ho cominciato la mia esperienza nel mindfulness, i suoi suggerimenti sono utilissimi, soprattutto all’inizio.

❤️

Oliver Velez

¡Un hombre humano de verdad!

Trader

Rappresenta la forza della tenacità, che spesso mi abbandona. Grazie alla sua perseveranza ho dato i primi passi verso la neutralizzazione dell’Ego, un viaggio durissimo che probabilmente non finirà mai.

❤️

Linguerri Lidia

Su dedicación ha sido admirable.

La mia mamma

Non trovo le parole… solo sento un turbine di emozioni fortissime.

❤️

Pablo d’Ors

Me ayudó a darme cuenta, parece poco pero para mi ego es duro, que en la meditación la constancia es tan importante e incluso más que la práctica, gracias ❣️

Sacerdote “laico”

Mi ha aiutato a capire, sembra poco ma per il mio ego è dura, che nella meditazione la costanza è importante quanto e anche più della pratica, grazie ❣️

❤️

Nassim Nicholas Taleb

El descubrimiento del cisne negro ha sido revelador para mi crecimiento, compartimos actitudes parecidas sobre los eventos y la realidad. La anti fragilidad es otra faceta que me ha revolucionado.

Pensador “probabilistico”

Antifragilità e cigno nero, geniale.

❤️

Steven Spielberg

Nadie como él sabe acariciar el corazón

Regista

Le emozioni che ci ha provocato fermano il tempo

❤️

Shi Heng Yi

Una guía “puente” entre el mundo espiritual y la modernidad

Maestro Shaolin

Mito e realtà alla portata di mano

❤️

Sara Bareilles

Creatura mágica, sus letras y su música fuente de inspiración

Artista

Emana vibrazioni di una bellezza infinita

❤️

Hania Rani

Ha logrado “fundir” clásico y moderno de una manera sublime

Artista

Il mio cervello vibra al ritmo della sua musica

❤️

Lea Desandre

Canta como un ángel

Mezzo soprano

Puro istinto, passione e talento sopraffino, una magia per i sensi.

❤️

Michael Jordan

La fuerza de la poesía

He

Non ha solo vinto, ha fatto sognare più di chiunque altro nello sport

❤️

Giorgia

Si el Amor pudiera hablar lo haría con su voz

Artista

Se l’Amore fosse una persona sarebbe Lei

❤️

Jesse Cook

Ha logrado que cantidad y calidad vayan de la mano, único

Artista

Forse… il più grande di tutti tempi

❤️

André Rieu

Quien regala sonrisas se merece toda mi admiración

Direttore d’orchestra

Un istrione magico e talentuoso, la musica col sorriso è ancora più bella

❤️

Oriana Fallaci

Ejemplar, valiente, toscana

Giornalista, scrittrice

Inattaccabile, inossidabile, indimenticabile, irraggiungibile

❤️

Marc Vidal

Más real que la misma realidad, las madres que te parieron!

Economista

La tormenta perfetta, andrebbe “usato” in tutte le scuole per insegnare a vivere

❤️

Littorio Galassi

Mi padre verdadero

Secondo da sinistra, io primo da destra (ovviamente seduti 🙏)

Maestro di vita, esemplare

❤️

Edelweiss Cotti

Puso la semilla en mi cerebro adolescente con un libro: “La locura no existe”

Psichiatra

Mi aprì letteralmente il cervello come una latta di sardine, credo che il libro fu “La pazzia non esiste”. Negli anni in cui Jack Nicholson interpretava magnificamente “Qualcuno volò sul nido del cuculo”

❤️

Gianluca Italiano

Mejor que los médicos

Fisioterapista

Passione per la salute contagiosa

❤️

Luciano Pavarotti

Tenore

Alondra de la Parra

Directora de orquesta

Charlize Theron

Actriz

Wilbur Smith

Scrittore

Marian Rojas Estapé

Psiquiatra

Carlotta Gnavi

Farmacista

Sebastián La Rosa

Medico

Wim Hof

Iceman

[III] pag. 29. Un nuovo paradigma della realtà? > Capitolo 1 – Una nuova visione del Cosmo e della persona (+ testo originale, texto original)

1.1 L’evoluzione della fisica

Nel suo sviluppo, la fisica ha attraversato cinque fasi dai suoi inizi. In questo capitolo le discuteremo brevemente e mostreremo come è cambiata la visione della realtà in ciascuna di esse.

Realtà classica

Per prima cosa è emersa quella che oggi può essere definita la “visione classica della realtà”, o fisica classica. I pionieri di questo approccio furono principalmente Copernico, Galileo e Newton, tra gli altri.

Questi scienziati furono i primi a scoprire che gli eventi dell’Universo potevano essere spiegati e previsti matematicamente. Newton fu il primo a esprimere i moti dei corpi nello spazio con equazioni matematiche. Ebbe così inizio la fisica classica, caratterizzata da una visione deterministica della realtà.

Ma cosa si sapeva del mezzo in cui avveniva il movimento, cos’è lo spazio, una realtà fisica indipendente o una realtà astratta creata dalla mente umana per comprendere l’Universo? Newton, di fronte al problema dello spazio e del tempo, li concepì come entità assolute e immutabili che rendevano l’Universo rigido, meccanicistico e frammentato.

Per oltre 200 anni, questa concezione dell’universo divenne un dogma per la scienza.

Relatività

La concezione di Newton e le sue equazioni funzionavano bene e la matematica si adattava anche all’esperienza ordinaria, derivata dalla percezione dei sensi.

Queste equazioni vengono utilizzate ancora oggi per inviare i razzi sulla Luna, ad esempio. Quindi, nel loro campo di applicazione, rimangono valide. Newton incluse nelle sue equazioni anche la forza di gravità.

Solo nel 1860 lo scienziato scozzese James Clerk Maxwell estese il quadro della linea classica per considerare anche le forze elettriche e magnetiche. Sembrava che, con l’inclusione delle equazioni matematiche che descrivono queste forze, la fisica teorica sarebbe stata presto completa.

Tuttavia, il fisico britannico Kelvin notò che c’erano due questioni che non si adattavano al modello: una riguardava le proprietà della luce in movimento e l’altra la radiazione di alcuni oggetti quando venivano riscaldati.

Nel decennio successivo tutto cambiò. Le questioni sollevate da Kelvin furono studiate e si scoprì che non erano solo piccoli dettagli da risolvere per completare la visione classica dell’Universo.

Una rivoluzione avvenne tra il 1905 e il 1915, quando Einstein postulò le teorie della relatività speciale e generale. Einstein scoprì i difetti dei concetti newtoniani di spazio e tempo e concluse che non si trattava di entità assolute e indipendenti, ma interdipendenti. Inoltre, distrusse la fisica classica riscrivendo le leggi della fisica gravitazionale.

Questo scienziato ha scoperto che, grazie alla sua flessibilità e alla sua curvatura, lo spazio stesso partecipa all’evoluzione cosmica. Per Einstein si deve parlare di spazio-tempo e la relazione tra i due è flessibile e dinamica. La sua famosa equazione E=mc2 significa che energia e materia sono intercambiabili, in quanto l’una si trasforma nell’altra e viceversa. Se una persona adulta trasformasse la sua massa in energia, potrebbe soddisfare il fabbisogno di una città di medie dimensioni per alcuni giorni.

Einstein scoprì anche che non esiste un tempo globale. Lo scorrere del tempo dipende dalla velocità e dalla posizione dell’osservatore. Immaginate due esplosioni stellari simultanee e un osservatore equidistante da entrambe: vedrà entrambi gli eventi contemporaneamente. Ma se l’osservatore è più vicino a una stella che all’altra, vedrà un’esplosione “prima” dell’altra, anche se si verificano nello stesso momento. Così, ciò che è “passato” per un osservatore può essere “futuro” per un altro; ciò che è già accaduto per uno non è ancora accaduto per l’altro, anche se l’evento stesso è già avvenuto e sarà osservato da entrambi. In un certo senso, per l’osservatore il futuro è determinato.

Poiché lo spazio è curvo, anche il tempo si curva con esso. Più un oggetto ha massa, più il tempo passa lentamente sulla sua superficie. Il tempo passa più velocemente sulla Terra che sulla superficie di una stella, per esempio.

In ogni caso, poiché la deviazione tra la fisica classica e la teoria della relatività si verificava solo in circostanze estreme (alte velocità e alta gravità), la fisica newtoniana continuò a essere utilizzata per le esperienze quotidiane. Ma utilità e realtà sono cose diverse e, come si vedrà più avanti, le caratteristiche del tempo e dello spazio che la maggior parte delle persone continua a rimescolare nella propria mente sono state abrogate come frammenti di una prospettiva, quella newtoniana, che non è più corretta.

Fisica cuantistica

La seconda anomalia evidenziata da Kelvin nella sua critica alla fisica classica (la radiazione) ha portato alla rivoluzione quantistica. La fisica quantistica ha portato a una trasformazione della conoscenza umana mai vista prima.

Uno dei principi della fisica classica postulava che se si conoscono la posizione e la velocità dei corpi nello spazio, con le equazioni di Newton (con l’aggiunta di quelle di Maxwell) si possono prevedere la velocità e la posizione di quei corpi in qualsiasi altro momento del passato o del futuro. In effetti, la fisica classica afferma che il passato e il futuro sono intrecciati con il presente. Questa idea è mantenuta anche nella teoria della relatività di Einstein.

Tuttavia, la fisica quantistica ha dimostrato che, anche con la migliore misurazione possibile dello stato attuale degli oggetti, si può solo sperare di misurare la “probabilità” di come potrebbero essere in qualsiasi momento nel futuro. La fisica quantistica è una fisica delle probabilità.

Così come la fisica classica – in accordo con la percezione sensoriale umana – postula che la realtà sia in un modo “o” in un altro, la fisica quantistica spiega che le cose sono a volte in un modo “e” a volte in un altro.

Qualcosa può essere definito solo quando un’osservazione lo “costringe” ad assumere una forma specifica tra tutte le possibilità quantistiche. Questo risultato non può essere previsto, ma solo la probabilità che si verifichi. Questo, che sembra molto strano, non lo è poi così tanto alla luce della fisica quantistica. Ciò che accade è che le persone non sono abituate a pensare alla realtà come ambigua.

Un’altra sorprendente scoperta della fisica quantistica implica che qualcosa che si verifica in un luogo ha effetti istantanei sulla realtà altrove, indipendentemente dalla distanza. Einstein si è scontrato con questa osservazione, che una volta ha definito come “azione fantasma a distanza”.

Ma gli esperimenti condotti a partire dal 1980 hanno dimostrato che è vero. Il fenomeno è noto come entanglement, ovvero il comportamento di una o più particelle dipende dal comportamento delle altre, cioè interagiscono tra loro indipendentemente dalla loro distanza e contemporaneamente.

Quando si parla di spazio, generalmente si pensa che la separazione spaziale significhi indipendenza fisica. Ma l’esperimento di Aspect ha dimostrato l’influenza istantanea tra le particelle, che sembra non dipendere dai segnali. L’esperimento di A. Aspect e dei suoi collaboratori ha dimostrato che quando due oggetti quantistici sono entangled, se viene eseguita una misura su uno di essi – facendo così collassare la sua funzione d’onda – anche la funzione d’onda dell’altra particella collassa istantaneamente, anche a distanze macroscopiche e senza alcuno scambio di segnali tra loro nello spazio-tempo. Tuttavia, Einstein ha dimostrato che tutte le interazioni e le connessioni nel mondo materiale devono utilizzare segnali che viaggiano attraverso lo spazio-tempo – secondo il principio di localizzazione – e quindi il loro limite di propagazione è la velocità della luce. Dove sono allora queste connessioni istantanee tra gli oggetti quantistici che sono responsabili delle loro comunicazioni a lunga distanza senza segnali? La risposta sembra chiara e, sinteticamente, è: nei domini più sottili della realtà.

Ne consegue che questa relazione è dovuta al fatto che essi costituiscono un’unica entità; la loro separazione è un’illusione. Pertanto, le varie cose che si vedono e si sentono costituiscono manifestazioni diverse della stessa realtà.

Nella visione classica, si riteneva che l’unico modo per avere un effetto su ciò che accadeva in un altro punto dello spazio fosse quello di spostarsi fisicamente lì. Tuttavia, è ormai noto che le connessioni quantistiche trascendono lo spazio e il tempo.

Realtà cosmologica

Una delle esperienze quotidiane rimaste inspiegate nelle tre evoluzioni della fisica sopra citate è quella della “freccia del tempo”, come la chiamò il fisico Arthur Eddington.

Di solito si presume che il tempo abbia una sola direzione: c’è il passato, il presente e il futuro, e sembra che il tempo scorra sempre in quella direzione. Ad esempio, un bicchiere di cristallo si rompe ma non si ricostruisce; le persone invecchiano ma non diventano giovani. Queste asimmetrie governano la vita di tutti.

Ma da dove deriva questa asimmetria? Le leggi e le equazioni fisiche conosciute non la mostrano in alcun modo, contraddicendo così l’esperienza quotidiana del tempo. Per risolvere questo enigma dobbiamo guardare agli eventi che si sono verificati all’inizio dell’Universo.

Il matematico Roger Penrose ha lavorato su questo tema e ha dimostrato come le condizioni speciali al Big Bang abbiano dato una direzionalità alla freccia del tempo. Le sue equazioni spiegavano in parte il fatto, ma non erano del tutto soddisfacenti. A partire dal 1970, la teoria del Big Bang – la cui origine è precedente – è stata postulata come teoria dominante nella cosmologia odierna.

Tuttavia, questa teoria non spiegava ancora alcune domande. Ad esempio, perché lo spazio ha la forma che ha, perché la temperatura della radiazione è quella che è? E, soprattutto, perché all’inizio c’era così tanto ordine da produrre una direzionalità nel tempo?

Le risposte sono state cercate alla luce di una nuova teoria cosmologica: l’inflazione. La teoria dell’inflazione cosmica è sostenuta dalle prove trovate dal team internazionale di scienziati che lavorano al telescopio a microonde BICEP2 presso la base Amundsen in Antartide. Questa teoria – nonostante il dibattito odierno sul problema della polvere interstellare – spiega come l’Universo si sia espanso molto rapidamente e uniformemente in uno spazio di tempo infinitamente piccolo dopo il Big Bang. Fenomeni così sorprendenti, come l’Universo che ha una temperatura e una densità costanti ovunque, per quanto distanti, non si spiegherebbero se prima tutto lo spazio non fosse stato in contatto, come dimostra la teoria dell’inflazione cosmica.

Questa teoria, unita ad altre scoperte sulla radiazione cosmica, sta portando molti fisici a indagare sulla possibilità che non esista un solo Universo ma un multiuniverso (un numero infinito di universi). Oggi molti scienziati e pensatori sostengono l’esistenza del multiuniverso (ad esempio Greene, Susskind, Guth, Stephen Hawking, Weimberg, Termak, Kaku e molti altri). Un altro gruppo di scienziati ritiene che la questione del multiuniverso sia più filosofica che scientifica; ma questo aspetto sarà affrontato più dettagliatamente nell’ultimo capitolo della prima parte di questo libro, dedicato al problema della verifica.

Poiché il tempo e lo spazio sono intrecciati all’origine dell’Universo, una loro comprensione approfondita richiede la formulazione di equazioni in grado di affrontare le condizioni estreme di densità, energia e temperatura estremamente elevate che esistevano all’inizio dell’Universo.

Realtà unificata

Per molti anni i fisici hanno pensato che uno degli ostacoli allo sviluppo di una teoria unificata fosse il conflitto tra la teoria della relatività e la fisica quantistica. Sebbene si occupino di ambiti diversi – la prima di galassie e la seconda di materia subatomica – le due teorie mantengono la loro universalità di applicazione. Se provate insieme, le equazioni non funzionano.

La prima teoria a proporre questa combinazione è la cosiddetta super-string theory, o teoria delle “superstringhe“.

Essa inizia proponendo una nuova risposta a una vecchia domanda su quali siano i componenti più piccoli e individuali della materia. Per decenni si è pensato che questi componenti fossero particelle come gli elettroni o i quark. Queste particelle si combinavano in vari modi per produrre protoni, neutroni e la varietà di atomi e molecole che costituiscono l’Universo materiale.

Secondo la teoria delle superstringhe, tuttavia, queste particelle non sono punti, ma sono composte da minuscoli filamenti di energia vibrazionale, milioni di volte più piccoli del nucleo di un atomo. Proprio come la corda di un violino può vibrare secondo schemi diversi che producono suoni diversi, questi filamenti generano proprietà diverse nelle particelle attraverso le loro possibili vibrazioni. Una “corda” che vibra secondo un certo schema può produrre la massa e la carica elettrica di un elettrone.

Per farsi un’idea delle dimensioni di queste “stringhe”, immaginate una goccia d’acqua: contiene un quadrilione di atomi di ossigeno e idrogeno. Se si ingrandisse un atomo di idrogeno dieci miliardi di volte, sarebbe lungo un metro. Ma bisognerebbe ingrandirlo molto, fino a raggiungere le dimensioni dell’Universo conosciuto, per poter vedere le stringhe al suo interno, che sarebbero come un albero di circa dieci metri rispetto alle dimensioni dell’intero Universo.

Gli scienziati ritengono che lo spazio e il tempo cessino di esistere come li conosciamo quando scendiamo a queste scale (la scala di Planck). Per capire cosa succede lì, i ricercatori stanno cambiando l’idea di spazio e tempo con l’idea dell’esistenza di nuove dimensioni. A questi livelli di studio sono state trovate condizioni simili a quelle che esistevano poco prima del Big Bang.

Secondo questa teoria, una tale “stringa vibrante” sarebbe l’equivalente di quello che un tempo si pensava fosse un elettrone. Tutte le specie di particelle sono unificate nella teoria delle superstringhe, perché ciascuna di esse ha origine da un diverso “schema vibrazionale” eseguito dalla stessa entità sottostante.

La teoria delle superstringhe è la prima teoria in grado di integrare la fisica quantistica con la teoria della relatività.

Ma perché le equazioni della teoria delle superstringhe funzionino, è necessario accettare un’altra grande rivoluzione nella percezione umana. Invece di tre dimensioni spaziali e una temporale, la teoria delle superstringhe richiede di considerare almeno nove o più dimensioni spaziali e una temporale. In una nuova revisione di questa teoria, chiamata “teoria M”, l’unificazione richiede almeno dieci dimensioni spaziali. Poiché queste altre dimensioni non sono osservabili, la teoria delle superstringhe implica che solo una piccola parte della realtà dell’Universo è accessibile alla percezione umana.

Brian Greene conclude:

“L’idea di più dimensioni spaziali ci permette di intravedere qualcosa di molto più drammatico: l’esistenza di altri mondi nell’Universo, non nello spazio ordinario, ma in quelle altre dimensioni di cui finora non eravamo a conoscenza”.

La teoria delle superstringhe può offrire al mondo la prima prova razionale e non soggettiva di dimensioni “non viste” e ci costringe ad accettare il fatto che finora noi esseri umani siamo stati consapevoli (almeno attraverso la coscienza ordinaria) solo di una minuscola parte dell’intera realtà universale.

In un certo senso, questa visione coincide con ciò che i mistici hanno sempre espresso sulla realtà nel corso della storia umana.

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Texto original del libro:

Capítulo 1. Una nueva visión del Cosmos y la persona

1.1 La evolución de la física

En su desarrollo, la física ha pasado por cinco estadios desde sus comienzos. En este capítulo se comentarán brevemente y se expondrá cómo fue cambiando la visión de la realidad en cada uno de ellos.

Realidad clásica

Primero emergió lo que ahora se puede llamar la “visión clásica de la realidad”, o física clásica. Los pioneros de este enfoque fueron fundamentalmente Copérnico, Galileo y Newton, entre otros.

Estos científicos fueron los primeros en descubrir que los eventos en el Universo podían ser explicados y predichos de forma matemática. Newton fue el primero en expresar a través de ecuaciones matemáticas los movimientos de los cuerpos en el espacio. Así comenzó la física clásica, que se caracteriza por una visión determinista de la realidad.

Pero ¿qué se sabía del medio donde ocurría todo el movimiento? ¿Qué es el espacio? ¿Es una realidad física independiente, o una realidad abstracta creada por la mente humana para entender el Universo? Newton, al enfrentarse al problema del espacio y del tiempo, concibió ambos como entidades absolutas e inmutables que convertían al Universo en algo rígido, mecanicista y fragmentado.

Durante más de 200 años, esta concepción del Universo se convirtió en dogma para la ciencia.

Relatividad

La concepción de Newton y sus ecuaciones funcionaban bien, y además las matemáticas se adecuaban a la experiencia ordinaria, derivada de la percepción de los sentidos.

Todavía hoy se usan esas ecuaciones para mandar cohetes a la luna, por ejemplo. Así que, en su ámbito de aplicación, se mantiene su validez. Newton también incluyó la fuerza de la gravedad en sus ecuaciones.

No fue hasta 1860 cuando el científico escocés James Clerk Maxwell extendió el marco de la línea clásica para considerar también las fuerzas eléctricas y magnéticas. Parecía que con la inclusión de las ecuaciones matemáticas que describen estas fuerzas la física teórica estaría pronto completada.

Sin embargo, el físico británico Kelvin advirtió que había dos cuestiones que no encajaban en el modelo: una tenía que ver con las propiedades de la luz en movimiento, y la otra con la radiación de algunos objetos al ser calentados.

En la siguiente década todo cambió. Las cuestiones que Kelvin suscitó fueron estudiadas, y se comprobó que no eran meramente pequeños detalles a resolver para dar por completada la visión clásica del Universo.

Entre 1905 y 1915 se produjo una revolución, al postular Einstein las teorías especial y general de la relatividad. Einstein descubrió fallos en los conceptos newtonianos del espacio y el tiempo; concluyó que estos no eran entidades absolutas e independientes, sino interdependientes. Además, acabó por destruir la física clásica al reescribir las leyes de la física gravitatoria.

Este científico descubrió que, a través de su flexibilidad y gracias a su curvatura, el propio espacio participa en la evolución cósmica. Para Einstein, hay que hablar de espacio-tiempo, y la relación entre ambos es flexible y dinámica. Su famosa ecuación E=mc2 significa que la energía y la materia son intercambiables, ya que una se transforma en la otra y viceversa. Si una persona adulta transformase su masa en energía podría abastecer las necesidades de una ciudad mediana por unos días.

Einstein también descubrió que no existe un tiempo global. El paso del tiempo depende de la velocidad y de la posición del observador. Imagínense dos explosiones estelares simultáneas y un observador equidistante a ambas; éste verá los dos eventos simultáneamente. Pero si el observador está más cerca de una de las estrellas que de la otra, verá una explosión “antes” que la otra, aunque se produzcan a la vez. Así pues, lo que es “pasado” para un observador, puede ser “futuro” para otro; lo que ya ha acontecido para uno no lo ha hecho aún para el otro, aunque el evento en sí ya se haya producido y finalmente sea observado por ambos. De alguna manera, para el observador el futuro está determinado.

Al ser el espacio curvo, el tiempo también se curva con él. Cuanta más masa tiene un objeto, más lentamente pasa el tiempo en su superficie. El tiempo transcurre de forma más rápida en la Tierra que en la superficie de una estrella, por ejemplo.

De todas formas, como la desviación entre la física clásica y la teoría de la relatividad sólo ocurría bajo circunstancias extremas (grandes velocidades y gran gravedad), se siguió usando la física de Newton para las experiencias cotidianas. Pero utilidad y realidad son cosas diferentes y, como se verá a continuación, las características del tiempo y del espacio que la mayoría de personas siguen barajan do en su mente han sido derogadas como fragmentos de una perspectiva, la newtoniana, que ya no es correcta.

Física cuántica

La segunda anomalía que Kelvin apuntó en su crítica a la física clásica (la radiación) nos ha llevado a la revolución cuántica. La física cuántica ha supuesto una transformación del conocimiento humano como nunca se había producido anteriormente.

Uno de los principios de la física clásica postulaba que si se conoce la posición y la velocidad de los cuerpos en el espacio, con las ecuaciones de Newton (añadiendo las de Maxwell) se puede predecir la velocidad y posición de esos cuerpos en cualquier otro momento pasado o futuro. Sin duda, la física clásica declara que el pasado y el futuro están entrelazados con el presente. Esta idea también se mantiene en la teoría de la relatividad de Einstein.

Sin embargo, la física cuántica ha demostrado que, incluso efectuando la mejor medición posible del estado actual de los objetos, sólo es esperable poder medir la “probabilidad” acerca de cómo éstos podrán encontrarse en cualquier momento futuro. La física cuántica es una física de probabilidades.

Así como la física clásica —de acuerdo con la percepción sensorial humana— postula que la realidad es de una manera “o” de otra, la física cuántica explica que las cosas se presentan a veces de una manera “y” a veces de otra.

Sólo se puede definir algo cuando una observación lo “fuerza” a tomar una forma específica entre todas las posibilidades cuánticas. Este resultado no puede ser predicho; únicamente se puede predecir la probabilidad de que ocurra. Esto, que parece muy extraño, no lo es tanto a la luz de la física cuántica. Lo que ocurre es que las personas no estamos acostumbradas a pensar en la realidad como en algo ambiguo.

Otro descubrimiento asombroso de la física cuántica implica que algo que se produce en un lugar tiene efectos instantáneos sobre la realidad en otro sitio, independientemente de la distancia a la que se encuentre. Einstein luchó contra esta observación, a la que en cierta ocasión se refirió como “acción fantasmal a distancia”.

Pero los experimentos realizados a este respecto desde 1980 demostraron su veracidad. El fenómeno se conoce en inglés por el término “entanglement”, que se traduce por “entrelazamiento”, y consiste en que el comportamiento de una o más partículas depende de las demás; es decir, unas y otras interactúan sin importar la distancia que las separa y de manera simultánea.

Al pensar en el espacio, generalmente se entiende que la separación espacial significa independencia física. Pero el experimento de Aspect demostró la influencia instantánea entre las partículas, que parece no depender de señales. El experimento que realizaron A. Aspect y sus colaboradores comprobó que cuando dos objetos cuánticos se encuentran entrelazados, si se realiza cualquier medición en uno de ellos —colapsando así su función de onda—, la función de onda de la otra partícula se colapsa también instantáneamente, incluso a distancias macroscópicas y sin ningún intercambio de señales entre ellas en el espaciotiempo. Sin embargo, Einstein probó que todas las interacciones y conexiones en el mundo material tienen que utilizar señales que viajen a través del espacio-tiempo —según el principio de localidad—; por lo tanto, su límite de propagación es la velocidad de la luz. ¿Dónde, pues, se encuentran esas conexiones instantáneas entre los objetos cuánticos que son responsables de sus comunicaciones a distancia sin señales? La respuesta parece clara y, de forma sucinta, es: en los dominios más sutiles de la realidad.

De ello se deduce que esta relación se debe a que constituyen una entidad única; su separación es una ilusión. Por tanto, las diversas cosas que se ven y se sienten constituyen manifestaciones diferentes de la misma realidad.

Según la visión clásica se creía que la única forma de producir un efecto sobre lo que ocurría en otro punto del espacio era desplazándose físicamente allí. Sin embargo, ahora se sabe que las conexiones cuánticas trascienden el espacio y el tiempo.

Realidad cosmológica

Una de las experiencias cotidianas que quedaban sin explicar en las tres evoluciones de la física mencionadas anteriormente era la de la “flecha del tiempo”, como la llamó el físico Arthur Eddington.

Normalmente se da por supuesto que existe una dirección en el tiempo: existen el pasado, el presente y el futuro, y da la impresión de que el tiempo siempre fluye en esa dirección. Por ejemplo, un vaso de cristal se rompe pero no se reconstruye; las personas envejecen pero no rejuvenecen. Estas asimetrías gobiernan la vida de todos.

Pero ¿de dónde procede tal asimetría? Las leyes y ecuaciones de la física conocidas no la muestran de ninguna manera, contradiciendo así la experiencia cotidiana del tiempo. Para resolver este rompecabezas hay que contemplar los eventos que ocurrieron al inicio del Universo.

El matemático Roger Penrose trabajó en este asunto, y demostró cómo condiciones especiales en el Big Bang imprimieron una direccionalidad a la flecha del tiempo. Sus ecuaciones explicaban el hecho en parte, pero no resultaban del todo satisfactorias. Fue a partir de 1970 cuando la teoría del Big Bang —cuyo origen es anterior— se postuló como la dominante en la cosmología actual.

Sin embargo, esta teoría seguía sin explicar algunas cuestiones. Por ejemplo: ¿Por qué el espacio tiene la forma que tiene? ¿Por qué la temperatura de la radiación es la que es? Y, sobre todo, ¿por qué había tanto orden al principio como para producir la direccionalidad en el tiempo?

Las respuestas se buscaron a la luz de una nueva teoría en cosmología: la inflación. La teoría de la inflación cósmica está siendo sustentada gracias a las evidencias encontradas por el equipo internacional de científicos que trabajan en el telescopio de microondas BICEP2, en la base Amundsen de la Antártida. Esta teoría —a pesar de la discusión que hoy en día existe en relación con el problema del polvo interestelar— explica cómo el Universo se expandió muy rápidamente y de una manera uniforme en un espacio de tiempo infinitesimal tras el Big Bang. Cuestiones tan sorprendentes como que el Universo tenga una temperatura y una densidad constantes en todas partes, por lejanas que estén unas de otras, no tendrían explicación si todo el espacio no hubiera estado en contacto previamente, como demuestra la teoría de la inflación cósmica.

Esta teoría, combinada con otros descubrimientos sobre la radiación cósmica, está llevando a muchos físicos a investigar la posibilidad de que exista no un Universo sino un multiverso (infinito número de universos). En la actualidad, muchos científicos y pensadores sostienen la existencia del multiverso (p.e., Greene, Susskind, Guth, Stephen Hawking, Weimberg, Termak, Kaku y muchos otros). Otro grupo de científicos piensan que la cuestión del multiverso es más filosófica que científica; pero de esto nos ocuparemos con más detalle en el último capítulo de la primera parte de este libro, dedicado al problema de la verificación.

Como el tiempo y el espacio están entrelazados en el origen del Universo, para comprenderlos en profundidad es necesario formular ecuaciones que puedan lidiar con las condiciones extremas, de altísima densidad, energía y temperatura, existentes en el comienzo del Universo.

Realidad unificada

Durante muchos años, los físicos pensaron que uno de los obstáculos a resolver para desarrollar una teoría unif icada era el conflicto entre la teoría de la relatividad y la física cuántica. Aunque ambas se ocupan de ámbitos diferentes —la primera de las galaxias y la segunda de la materia subatómica—, las dos teorías mantienen su universalidad de aplicación. Cuando se intentan usar conjuntamente las ecuaciones no funcionan.

La primera teoría que ha avanzado en esta combinación es la llamada “super-string theory”, o teoría de las “supercuerdas”.

Esta comienza por proponer una nueva respuesta a una antigua pregunta sobre cuáles son los componentes más pequeños e individuales de la materia. Durante décadas se pensó que estos componentes eran partículas como electrones o quarks. Estas partículas se combinaban de distintas maneras para producir protones, neutrones y la variedad de átomos y moléculas que forman el Universo material.

En cambio, de acuerdo con la teoría de las supercuerdas, estas partículas no son puntos, sino que están compuestas por minúsculos filamentos de energía vibratoria con forma de cuerda, millones de veces más pequeños que el núcleo de un átomo. De igual forma que la cuerda de un violín puede vibrar con patrones diversos que producen distintos sonidos, estos filamentos generan diferentes propiedades en las partículas a través de sus posibles vibraciones. Una “cuerda” vibrando según un patrón determinado puede producir la masa y la carga eléctrica de un electrón.

Para hacerse una idea del tamaño de esas “cuerdas” imagínese una gota de agua; ésta contiene un cuatrillón de átomos de oxígeno e hidrógeno. Si se aumentase un átomo de hidrógeno diez mil millones de veces, mediría un metro. Pero habría que aumentar mucho más su tamaño, hasta llegar al del Universo conocido, para poder ver las cuerdas en su interior, que serían como un árbol de diez metros aproximadamente en relación con el tamaño de todo el Universo.

Los científicos creen que el espacio y el tiempo dejan de existir tal y como los conocemos al descender a esas escalas (la escala de Planck). Para entender lo que ocurre allí, los investigadores están cambiando las ideas de espacio y tiempo por la idea de la existencia de nuevas dimensiones. En esos niveles de estudio se han encontrado condiciones semejantes a las que existían justo antes del Big-Bang.

De acuerdo con esta teoría, esa “cuerda vibratoria” sería el equivalente a lo que antes se pensaba que era un electrón. Todas las especies de partículas se unifican en la teoría de las supercuerdas porque cada una de ellas se origina en un “patrón vibratorio” diferente, ejecutado por la misma entidad subyacente.

La teoría de las supercuerdas es la primera teoría con capacidad para integrar la física cuántica con la teoría de la relatividad.

Pero para que las ecuaciones de la teoría de las supercuerdas funcionen, hay que aceptar otra gran revolución en la percepción humana. En vez de tres dimensiones espaciales y una temporal, la teoría de las supercuerdas requiere considerar al menos nueve o más dimensiones espaciales y una temporal. En una nueva revisión de esta la teoría, llamada “teoría M”, la unificación necesita al menos diez dimensiones espaciales. Como esas otras dimensiones no son observables, la teoría de las supercuerdas implica que sólo una pequeña parte de la realidad del Universo es accesible a la percepción humana.

Brian Greene concluye:

«La idea de más dimensiones espaciales nos permite atisbar algo mucho más dramático: la existencia de otros mundos en el Universo, no en el espacio ordinario, sino en esas otras dimensiones de las que hasta ahora no hemos sido conscientes».

La teoría de las supercuerdas puede ofrecer al mundo la primera evidencia racional, no subjetiva, de las dimensiones “no visibles”, y obliga a aceptar el hecho de que hasta ahora los seres humanos sólo hemos sido conscientes (al menos a través de la consciencia ordinaria) de una parte minúscula de la completa realidad universal.

De alguna forma, esta visión coincide con lo que siempre han expresado los místicos acerca de la realidad a lo largo de la historia de la Humanidad.